Infiniti
sensi di colpa ci attanagliano: Andrea ci ha chiamato cinque
volte oggi dalla redazione dicendo che gli serve urgentemente
la intro per chiudere il numero. Nik da settimane promette
di mailargliela ma non cè stato verso che labbia
fatto da un mese a questa parte.
Sono
due giorni che non facciamo altro che surfare e mangiare
a mille chilometri da casa, mentre Andre aspetta che siano
le sette per controllare la mailbox.
Risalgo
lennesima spalla di questo reef sinistro e mentre
Rocco parte sullennesima barra comincia a piovere.
Sulla
spiaggia il Roncoz si è fatto una sedia col clark
di un frigo, ha scostato 50 bottiglie di plastica per piazzare
il cavalletto. Gli alberi che ha portato la fiumana sono
intrecciati ad abitacoli di panda distrutte e pezzi di peschereccio
spinti da chissà quale sciroccata. Da una fila di
case discrete sbuca un signore vestito da messa (è
domenica) in completo a spighe grigio.
"Ho
visto ombre sul mare
ma che sport è questo?"
Scambia
due parole e senza chiedere niente apre un ombrello nero
e copre il tele lasciando fuori la propria testa e quella
di Antonio.
Lalta
marea ha riattivato il fiumiciattolo e una correntina marrone
entra nella lineup. I rifiuti brillano per la pioggia. La
ruggine e le scorie della "civiltà" non
oscurano la bellezza di quel gesto.
Federico,
Nik, Emi.
Da
qualche parte a sud.