Durante la visione di Blob del 19 Ottobre,
fra gli spezzoni trasmessi, sono stato colpito da un'affermazione
di uno dei coglioni protagonisti del "Grande Fratello"
il quale diceva che "...tanto lui è un surfista,
perciò è di sinistra". Queste parole
mi hanno fatto riflettere, in quanto le avevo già
sentite in precedenza nel nostro ambiente, ma dette in televisione
assumono lo stato di luogo comune. Mi vengono comunque alla
mente alcuni fatti che confutano questa idea:
- L'affermazione che "il surf è lo sport dei
re" che periodicamente leggiamo sulle riviste d'oltreoceano,
mi fa immediatamente pensare ad una disparità sociale
completamente al di fuori del concetto egalitario tipico
della sinistra. La storia ci insegna che i regnanti Hawaiiani
surfavano con tavole molto più lunghe di quelle dei
dignitari i quali a loro volta andavano in acqua con tavole
più lunghe di quelle del popolo le quali avevano
le dimensioni di un boogie.
- Il campione del mondo del 1968, Fred Hemmings, è
da sempre un esponante del partito repubblicano (il partito
statunitense classista, protezionista e giustizialista,
storicamente di destra). Per credere leggete il suo libro
"The soul of surfing is Hawaiian".
- L'intolleranza che molti di noi ha verso il forestiero
che surfa le onde di casa nostra, il cosidetto localismo,
è un comportamento completamente estraneo all'atteggiamento
tollerante che contraddistingue la moderna sinistra.
- La convinzione che noi abbiamo, quella di essere differenti
(per non dire migliori) dal resto del mondo che non fa surf,
ci rende del tutto simili a comunità come gli schutzen
o ai praticanti del polo.
- I film di John Milius (ex surfista e mercante di marchi
internazionali, ma questa è un'altra storia) sono
un esempio di cinematografia reganiana, egli è un
maestro nel descrivere valori come la Patria e la sua difesa.
Per credere si guardi il suo film "Alba Rossa".
- L'avversione che noi italiani abbiamo verso la conformazione
geologica della Terra. Mi spiego: chi di noi surfers adriatici
non ha mai pensato di demolire con qualche mezzo la catena
dei Balcani e la penisola ellenica in modo di avere uno
specchio d'acqua più grande? Non ridano i colleghi
della costa ovest che ogni notte sognano di polverizzare
la penisola iberica in modo da poter dire di vivere sull'oceano.
Nerone e Hitler sarebbero orgogliosi di noi.
E' ovvio che la verità non risiede in nessuna di
queste affermazioni. Il surf è un modo di vivere
con la mente sempre rivolta verso il mare, il cielo, il
vento. E' una forma d'arte e di cazzeggio.
Il surfista sogna onde perfette per poi rendersi conto che
l'onda perfetta è ancora da trovare.
Siamo persone che alla vista del mare piatto ci devastiamo
psichicamente e crolliamo nervosamente, cagionando danni
e commettendo reati.
Un surfista, sicuramente, non perderà mai le onde
preziosissime di una domenica per andare a votare.
Il surfista non è ne di destra ne di sinistra.
Che l'Abacus ne tenga conto.