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SurfNews 85
CERTI PERIODI
a cura di Nicola Zanella Condividi SurfNews
Quando il primo uomo pose piede sulla Luna, nel 1969, in molti si sentirono defraudati. Da sempre, infatti, il satellite naturale della Terra costituiva un “luogo dello spirito”: uno spazio idealizzato in cui riporre sogni e miti letterari. Vederlo calpestato in nome della scienza pareva, ai più romantici, un insulto alla fantasia, il sacrificio dell’idealismo a favore della fredda scienza.
Una situazione molto simile si ripropone oggi a milioni di persone, tutte le mattine. Se fino a qualche tempo fa la prima occhiata fuori dalla finestra era fonte di sorpresa, oggi anche i più distratti sanno, fin dalla sera prima, che “cielo” troveranno al risveglio. Questa vera e propria “nuvola” di informazioni scientifiche avvolge anche il surf, e recentemente ha fatto nascere in me una certa disaffezione verso gli eccessi della meteorologia. Dopo quindici anni spesi di fronte a mappe iperdettagliate e modelli di previsione, sento come il bisogno di un break.
Per noi surfisti fare un passo indietro è facile. L’incognito e l’imprevedibile sono sempre dietro l’angolo. Basta scendere di un gradino nella scala spazio-temporale, passando dai chilometri ai metri e dalle ore ai secondi per perdere il bandolo della matassa e trovarci piacevolmente in balia di noi stessi. Chi ha speso (o sprecato) anni guardando il mare, sa bene che le onde si assomigliano tutte ma che nessuna è uguale a un’altra. Nemmeno point iper-regolari come quelli che vedete tra queste pagine riescono a riprodurre per due volte lo stesso identico tubo. E anche se da quasi 50 anni esistono modelli ed equazioni matematiche che spiegano forza, forma e rifrazione dei frangenti, nessuno di essi, per fortuna, può ancora indicarci le coordinate GPS e il momento preciso in cui si materializzerà la particolare condizione che stiamo aspettando. Lo scarto tra realtà e scienza è praticamente incolmabile in questo micro-ambito.
Più che alla matematica infatti, il surfista si affida a principi “generali”. Ci sono infatti alcune indicazioni che possono aiutarci a cercare “meglio”. L’articolo che trovate a pag 18 parla del periodo d’onda: una variabile dalla quale dipende in forma diretta la nostra soddisfazione in mare. È il primo di due saggi “concentrici” (il prossimo, più scientifico, uscirà sulla SurfGuide di Aprile) in cui tenteremo di spostare l’indagine e spiegare (o almeno descrivere) le micro-dinamiche da cui dipende il nostro sport. Quelle piccole anomalie capaci di produrre gli istanti più unici e belli del nostro stare in mare. Vorrete perdonarci se qualche volta sconfineremo nella poesia o nella letteratura di viaggio. I confini (anche quelli tra diverse branche del sapere) sono sempre sfumati quando si parla di mare.

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