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SurfNews 66
NUOVE DISTANZE
a cura di NIK Condividi SurfNews
Il 2007 si sta concludendo nel più classico dei modi: poche onde, traffico bloccato, gelo anche al sud e tristissime luminarie natalizie a ricordarci che è ora di cambiare aria. Una delle estati surfisticamente più felici degli ultimi anni è sfumata in un autunno avvilente (ancora ci chiediamo 'che fine ha fatto il sudovest?') ed in un inverno rigido fin da subito. Proprio adesso, mentre un enorme desiderio di sole ci spingerebbe a pianificare viaggi verso sud, ci troviamo a riflettere sul periodo che si chiude, sul numero che sta per andare in stampa e sulla strana direzione che la nostra fuga/ricerca ha preso in questo 2007.

Cementificazione, desertificazione, turismo di massa, distruzione della costa stanno sempre più frequentemente entrando a far parte della vita quotidiana di milioni di surfisti. Il terreno della nostra ricerca, di conseguenza, si sta staccando dai luoghi di retaggio 'romantico', dove è solo la natura a dettare legge. Non che la classica spiaggia con le palme e la capanna non trovi posto nella rivista. Però pensate agli articoli su Sunway Lagoon a Kuala Lumpur (Malesia), sulla cementificazione del Magreb (Marocco) e dell'India o sulla problematica situazione delle coste Calabre (in copertina), esposte ai flussi migratori più intensi del nostro tempo: parlano di noi surfisti più di molti articoli 'cartolina' dal paradiso di turno.

Da un po di tempo a questa parte, infatti, il surf reportage sta accompagnando il surf nella conquista di una nuova gamma di non-luoghi a metà tra un presente plastificato ed un futuro post-industriale. Il viaggio editoriale che chiude questo 2007 ha avuto luogo l'ottobre scorso, lungo il Delta del fiume Yangzi, in Cina e si colloca proprio in questo filone. Shanghai dista solo 12 ore di volo dall'Europa ma le sue onde rompono in un mondo diversissimo dalla nostra quotidianità di surfisti. In viaggi come questo la distanza coperta non è fisica. Cercare percorsi attraverso porti grandi come città, megalopoli in esplosione ed isole sull'orlo della cementificazione, è stato come sbirciare nel futuro del surf. Un futuro dove 'adattarsi' sarà la parola d'ordine.

Un buon inverno dalla redazione.


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