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SurfNews 52
25 BASTONCINI DI INCENSO
a cura di Nik Condividi SurfNews
Luccicanti immagini di Bodhisattva, campioni di surf ritratti in cameretta, foto di viaggi infruttuosi, immagini dalla mitologia greca e quadri di onde vuote: un intero muro della redazione è stato, negli anni, eletto a 'tempietto', un angolo di personalissima religiosità il cui pantheon si espande ad ogni stagione surfistica.

Non tacciatemi di estremismo religioso, la nostra qui in redazione è una fede del tutto inventata e che non cerca di fare proseliti, anzi... In cima al suddetto muro svetta una tela blu di Vincenzo Ganadu: un surfista nero sotto un'onda scura. 'Duck-Dive' (già in cover della Guide 2002) è lì a ricordare quale sia l'oggetto di culto. Le immagini attaccate più in basso, invece, sono meno gloriose dal punto di vista artistico, e raccontano parabole a caso dalla nostra storia sul-campo.

Una rappresentazione cinquecentesca di Ercole mentre trasporta a braccia le sue famose colonne è tra le mie preferite: limiti da superare, un mare (che sentiamo molto 'Nostrum') da esplorare, una missione da portare a compimento sudando tante camicie. Più sotto un'istantanea di Andrea Tazzari col suo bimbo Edo mentre mangiano spaghetti in India. Un altro classico del muro è una foto scattata da Emi e sommariamente stampata su carta opaca: ci ritrae seduti su un'enorme rete da pesca, appesa a mezz'aria sotto una palma a mò di amaca (per fuggire alle pulci di mare) su una spiaggia che ora non esiste più. Sempre di quell'anno è la foto che più di tutte ci ricorda quanto pericoloso sia professare questo credo e non a caso è quella che riceve le dosi maggiori di incenso nel rito di apertura dell'ufficio, la mattina. L'ho scattata io con la mano tremante di chi ha appena sentito le pallottole fischiare. Ritrae Emi Mazzoni di spalle, con la tavola sotto braccio. Emi cammina di fianco ad un ufficiale dell'esercito singalese che inbraccia un Kalshnikov. Emi si è appena reso conto di aver surfato in un campo di battaglia durante una sparatoria tra Tigri Tamil ed esercito regolare. Altre immagini sono, per fortuna, più ilari: uno scatto di Joel Tudor durante la sua visita in Sardegna nel 2001 mentre ride con gli occhi rossi di fronte al registratore. Un ritratto di Moira Orfei (io ne vado pazzo) staccato dal cartellone del circo. La foto della scoperta di T. Beach (Numidia) con i miei migliori amici che applaudono alle onde appena scoperte e vuote.

Troppo scure, troppo mosse: molti di questi scatti (specie quelli scattati da me) non ce l'hanno mai fatta ad entrare nella selezione del Magazine e men che meno li vedrete in questo photo-special dall'atmosfera così rarefatta.

Lo stesso, la selezione di immagini e storie che vi proponiamo qui, sono state assemblate e scelte con lo stesso criterio del muro. Parlano di un anno di missioni ai limiti dell'universo surf e delle piccole scoperte fatte dietro l'angolo della baia davanti a casa. Parlano di un mondo nel quale ognuno può trovare divinità liquide e riti, del tutto personali, da dedicarvi. Parlano insomma di noi e di voi e quindi domattina, quando questo numero sarà in stampa ed io avrò in tasca il biglietto per il mio prossimo pellegrinaggio, accenderò un mazzetto di incensi, li deporrò sotto l'immagine di Shiva, dei bimbetti che surfano coi legni, dei rider italiani su onde perfette e vi ringrazierò per averci creduto.


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