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SurfNews 47
LE ISTANTANEE DI ULISSE
a cura di Nik Condividi SurfNews
Ci capita ad ogni uscita quello che sempre succede nei viaggi. Nel farli quasi mai si segue l'itinerario che ci si era preposti. E' capitato ad Ulisse tornando da Troia, ad Enea lungo le coste tunisine ed anche alla redazione tornando dal profondo Nord Atlantico quest'anno.

Il Photo Special è un numero di 'confine', da tanti punti di vista.
Prima di tutto frontiere da attraversare, visti da ottenere, spostamenti da organizzare, aerei, auto, rider e sponsor da coinvolgere, decine di tavole da trascinare per decine di aeroporti. Per fornire materiale ai vostri sogni autunnali il nocciolo operativo di SurfNews ha superato più frontiere di un volo della Quantas! Non che mi lamenti di questo ma a volte la fuga prende direzioni veramente strane ed è li che i progetti si fanno deboli. Alcuni di noi hanno tentato la via Nord sperando nelle perturbazioni che scivolano sopra il 50° parallelo. Altri hanno preferito l'Oriente rincorrendo tifoni in Korea e nelle isole più remote dell'Indonesia. Qualcuno ha persino tentato di surfare in Mar Caspio confrontandosi con la cultura azerbaijana e lunghe settimane di piatta. Ma cosa hanno le nuove scoperte che manca alle onde di casa? Potrebbe chiedere qualcuno. Nulla ovviamente, le onde sonto quasi tutte uguali no? Destre, sinistre e close-out, qualcuna tuba, altre no. Quello che affascina è cercarle, raggiungerle, surfarle bene e raccontarne anche meglio. Da Omero in poi, un viaggio senza ritorno e narrazione è un viaggio inutile. Il riferimento non è casuale. Come l'equipaggio di Ulisse, isola di cultura greca in balia di Poseidone o i Polo, frammento di Venezianità ai limiti del mondo noto, i fotografi di questo numero 47 sono particelle di cultura surf spinte (da amore o disagio?) a contatto col 'barbaro', il 'diverso', il 'mirabile'. La loro qualità più grande è quella di riuscire a parlarne esaustivamente in una frazione di secondo.

Ed è qui il confine più arduo da superare. Come è possibile ridurre la narrazione a una serie di cinquecentesimi di secondo? La risposta va cercata nella magica e viziosa relazione tra il mare e la fotografia. Nella fotografia surf lo spettatore è letteralmente investito da informazioni e stimoli emotivi. Dati come temperatura dell'acqua (hanno i guanti o no..), distanza da riva, accessibilità del luogo, cultura locale, densità di surfisti, raggiungono il fruitore assieme ad una quantità enorme di pathos e coinvolgimento personale.
Pensate all'impatto che ebbe la foto di Laird Hamilton a Theaupu, o le prime immagini di G. Land a metà degli anni '70 o, più recentemente, le foto dalla Tunisia. Nulla di simile sarebbe possibile in sport come l'atletica o il tennis.

Se nessun altro sport ha mai avuto tanta fiducia nella sua stessa immagine, un motivo ci sarà. Le parole sono quasi accessorie.


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