Home Page
IL RE, IL VOODOO ED IO

a cura di Stuart Butler Condividi SurfNews

C'era una volta un re di nome Kpassé. Era un Re saggio e benevolo e governava su un regno ricco e pacifico. Ammirato dai suoi sudditi, viveva comunque nel timore costante del re del paese confinante. Il re del Da-Homey era malvagio, si divertiva a torturare i prigionieri nei modi più grotteschi e pensava solo a come espandere il suo dominio con la guerra. Un giorno il re malvagio invase i territori del re Kpassé il quale fuggì in una foresta fitta e buia, ma l'invasore capì dove si era nascosto e lo inseguì. Fortunatamente Kpassé era furbo e con l'aiuto dei suoi poteri magici, si trasformò in un immenso arbusto sfuggendo al sanguinoso re di Da-Homey.

DUE PASSI NEL BOSCO

Ci deve ancora essere tanta magia nascosta nei rami della Foresta Sacra di Kpassé perché dopo il 'Re albero', il guardiano della foresta ci indica un altro grande arbusto e annuncia che dobbiamo fare attenzione perchè anche quello è stregato. 'Un giorno', racconta la nostra guida, 'nel corso di una terribile tempesta quest'albero si sradicò e cadde bloccando il sentiero. Quando la tempesta si placò vennero gli operai per segarlo ma improvvisamente impazzirono alla vista dell'albero che da solo si rimetteva in piedi ricomponendo la sua chioma'. 'Pazzesco, che storia fantastica. Quando accadde?' chiedo io, pensando che si tratti di una antica leggenda. 'Millenovecentoottantotto', risponde pronto, 'se non mi credi, chiedi in paese, ci sono tanti testimoni'. Non ha bisogno di preoccuparsi perché se ho imparato qualcosa durante il mese che ho trascorso qui, è che non bisogna mai sottovalutare il potere della magia.

UN PAESE VOODOO

Nel XVII secolo il Da-Homey si sgretolò lasciando i francesi liberi di prendere il controllo dell'area (1892) e di governarla come colonia fino al 1958. Riguadagnata l'indipendenza il 1 Agosto del 1960, il paese cambiò nome come a voler dimenticare quel sanguinoso passato. Il Benin ora è un fazzoletto di terra non più grande del Portogallo, affacciato sul Golfo di Guinea. Insieme ai suoi vicini, Togo e Ghana, è uno degli angoli meno conosciuti dell'Africa ed è quasi completamente vergine dal punto di vista del surf. La linea costiera di queste tre nazioni è perfettamente posizionata per ricevere le mareggiate meridionali generate in Antartide. Perché allora nessuno o quasi è riuscito a surfare qui. Che sia per colpa del Voodoo? Prima di andare oltre nel mio racconto mi dovete fare un piacere: dimenticate tutto quello che avete sentito a riguardo del Voodoo. Il Voodoo non è il 'male assoluto' rappresentatoci da Hollywood, o meglio, non sempre lo è. In realtà, il Voodoo non c'entra con la magia, bianca o nera che sia. Voodoo è semplicemente il nome che viene dato ai fantasmi e agli spiriti degli antenati in certe zone dell'Africa e dei Caraibi. Voodoo indica anche il mezzo attraverso il quale il credente può comunicare con questi spiriti e, attraverso loro, con il dio supremo ed il suo esercito di aiutanti. Sarà solo una parola, ma è una parola che, se ci credi, può guidare la tua vita e dare una risposta a tutte le domande. Il Dio supremo del Voodoo si chiama Mahoulissa e insieme ad una pletora di dei minori e di spiriti, è in ogni luogo, cosa o essere senziente. Secondo le credenze locali, questi dei sono la forza vitale che anima ogni cosa e per comunicare con loro bisogna usare il Voodoo o, in altre parole, un luogo sacro, una strega, insomma un medium. Solo chi controlla il Voodoo ha, infatti, la capacità di trasmettere ed usare i poteri magici degli spiriti. Queste pratiche sono talmente intrecciate alla vita di tutti i giorni che diventa impossibile mantenere un minimo senso di obiettività scientifica. Esiste solo una realtà fatta di magia. Persino i media nazionali considerano il Voodoo 'normale' e pubblicano continuamente casi di tradimento o di malocchio curati con successo da questo o quello spirito.

NEL CORTILE DEL RE

La mia avventura in questa terra stregata inizia, insieme al surfista Franco-Ivoriano Fréd Roux, su un violento beach-break vicino alla frontiera tra Benin e Nigeria. Fréd ha passato la maggior parte della sua vita schizzando fra i point breaks della Costa D'Avorio, i reef del Senegal e le spiagge tubose della Francia ma per lui come per me, è la prima volta qui. Abbiamo scelto i mesi di Settembre e Ottobre ritenendo siano i migliori. Infatti il monsone, con le sue leggere brezze da mare, sta per cessare ma l'Oceano Atlantico è ancora abbastanza attivo e spedisce un flusso costante di onde verso queste coste. Le nostre aspettative sul surf erano corrette e le onde non ci sono mai mancate. Le più divertenti le troviamo in un piccolo paese dove una banchina di roccia alla foce di un fiume fangoso formano piccole ma bellissime destre. Surfiamo qui un paio di giorni facendo letteralmente scorpacciata di onde. E' come stare sulla giostra: partenza, tubo, canale di acqua piatta e poi da capo. Anche se non vedi maghi o illusionisti all'angolo di ogni strada, l'Africa è piena di Voodoo. La magia è qualcosa che devi cercare, e a noi ci sono voluti parecchi giorni per trovarla. Il Voodoo si è manifestato a noi in modo tangibile, in un mercato, proprio dopo una divertente surfata. Una rapida svolta in un vicolo ci proietta dalle piramidi coloratissime di pomodori e banane all'olezzo di carne di alcune bancarelle. Un babbuino crocefisso, un gatto con le interiora di fuori, una tavolata di teschi di scimmia senza occhi. Tutti gli animali dell'Africa sembrano aver lasciato parti della loro anatomia in giro per questa parte del mercato. Coccodrilli fanno la guardia alle abitazioni contro la presenza di maledizioni, pezzi di camaleonte sono utilizzati per fare pozioni d'amore e la testa di iena aiuta ad accumulare ricchezza. Si dice che nelle zone più nascoste di questo stesso mercato, i più spietati degli stregoni forniscano ai loro clienti la pelle, le ossa e gli organi di bambini appena uccisi. Talismani e amuleti sono in vendita dovunque: mio preferito è quello che rende la ragazza dei tuoi sogni più reattiva alle tue attenzioni! Beh, forse non proprio tutta la magia funziona!

BASTIONI E POINT DX

Per la maggior parte della gente, Voodoo é sinonimo di Caraibi e rimane di stucco quando scopre che in realtà le sue origini stanno in quest'oscuro angolo dell'Africa Occidentale. Questi rituali si sono diffusi nelle Americhe attraverso le navi negriere. I commercianti di schiavi europei costruirono infatti una rete di castelli lungo le coste di quelli che oggi sono Benin, Togo e Ghana. Consegnando armi ai capi dei vari regni fomentarono le guerre interne ed acquistarono i prigionieri come schiavi. Ad un certo punto la richiesta di schiavi divenne talmente grande che i re smisero di sprecare tempo nel farsi battaglia e si concentrarono nella cattura e nella vendita (principalmente a Portoghesi ed Olandesi) di esseri umani. Le fortezze nelle quali venivano stipati gli schiavi sono ancora lì, alcune sono arredate come un tempo mentre altre sono addirittura adibite ad hotel dove è possibile dormire in camere di lusso ricavate proprio dalle vecchie celle. Per ironia della sorte proprio ai piedi di questi tristi bastioni si trovano le onde più belle: decine di point break, principalmente destri visto la direzione della swell. E' qui che incontriamo Stephan Conftansa, un altro Francese nato in Africa che ha dedicato la sua vita alle onde e alla magia dell'Africa. Ci conduce verso quella lunga serie di point, spiagge e reef che solitamente surfa da solo. L'onda migliore è una lunga destra che si srotola in una baia dai colori dell'arcobaleno. Mille spettatori vestiti di verde arancio e oro ci osservavano mentre scivoliamo verso la riva accompagnati da sgargianti barche da pesca. Perfino i ragazzini locali entrano in azione su pezzi di legno raccattati dalla spiaggia. Surfano sdraiati, con la grazia innata di chi è cresciuto nell'acqua.

L'ALBERO DELL'OBLIO

Un'altra città con un passato legato al traffico di schiavi è Ouidah. Qui, nel centro di una piazza pavimentata, cresce un albero grosso e bitorzoluto all'ombra del quale la gente del posto passa i pomeriggi di afa. Una tempo, sotto questi stessi rami, venivano trascinati, in catene, i loro antenati mentre, impauriti, camminavano intorno all'Albero dell'Oblio. Nove giri per gli uomini, sette per donne e bambini e, grazie ai poteri magici impressi nella pianta dal Re Agadja, lo schiavo avrebbe dimenticato il suo nome, la sua famiglia e tutto ciò che stava perdendo. Dunque un Re con un esercito di Amazzoni è il genere di Re che mi interessa incontrare. Quindi, un pomeriggio, io e Fréd partiamo alla caccia di un'udienza con il Re. Sua Maestà Gbêsso Adjiwatonou Allodji II, Re di Abomey-Calavi é l'opposto esatto dei suoi crudeli antenati e, sfortunatamente, anche l'esercito di giovani Amazzoni non è più attivo. Al contrario, Allodji II è il perfetto Re buono delle favole ed il suo palazzo, che si trova sulle rive di un lago, ha una splendida vista su un paese di case galleggianti magicamente costruite sull'acqua. Organizziamo l'udienza con l'aiuto di uno dei suoi segretari, il quale all'ora fissata, ci conduce nella stanza del trono dove noi ci inchiniamo davanti al grande, spartano e vuoto trono di legno. Dopo circa un ora si sente suonare un gong, noi abbassiamo di nuovo la testa e baciamo la terra davanti al trono (come da istruzioni del segretario) tenendo gli occhi bassi mentre Sua Maestà entra nella stanza. Ogni suo passo viene scandito battendo un colpo sordo con uno scettro d'oro. Una volta seduto ci ordina di alzare lo sguardo e a turno viene chiesto a me e a Fréd di fare un passo avanti e di presentarci. Da quel momento in poi, ogni residuo di formalità scompare e Sua Altezza si rivela un sovrano allegro e felice, fiero del suo passato e determinato a fare del bene al suo popolo. Ci racconta tra l'altro la storia di questo posto e della sua reggia. Verso la conclusione dell'udienza, da un lato della camera del trono si sente una piccola porta cigolare. Una donna anziana con un solo occhio ed un seno scoperto cammina verso di noi. Il segretario del Re si inchina davanti all'anziana signora, ed anche noi seguiamo il suo esempio. Il Re annuncia che si tratta della più alta sacerdotessa Voodoo del regno e che è venuta su sua richiesta per benedirci e garantirci un viaggio sicuro. Di fronte al trono abbassiamo le nostre teste fino al pavimento e ripetiamo la sequenza di cori e canti che la vecchia ci suggerisce poi la vediamo baciare il tappetino davanti al trono e benedirci con le mani.

EGUNGUN

Finora, in questo viaggio, abbiamo conosciuto Re, maghi, alberi magici e una sacerdotessa Voodoo. Non mi sorprende affatto se pochi giorni dopo l'udienza con il Re, abbiamo l'incontro più bizzarro di tutti. Di ritorno da una bella surfata incontriamo un Dio in carne ed ossa che gironzola per la strada! Grandi corna spuntano sulla sua schiena, una maschera di cipree gli copre la faccia e in mano tiene un grande bastone minaccioso. Devo ammettere che di tutti gli incontri magici che mi sono capitati in Benin, questo e' di gran lunga quello che mi ha più turbato. Sebbene io sapessi che si trattava solo di un uomo mascherato c'era qualcosa in lui che mi inquietava. Innanzitutto la gente era evidentemente agitata per la presenza di questo 'Egungun' (questo è il nome locale). Si tratta di un uomo posseduto dallo spirito di un defunto che sta comunicando con Legba, il braccio destro del Dio Supremo. La gente ha ottime ragioni per tenersi a debita distanza! Se un dio come Legba manda un morto a fare due chiacchiere con te, probabilmente sei nei guai! La totale indifferenza dell'Egungun verso chiunque gli sta intorno è qualcosa di sorprendente. Se ti trovi sulla sua strada lui semplicemente avanza senza evitarti visto che, come tutti qui sanno, se ti tocca un Egungun, sei un uomo morto. Ma la cosa più paurosa è la voce dell'Egungun, semplicemente non è la voce di un essere umano. Quando l'Egungun svolta in un vicolo e scompare dalla vista scelgo un uomo che da vedere non sembra un credulone e chiedo informazioni sulla strana persona che abbiamo appena visto. 'Non sai cosa hai visto?! Ce li hai gli occhi, no?!' Sbotta. 'Quello era uno spirito, ma non uno spirito qualsiasi, di quelli che si vedono tutti i giorni. Quello che hai visto è qualcosa di raro e molto pericoloso. Hai visto un Dio in carne ed ossa, adesso non potrai più dubitare del Voodoo!' E ha ragione. Da allora non ho mai più dubitato di nulla. Credo a tutto, credo che esistano i fantasmi, credo agli amuleti e alle favole dei Re che si trasformano in alberi, credo persino la terra del Voodoo sia una splendida location per un surftrip.

Grazie a: www.oceansurfpublications.co.uk

C-Skins Wetsuits, www.c-skins.com

www.bradtguides.com

Donne Kakpo, Geoff Burnett, Sua Maestà Gbêsso Adjiwatonou Allodji II, Re di Abomey-Calavi, Rudolf, Remi Seglonou, Michel Komou, Stéphan Daou and Stéphan Conftansa.

Ricerca SurfNews
Articoli
PHOTO SPECIAL 2005

KOMODO

...e l'isola che non c'è

Seduto in cima all'albero maestro ...
FUORI ROTTA

Un Viaggio alle Isole Solomon

Trovare una carta dei fondali delle ...
IL RE, IL VOODOO ED IO

C'era una volta un re di nome Kpassé. Era un Re saggio e benevolo ...
ULTIMA THULE

Credo che tutti abbiano un desiderio come il mio: quello di andare verso ...
EROSIONE

Un mare di problemi a monte

Alcuni tra i più grandi scempi ...
Archivio magazine »
Scarica gratis Surfnews Magazine