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AETHALIA

a cura di Nicola Zanella Condividi SurfNews

Bisogna arrivarci dal mare, la mattina, come gli antichi, per capirne a pieno il miracolo, con le nebbie e i vapori che sfocano le alture, ed il sole che accende di riflessi verdi le scogliere della costa nordest. O anche la sera, quando ogni granello di sabbia nelle baie meridionali riluce come un quarzo. Il traghetto si avvicina ad Aethalia, costeggiando la coda del 'pesce'. La 'terra scintillante' che i Greci descrissero illuminata da fuochi e avvolta dal fumo delle fonderie etrusche, l'isola degli Argonauti citata da Diodoro, la 'Ilva' dei romani lodata da Plinio per il ferro ed il vino è stata sedotta e abbandonata da più civiltà di quante i suoi abitanti forse ne ricordino.

Guardando la vecchia miniera di Rialbano sfilare rugginosa ed abbandonata non posso che pensare ai sogni di ricchezza che questa stessa vista ha suscitato nella gente di mare, giunta qui nel corso di tremila anni di storia. Aethalia, l'isola più settentrionale, è la reginetta di un arcipelago, una manciata di isole, tutte diverse, sparpagliate a cavallo del 43° parallelo nell 'Oceano Mediterraneo'. La location perfetta per una caccia al tesoro che dura dall'alba dei tempi e che adesso include anche noi.

A FAMILY TRIP

Dorme il piccolo Banyan quando torno in coperta. Ho lasciato il gruppo dieci minuti per una passeggiata sul ponte ma il rollio della Tirrenia ha sedato tutti, ancor prima delle presentazioni ufficiali. Il sonno di un bimbo è contagioso: dorme Shannon, la mamma, abbracciando il tavolino, dorme la troupe televisiva appoggiata alle telecamente e dormono anche Alessandro ed Emi stesi sui divanetti. Shayne, il babbo, invece tiene in mano un libro e sommessamente bisbiglia a lato della culla. Sta leggendo la sua surf-guide preferita: La Bibbia.

Negli ultimi anni, grazie alla nostra (presunta) cososcenza del Mediterraneo, siamo stati spesso 'invitati' ad accompagnare surf-media stranieri in giro per l'italia. Ognuno di loro è alla ricerca di una 'mediterranean surf-experience' di cui non conosce quasi nulla, spesso con aspettative strampalate riguardo a cibo, onde e costumi di noi selvaggi europei. Il mediterraneo ha reagito diversamente ad ognuno di loro, dando e togliendo, facendo vedere e negando. Alcuni sono tornati raccontando di onde world-class, altri hanno semplicemente fatto il pieno di pasta e vino e niente più. La vista di questo gruppo, così eterogeneo, e della mole di attrezzatura cinematografica al seguito mi mette però pensieroso. I lettori di SurfNews hanno già incontrato Shayne e Shannon Mcintyre nell'articolo di Colas-Callahan ambientato in Andrha Pradesh, lungo la costa est indiana (SurfNews n. 42, Dicembre '03). Quel loro viaggio (che continuava l'esplorazione del iniziata da SurfNews nel 2001) diede il via ad una serie di collaborazioni ed amicizie che ancora oggi caratterizzano queste pagine. Anche loro fanno parte della grande famiglia internazionale votata alla surf exploration ed accudirli in Italia è quasi un dovere. Ciò che unisce tutti, in questo giorno di Aprile, è proprio la ricerca di luoghi in cui sia possibile surfare tra amici e divertirsi imparando qualcosa sul posto che si visita.
Shayne e Shannon vivono di surf exploration. Sono loro che, seguendo le tante descrizioni di onde nella Bibbia, hanno surfato luoghi impensati sul Mare Arabico, o nel mare di Oskosh in Russia orientale. A guardarli armeggiare con pannoloni e omogeneizzati non si direbbe, ma dietro questa maschera da famigliola californiana tutta 'spiaggia e chiesa' si nasconde una determinazione degna del capitano Cook. Il loro progetto attuale nel quale siamo, volenti o nolenti, coinvolti non è il solito servizio fotografico o video on-the-road. I cameraman e le spese di produzione sono gentilmente offerti da Fuel TV, una emittente satellitare completamente dedicata ai board-riding sports (cioè surf, skate e snow). I Mcintyre da due anni gestiscono un programma che parla di viaggi surf chiamato 'On Surfary' giunto, con quella italiana, alla sesta puntata. I programmi di Fuel TV, abbastanza popolari negli Stati Uniti ed in Inghilterra, sono trasmessi anche in Europa da Direct TV sul Canale 612 e sono fruibili anche dal pubblico dei non addetti ai lavori. Si tratta di veri e propri documentari in cui la scelta delle location e la narrazione sono molto curate. Le puntate precedenti sono ambientate tra Caraibi (alla ricerca della famosa Santosha), India (Andrha Pradesh), New York e Portorico. Il target del programma non è il surfista incallito, interessato solo a manovre e onde perfette. Niente 'hey dude!' e 'shaka bra!' o gag demenziali, On Surfary è un programma per famiglie. Tenta di superare gli stereotipi del surf come eversione e propone un modo di viaggiare più maturo e corretto. Nonostante i Mcintyre surfino ad un livello da professionista, prendere onde per loro è solo la scusa per interagire con luoghi e conoscere persone. Prima di lasciare il 'continente' ci mostrano le puntate precedenti. Io ed Emi quasi ci commuoviamo davanti alla parte sull'India incui Shannon insegna il surf ai fuoricasta di Vizag, su una spiaggia indiana piena di rifiuti ospedalieri. La tappa italiana spero non comporti lacrime ma sicuramente non sarà facile da realizzare! Con tutte le foto dell'Italia che hanno visto sui magazine stranieri, le aspettative sono alte anche riguardo le onde. 'Abbaimo saputo dai ragazzi di Transworld che state avendo un inverno ottimo qui nel Mediterraneo' mi dice Shayne, 'così abbiamo pensato fosse il momento giusto per visitare l'Italia e girare qui una puntata di On Surfary. Adesso che abbiamo il bimbo non possiamo più permetterci di viaggiare in posti igienicamente insicuri quindi l'Europa fà al caso nostro'. Shayne e Shannon sono molto naif ma hanno un piano di lavoro ben preciso; servono almeno dieci minuti di riprese 'buone' di surf ambientate in almeno tre diversi spot. 'Non importa che le onde siano molto belle', spiega Jessee il cameraman, 'l'importante è che siano pulite, lunghe e che possibilmente restino sopra 4ft per almeno un paio d'ore!'. Hai detto niente! I rimanenti diciotto minuti di ogni puntata sono invece dedicati alla 'local culture'. Nella scaletta stampata compaiono anche tre interviste, la realizzazione di una ricetta tipica assieme ad un cuoco professionista, la visita di almeno cinque città d'arte, una nuotata con la tavola tra i canali di Venezia ed un corso da gladiatori a Roma, giusto per aggiungere colore!

L'ULTIMA SWELL

Le informazioni dei Mcintyre su quello che sta succedendo quaggiù sono vaghe ma corrette. L'inverno appena trascorso sarà ricordato come uno tra i migliori dell'ultimo decennio dal punto di vista delle onde. Nel periodo tra ottobre 04 e marzo 05 l'anticiclone delle Azzorre ha stazionato sull'Italia per pochissimi giorni lasciando le perturbazioni atlantiche ed africane libere di scorrazzare a loro piacimento nel Mare Nostrum. I valori di pressione del NAO che regolano il movimento delle masse d'aria in Atlantico e Mediterraneo, sono spesso scesi sotto lo zero. Per la prima volta negli ultimi dieci anni, è stato più fruttuoso cercare onde vicino a casa che tentare la fortuna lungo le coste atlantiche (riguardo la North Atlantic Oscillation vedi SurfNews Guide, N.50 Aprile '05). Quello che i nostri nuovi amici non sanno è che 'nulla è garantito' al di qua delle Colonne D'ercole in termini di onde. Il periodo da loro scelto (dal 20 al 30 Aprile) coincide con la fine di un lungo ciclo perturbato che ha viziato tutti. La pressione però sta gradualmente guadagnando terreno sulla nostra penisola e solo una mareggiata, nemmeno troppo affidabile, ci separa da un lungo periodo di bel tempo e mare piatto. Quando racconto le mie perplessità climatiche a Shayne esponendogli il mio piano in Tirreno settentrionale, lui rimane stupito da tanta scienza al servizio del surf, poi placido risponde: 'Non preoccuparti, noi non guardiamo mai le previsioni ma prendiamo sempre la mareggiata dell'anno ovunque andiamo. E' successo a New York, ai Caraibi ed in India. Ho pregato perchè le onde siano perfette e vedrai che Lui ci ascolterà, abbi fede!'. La fede non l'ho mai avuta ma della loro fortuna mi sono accorto subito: il loro arrivo in Lazio ha coinciso con una inaspettata mareggiata da sudovest che pareva appositamente organizzata per loro. La situazione adesso però è diversa. Il sudest sta molto lentamente montando ma temo non sarà sufficiente ad attivare i point di qualità che Aethalia nasconde. Per paura di perdere qualcosa arriviamo sullo spot con quasi venti ore di anticipo e affittiamo tre camere tra gli eucalipti a 200m dalla spiaggia. Ale Maddaleni ci raggiunge in treno. Quando lo preleviamo sul molo è ancora sconvolto dalle trombe degli ultrà romanisti che hanno occupato e letteralmente devastato le carrozze del treno durante la trasferta.

UN GIORNO CON BANYAN

Un giorno intero di piatta è l'ideale per collaudare un gruppo di lavoro. Subito capiamo che badare ad un bambino e girare un programma televisivo sono due cose che faticano a convivere. Passiamo la giornata a filmare qualsiasi cosa cada sotto la definizione di 'mediterranean style' e a registrare interviste. A differenza di un normale video di surf, le puntate di On Surfry hanno una vera e propria trama ed i protagonisti, cioè la famigliuola, deve spesso sfilare o parlare o commentare ciò che succede davanti all amacchina da presa. Banyan, per avere solo sette mesi, è fin troppo cooperativo. Sorride se inquadrato e per il resto del tempo dorme, mangia o fa la cacca. Uno dei genitori è costantemente intento a monitorare il suo stato di salute, il grado di igiene dei posti che lo ospitano e a nutrirlo. Il risultato è che per visitare il centro storico impieghiamo quasi tre ore. In tardo pomeriggio, dopo aver commentato 'live' ogni piatto nel menù della trattoria, iniziano le interviste. La prima cavia sono io, poi tocca anche ad Emi Mazzoni e ad Ale Maddaleni ormai rassegnati ai ritmi della troupe. La vita dei Mcintyre ha guadagnato molto in termini di affetto da quando il bambino è nato: adesso sono una famiglia e viaggiare come 'famiglia' è completamente diverso. Il vero protagonista dello show è infatti Banyan. Un bambino così piccolo non si adatta al fuso orario e a sette mesi mangia otto volte al giorno quindi i ritmi di lavoro, gli spostamenti ed anche le ore di surf vanno ritagliate attorno alle sue esigenze. 'Io e Shayne' mi rivela Shannon durante la terza pausa-poppata della mattina, 'siamo abituati a viaggiare leggeri, con pochi bagagli. Condividiamo quasi tutto, vestiti, tavole. Adesso con Banyan il nostro bagaglio è quasi duplicato. Ombrello per la pioggia e per il sole, passeggino e zaino porta bebè, omogeneizzati, acqua e salviette per poterlo lavare, i suoi giochi, enormi pannoloni e tutte le medicine che pensiamo possano servire. Questa volta, per limitare l'ingombro, abbiamo deciso di portare solo una tavola. Ti può sembrare strano ma un bimbo cambia totalmente la tua mappa del mondo ed il tuo modo di vivere. Ora evitiamo i posti troppo caldi e tutti quelli in cui la malaria può essere un problema perchè un bambino piccolo non può ovviamente fare la profilassi, anche il sole e la poca igiene sono un problema, per non parlare di incidenti in auto, è per questo che abbiamo scelto di venire qui. E' stato banyan a portarci in Italia!'. Trovare all'ultimo momento camere adatte ad una famigliuola così non è per nulla semplice. La stanza deve avere spazio per la grande culla, non deve avere tende, fili penzolanti o piccoli oggetti che un bimbo possa ingoiare! Fortunatamente prima che la mareggiata diventi surfabile tutto l'aspetto organizzativo è completato. Ci prendiamo anche il lusso di far visita all'ospedale dove il moccio di Banyan viene analizzato e no, 'quel piccolo starnuto di ieri non significa polmonite', sentenzia il dottore in perfetto inglese davanti alla macchina da presa!

STORIE DI TAVOLE

Scollegati dalla rete non abbiamo aggiornamenti dell'ultim'ora ma con una costa utile di appena 30km e con oltre 20 nodi di Scirocco ci resta solo di aspettare. Facciamo il primo bagno al tramonto, nel beach-break, con onde già ad altezza testa ma molto scomposte. Ho surfato questo beach altre due volte ed ho piacere di ritrovarlo irruente e violento come lo ricordavo. Nonostante in scaduta rompa quasi come point destro, in condizioni di mare attivo è la sinistra a dare il meglio. Alcune incontrano una strana corrente in uscita e si irripidiscono fino a tubare. Shayne, cresciuto tra i puliti point della Bassa California, fatica ad abituarsi alla imprevedibilità dei picchi. Convinti di trovare onde piccolissime senza vento la coppia ha deciso di portare una sola tavola ed alquanto strana: un fish lungo 5.9, larghissimo e con uno strano winger sulla coda che lo rende una vera saponetta. Fortunatamente io ed Emi portiamo sempre una 6.3 di scorta e quella diverrà la tavola ufficiale dei Mcintyre per il resto del il trip! Alessandro ha tutta un'altra teoria sui quiver da viaggio. Da mesi mi spedisce foto di tavole in lavorazione. Dopo aver fatto quasi dieci anni di gavetta a stretto contatto col suo shaper (Fabio Gini), Ale ha da pochi giorni terminato la sua prima tavola. Intendiamoci, Maddaleni è uno dei rider più esperti in Italia e di tavole ne ha shapate e buttate molte prima di credere in questa. Quando la toglie dalla sacca brilla, tutta bianca senza neanche uno sticker, una scritta o un grano di cera. Riconosco subito che quella tavola è fatta per stare sotto i suoi piedi. 6.1, stretta, rail taglienti, nose basso, un pò di volume sotto il piede davanti, tail squash a sottiletta ed un pronunciato doppio concave to V-out sotto. 'Questa non è una tavola da Ostia con 50 cm, l'ho fatta per onde di reef, un'onda che spinga e permetta di piantare il bordo quando serve. Mi sono rotto di surfare beach-break marci!'. La nostra giornata finisce a floater nel risaccone e, poco dopo, a tarallucci ed aleatico. A buio inoltrato, sotto le coperte, in cameretta, ripenso alle strane profezie di Shayne ed al fatto cha Ale abbia shapato una tavola così estrema apposta per questo trip. Nessuno dei due ha visto le previsioni ma entrambi sembrano convinti che le onde domani saranno splendide. Io temo che tutta questa fiducia porti solo una gran sfiga!

KEEP THE FAITH!

Alla mattina alle 9 ancora il vento non accenna a ruotare ed il mare è visibilmente molto più gonfio. Il beach rompe irregolare molto lontano da riva e l'unica soluzione è l'angolo est della baia, notoriamente una delle sinistre più belle ed inconsistenti del Tirreno. Quando arriviamo le onde hanno appena cominciato a stendersi ma le migliori già uniscono un paio di sezioni. Shayne mi guarda e sorride, Ale estrae la tavola nuova dalla sacca, i cameraman si piazzano sulle alture attorno al point e io sento già odore di miracolo! Arriviamo sulla line up giusto in tempo per vedere il sole spuntare da dietro alle nuvole, l'acqua diventare azzurra e le onde assumere una forma che solo un quadro ad olio riesce a rendere. Fotogenicità a parte le sinistre sono facili e divertenti e permettono corse di oltre trenta secondi. Anche Shannon, che dal parto non ha ancora toccato tavola, riesce a surfare ed a godersi lo spettacolo dall'acqua. Alla fine di questa magica session Shayne mi mette una mano sulla spalla e dice: 'Cosa ti avevo detto, chiedi e ti sarà dato'. Non so se siano state davvero le preghiere dei Born Again Christian (vedi www.walkingonwater.org) che sentivo recitare la sera attraverso i muri della stanza o le aspettative di sei persone che hanno attraversato un oceano per essere qui, oggi. Di sicuro il miracolo di Aethalia resterà a lungo tra i nostri racconti. Un grazie particolare a David ed ai locali di Aethalia. Spero che questo articolo non vi crei troppi problemi!

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