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VITTORIO CASU

a cura di Antonio Muglia Condividi SurfNews

Nome: Vittorio Casu

Data di nascita: 8/11/1983

Home spot: Porto Ferro

Cibo preferito: Pasta al forno

Spot preferiti in Italia: Silver Rock

Spot preferiti all'estero: Pedra Blanca,
Portogallo

Sponsor: Cult Industries

Musica: Rock

'Fin da piccolo sono stato affascinato da mio zio che faceva windsurf ed ho sempre voluto imparare ma lui viveva fuori dalla Sardegna e non aveva tempo per insegnarmelo, quindi mi lasciò in prestito due tavole da body board acquistate a Capo Verde dicendomi di provare a cavalcare le onde. Il problema era che non avendo visto mai nessuno non sapevo come potesse funzionare. Poi un giorno guardando la serie televisiva Baywatch vidi il figlio di Mitch che scendeva le onde con questa tavoletta. Ho provato a farlo e mi sono divertito un sacco. Allora ho coinvolto Giovanni (Cossu, vedi intervista su SurfNews 48), dicendogli che avevo scoperto uno sport divertentissimo e che comunque al limite se non ci fossimo divertiti avremmo fatto pesca subaquea. Non ci annoiammo. Era il periodo tra la fine del 1999 e il 2000 e da allora cresciamo assieme surfando'. Vittorio.

Quali erano i primi posti, le prime emozioni?

La prima spiaggia che ho frequentato è stata La Ciaccia, a Valledoria dove mio zio aveva l'appartamento estivo e teneva l'attrezzatura. Le nostre domeniche le passavamo spesso in quella spiaggia a rincorrere le onde. Non conoscevamo ancora nessuno surfista e quindi la possibilità di muoversi era ridotta all'uso del motorino o il tram e durante la settimana andavamo spesso a Platamona che si trova a pochi chilometri da casa. Poi, conoscendo i surfisti della zona, abbiamo iniziato ad intrufolarci nelle loro macchine e quindi a frequentare spot come Porto Ferro o l'Argentiera. Il mare, ora come allora, mi regala un sacco di emozioni, e mi dà modo di pensare e di ragionare. La prima emozione è stata l'esser trasportato dall'onda: mi ha sconvolto. Non riuscivo a spiegarmi come la tavola scivolasse nell'acqua senza che nessuno spingesse da dietro, se non la forza del mare. Il mare agisce sempre nello stesso modo da quando è nato il mondo e non subisce influenze di alcun tipo. E' un ottimo punto di riferimento, tra i tanti mutamenti della vita.

Chi guardavi per imparare nel quasi vuoto panorama surfistico della costa nord?

Inizialmente molto Antonello Murgia, surfista di Porto Torres. Ma anche Vincenzo Ganadu ed Enrico Cappiali. Loro erano i surfisti di spicco, mi davano consigli su come posizionare il corpo, le mani, su come muovermi. La costante e amichevole competizione con Giovanni mi ha aiutato molto. Siamo cresciuti insieme ed abbiamo fatto tutte le esperienze insieme. Ogni volta che uscivamo dall'acqua discutevamo su ciò che avevamo fatto, su quello che avevamo capito. Saper spiegare le cose che imparavamo, dare un motivo agli errori e il continuo dialogo con lui mi hanno fatto progredire.

Da un pò di tempo stai frequentando i campi di gara italiani. Cosa ti spinge a partecipare al tour nazionale e cosa più ti piace dell'agonismo?

Mi piacciono le gare per potermi confrontare con gli altri atleti. Ma mettermi in gioco non è facile, vivendo in Sardegna spesso siamo costretti a muoverci per fare le tappe ed il viaggio fatto in fretta ti distrugge, in più spesso le condizioni non sono belle. Per quanto riguarda gli atleti che preferisco Paolo D'angelo per lo stile e la fluidità, stimo molto Nicola Bresciani per i manovroni che riesce a chiudere e le sue linee radicali. Mi piacciono molto le curve pulite e le traiettorie dinamiche.

Lavori sodo durante la settimana, non ti fermi mai un istante, come coniughi surf e lavoro?

E' molto difficile, soprattutto in inverno, ma ora che le giornate si allungano riesco ad andare al mare alle cinque quando esco dal lavoro. I miei fine settimana, poi, sono dedicati interamente al surf. Non perdo mai un attimo, anche questo Inverno che è stato particolarmente freddo ho fatto spesso la doppia session ed in ogni caso cerco di stare il più possibile in acqua e di migliorare il mio livelo tecnico. Solo il surf fa bene al surf. Il sonno è una cosa che mi piacerebbe poter eliminare quando ci sono le onde!

Quali cambiamenti ci sono stati dalla fine della scuola e l'entrata nel mondo del lavoro in rapporto al surf?

Ho capito un sacco di cose. Per primo che di surf ancora non si vive. Per secondo che si cresce e si è costretti a farsi una posizione, ad essere una persona stabile. Nel complesso la fine della scuola mi ha lasciato disorientato e mi ha costretto a fare un lavoro pesante e sacrificante aspettando un occupazione migliore.

Cosa ha dato il surf al tuo carattere?

Mi ha aperto la mente. Da qualsiasi parte in cui si incontra un surfista puoi stare anche un ora a parlare anche se non lo conosci, c'è sempre da argomentare e quindi mi ha dato una spinta in più a socializzare. Mi ha anche insegnato l'introspezione. Quando sono solo in acqua immerso nella natura penso molto, soprattutto mi domando se quello che faccio nella vita è giusto o sbagliato, e mille altre domande tra un'onda e un'altra.

La Sardegna è stata spesso sinonimo di localismo soprattutto nella 'Capo Mannu area'. Qual è il tuo parere in merito?

Il localismo è sempre un argomento difficile da trattare. Ognuno deve avere la possibilità, quando arriva in uno spot nuovo, di potersi confrontare col luogo e le onde.. ma deve anche portare rispetto. Se hai le capacità e fai surf, senza dare fastidio prendi le onde ovunque. Poi il fatto di rompere le macchine, staccare le targhe, bucare ruote sono comportamenti controproducenti e inutili, atti incivili. Bisogna cercare il dialogo senza alzare le mani o fare i dispetti.

Ringraziamenti?

Grazie a Fabrizio Ferruzzi e Cult Industries che mi sostengono con abbigliamento e attrezzatura tecnica. Vincenzo Ganadu che è stata ed è una personalità importante nella mia crescita. Ringrazio Costanzo Azzu di Black Market che mi ha aiutato anche nei momenti peggiori. Ringrazio infinitamente la mia ragazza per la sua pazienza alla mia puntuale assenza durante i fine settimana con onde. Poi grazie al mio amico di sempre Giovanni col quale sono cresciuto e con il quale continuo a passare dei bei momenti.

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