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CHINA

a cura di Antony 'Yep' Colas Condividi SurfNews

Una session inaspettata nel sud del Mare Cinese.

Inaspettata e divertente, queste due parole riassumono la nostra prima surf session nel Mar della Cina, infatti tutto è nato per caso. Nel Gennaio 2004, io e Anthony Pallissar ci troviamo in Malasya, in attesa di tornare in Europa dopo un surf trip nel sud est asiatico. Eravamo appena stati prevalentemente a Bali trovando però il mare inesorabilmente piatto. Le previsioni su internet segnalano invece una perturbazione consistente da nord est che interessa il sud del Mar della Cina. Così decidiamo di improvvisare un piccolo trip di tre giorni, in attesa di imbarcarci sul nostro volo per l'Europa. In questi pochi giorni abbiamo scoperto una lunga sinistra tubante alla foce di un fiume con una piccola comunità surfistica locale. Qui entriamo anche in contatto con un gruppo di ragazzi di Hong-Kong, gli organizzatori del primo surf contest cinese. Questi sono intenzionati ad esplorare le altre province alla ricerca di nuovi spot, in attesa di organizzare la seconda edizione del loro contest (8. 000$ dollari di montepremi!). Naturalmente ci invitatno a seguirli.
Non è stato difficile convincerci dal momento che il nostro inprinting con il Mar della Cina è stato più che positivo, in più avevamo trovato anche un volo low cost con British Airways senza sovrapprezzo per le tavole! Così partiamo per un trip per il misterioso 'impero celeste'.

STRANO STOP IN UNA PICCOLA BAIA

Trascoriamoo qualche tempo in Hong Kong, dato che i nostri compagni di viaggio sono in alto mare dal punto di vista organizzativo e logistico. Momentai (nessun problema in cantonese): siamo ospiti a casa di Kenny, un americano da 5 anni ad Hong Kong per motivi di lavoro, in un posto chiamato Big Wave Bay. Voi penserete naturalmente che ci troviamo in un paradiso per surfisti: beh niente di tutto ciò. A differenza del cartello stradale che lo dipinge come una località da turismo di massa, la baia non è altro che un piccolo villaggio nel mezzo di un parco naturale con alle spalle delle montagne inviolate. Qui si trova una piccola spiaggia esposta ai venti da sudest, considerato lo spot più famoso di Hong Kong nonostante che la maggior parte degli swell provengano da est nordest. Il nome, Big Wave Bay, è una grande balla! Infatti le onde non sono mai grosse, si tratta di un triste break che potrebbe essere più realisticamente chiamata 'Close Out Bay'. I giapponesi chiamano queste onde con il sinistro nome di 'discarica'. Specialmente negli intervalli di tempo della bassa marea (il ciclo delle maree è di 12 ore qui) possiamo vedere i rifiuti sullo shorebreak, nonché ci rendiamo conto di come le reti effettivamente funzionino contro anti gli, ma purtroppo non possano nulla contro rifiuti e inquinamento. Conosciamo lo shaper locale, Nelson Chow che lavora in un piccolo surf shop dove commercializza le sue tavole '360 Degree'. Parlando con lui abbiamo capito che sono ormai sei mesi che surfano nella spazzatura. Ci siamo anche resi conto di come un abile surfer come lui abbia adattato il suo stile alle caratteristiche delle onde. Ogni surfista qui surfa andando solo dritto, e qualche volta capita che ci siano 80 riders che surfano puntando la riva per circa 3 secondi. Paradossalmente è quasi una fortuna che l'onda non riesca a srotolarsi, se venissero applicate le normali precedenze si scatenerebbe una guerra sulla line up. Naturalmente ci sono altri spot nella zona di Hong Kong, ma inquinamento, difficoltà di accesso allo spot e consistenza delle onde sono un grosso problema.

SOVRAFFOLLAMENTO AD HONG KONG

Sebbene sia una città ricca, sette milioni di persone vivono ammassate su una superficie di circa 1000 Km quadrati. Alcuni quartieri come il Wan Chai vantano la più alta densità di abitanti al mondo E' da notare che se in media il benessere degli abitanti di Hong Kong è superiore a quella dei cittadini europei, un terzo di loro vive in appartamenti piccoli e modesti in grattacieli da 50 piani e più spesso costruiti uno a ridosso dell'altro .

NON CONFONDETE HONG KONG CON LA CINA

Finalmente un giorno di mattina presto, un van ci viene a prendere portandoci dai nostri compagni di viaggio: Spencer Barton dall'Australia, Nick dal Sud Africa. Dovevamo essere in sei, e come ad ogni trip tutti vogliono partecipare sulla carta ma al momento di partire molti si tirano in dietro.
Prendiamo un treno affollatissimo per superare la frontiera, io ho circa 50 kg di bagagli e cinque tavole da surf! Sebbene Hong Kong è stata ceduta dagli inglesi alla Cina dal 1997, la città e la nazione sono rimasti due mondi separati e sono necessari passaporto e visto per poter entrare in Cina Popolare. Esistono anche banconote differenti, il Dollaro di Hong Kong e lo Yuan (RMB o Renminbi 'la moneta del Popolo'), e perfino il senso di marcia in strada non è lo stesso! Superare la frontiera naturalmente, è una pratica complicata che mostra ancora una volta quanto siano differenti i due mondi. Dopo avere provveduto a recuperare i nostri bagagli più pesanti, ci affidiamo ai facchini per il trasporto delle tavole. Questi ci conducono poi nella grande città di frontiera di Shenzeh, famosa per i casi di Sars del 2002. Qui incontriamo Hongi, il nostro autista che parla sia cantonese che mandarino. Fortunatamente abbiamo Nick il quale conversa perfettamente in cantonese ed ascoltarlo discorrere così fluentemente è veramente buffo. All'inizio dovevamo avere due veicoli, in realtà ci siamo trovati con un solo van carico di materiale. Non importa, è il nostro primo viaggio in Cina: Dong , dritto a est!

IL VIAGGIO COMINCIA DA 88

Dopo poche ore di viaggio, ci troviamo a Zhelang proprio dove il primo surf contest Cinese si è svolto l'anno scorso. Lo spot della gara, Cherry Point, non rompe molto di frequente ma uno nuovo si è appena formato. Durante l'anno questa penisola caratterizzata da basse dune si è trasformata in un immenso cantiere per la costruzione di una centrale energetica. Infatti a causa della rapida crescita industriale, il fabbisogno energetico nazionale è cresciuto esponenzialmente tanto da indurre il governo a prendere provvedimenti per garantire energia sufficiente. La zona è naturalmente costellata da camion, bulldozer e da una gettata di rocce che formano un pontile. Nei mesi questo pontile ha favorito l'accumularsi di un banco di sabbia riparato dai venti di nord-nordest. Questa barriera di roccia rappresenta una doppia fortuna per i surfisti locali così è stato battezzato 'double 8' (8 è il numero fortunato per i cinesi). 'Double 8' è investito da fastidioso vento on shore la sera, ma il mattino seguente ci regala una lunga e pulita sinistra nel punto più a nord, nonché un picco a frame con divertenti onde tubose alte poco più di un metro.
Proseguiamo la surf exploration nonostante anche se, pare, nessuno abbia trovato altri spot nella zona. I giorni seguenti esploriamo diverse zone, ma ci rediamo conto che lo swell sembra svanito nel nulla. Esplorare la costa senza mareggiate non ha senso, e come cercare la neve in estate. Nonostante questo guidiamo verso Shantou, un città cinese 'media' da 4, 5 milioni di abitanti. Qui apprendiamo che nella zona dello stretto di Taiwan non è prevista alcuna mareggiata almeno per i prossimi sei giorni. Il famoso stretto, conosciuto come lo 'Stretto di Formosa', che esattamente 20 anni fa il francese Arnaud de Rosnais aveva tentato di attraversare in windsurf perdendo sfortunatamente la vita si presenta ai nostri occhi come il più placido dei laghetti. .
Bisogna posticipare il viaggio o cambiare rotta. L'unica direzione possibile è Xi: ovest!

DA SOLI AD HAINAN

Osservando lo stretto di Luzon tra Taiwan e le Filippine è chiaro che sia in corso una swell da est sui 3 ai 6 ft. Così decidiamo di usare l'aeroporto di Shenzhen per raggiungere poi Hainan. Purtroppo perdiamo le nostre guide, che devono rientrare ad Hong Kong per motivi di lavoro. Questo ci crea non pochi problemi di comunicazione, come in occasione dell'imbarco quando un addetto si rifiuta categoricamente di caricare sull'aereo le nostre grosse tavole. L'unica soluzione è quella di convincere il personale che l'aereo è in grado di trasportare tutto il materiale, ma come fare dal momento che nessuno di loro parla una parola di inglese? Fortunatamente una passeggera cinese di nome Cathy parla la nostra lingua e spiega alla compagnia aerea che il nostro bagaglio non è merce pericolosa ma solo materiale sportivo. Oltretutto l'aereo su cui viaggiamo è un grosso Boing 737, quindi dopo un po di contrattazione, come dicono i cinesi: Meiwenti, nessun problema. Voliamo dritti verso NAN (Sud).

BUDDHA ESISTE E NOI LO ABBIAMO IN CONTRATO

Puntiamo sulla zona nord dell'Isola di Haikou, su segnalazione di John Callahan che ci ha parlato del suo grande potenziale. Purtroppo non abbiamo nessuna mappa e tanto meno informazioni utili sulla morfologia della costa. Il resort dove ci fermiamo è la classica cattedrale nel deserto, con camere fintamente lussuose e video porno che scorrono 24 ore su 24 alla tv. Qui conosciamo Lin Yong, una via di mezzo tra una spia della Gestapo e un amico pronto a darti una mano. Lasciamo questa costosa sistemazione non prima di aver dato un'occhiata alle spiagge circostanti tutte esposte a mareggiate da nordest, ma battute ora da venti onshore. Riusciamo a surfare onde da 4-5 piedi, ma la qualità è scadente. Lo scenario però è molto affascinante: proprio di fronte alla spiaggia troneggia una enorme statua del Buddha, proprio alla destra di un tempio. Il viaggio sta diventando sempre più complicato, non possiamo consultare siti internet occidentali, non possiamo metterci in contatto con Hong Kong ed i trasporti sono molto difficoltosi. I taxi non accettano i nostri bagagli e vogliono sempre sapere in anticipo l'itinerario da seguire. Così decidiamo di fare ritorno all'aeroporto di Haiaku con l'intenzione di noleggiare una macchina: ennesimo errore! Per guidare un auto in Cina bisogna possedere la patente cinese. Decidimo di giocare la nostra ultima carta cercando di contattare, su suggerimento di Lin Yong, tale Mr Yonekawa uno dei tre surfisti locali giapponesi che organizzano surftour in vero abbastanza costosi. Alla fine riusciamo ad ottenere un indirizzo prezioso quello di un hotel a buon prezzo nonostante sia un tre stelle e si affacci sulla famosa spiaggia del Guangzhou Ocean Water Club.

IL CUORE DELLA SCENA SURF

Con un pezzo di carta con sopra scarabocchiato il nome di un hotel in cinese, ci ritroviamo finalmente nei pressi di un vero e proprio spot. Niente da dire sull'albergo consigliatoci, affacciato su un paio di spot: un beachbreak pulito e ben riparato dai venti di nordest e un reef break sinistro ridossato alla scogliera. Sembra proprio un bel posto per trascorrere un paio di giorni. Siamo rimasti lì per due settimane! Invece di surfare sulla facili onde di questa spiaggia riesco a complicarmi la vita. Mi sono convinto che le onde più grosse si rompono dall'altro lato del capo, così prendo un taxi per raggiungere quella zona. Mi perdo tra risaie e campi melmosi. Nonostante ripetute soste forzate, il driver riece a non piantarsi. Un vero miracolo visto l'utilizzo completamente inadeguato che fa della frizione. La situazione non sembra innervosirlo e per tutta la corsa mi parla del suo nuovo cellulare. In Cina le telefonate non costano tanto ed ogni cinese vive in simbiosi con il suo telefonino, un vero simbolo di emancipazione. Torno in albergo tardissimo, senza aver surfato ed incontro finalmente Hiroshi Yonekawa che in un inglese stentato mi spiega tutto sul surf di Hainan. Purtroppo la swell che ci ha dato il benvenuto pare calata. Il giorno dopo mentre sto per entrare comunque in acqua il mio compagno di sventura mi urla: 'C'è uno squalo dritto davanti a te!' Nonostante le acque trasparenti, non riesco a vederlo. Che tipo di pesce avrà avvistato? Un vero squalo o un calamaro gigante che vuole vendicarsi dei suoi fratelli che ho mangiato nel vicino ristorante? Tento di uscira dall'acqua ma la swell sembra addirittura aumentare producendo le onde migliori in prossimità del reef. I giorni seguenti la line up si 'affolla' di tre gruppi di surfer e bodyborder giapponesi.

SVEGLIA E SURF

I giorni seguenti sono idilliaci: per una settimana le condizioni rimangono sui due metri, vento offshore, acqua a 25 gradi e line up deserta. Il point sinistro a pochi passi dall'hotel è tutto per noi.
Quello che è iniziato come un terribile surf trip si è trasformato in una luna di miele.
Ci alziamo verso le 6:30 svegliati dai turisti cinesi che fanno colazione. Dalle finestre vediamo srotolarsi le onde: un beachbreak e 2 sinistre l'una a fianco all'altra! Yarakawa è il nome dello spot che produce lunghi muri d'acqua ben protetto dal capo su cui sorgono i resti di un hotel mai finito, come tanti se ne vedono da queste parti, magari a causa della recessione economica che ha colpito il Sudest Asiatico nel 1998. Lo spot lavora al meglio con l'alta marea anche se le onde restano abbastanza lente. Non a caso Yarakawa significa 'mushy' in giapponese! Nonostante la loro debolezza, le onde sono divertenti. L'altra sinistra è meno consistente, tanto che non è surfata da nessuno e il nostro amico Hiroshi neanche la nomina. Antony Paillassar la nota subito anche se rompe molto vicino alle rocce. Una mattina con la bassa marea questo spot inizia a produrre barre da ricordare J Bay, ma al contrario. Per questo motivo 'lo soprannominiamo Yab J. Anthony prende tantissime onde e tra tubi e manovre radicali resta in acqua due ore su queste onde lunchissime. Anche il beachbreak è al suo top: tubi aperti su onde ben più alte della testa, posizionamento problematico e sezioni velocissime.
Non ci muoviamo da Hainan per il resto del viaggio e non ho molto da raccontare sullo stretto di Taiwan. I nostri compagni di viaggio sono invece sono tornati indietro ed hanno trovato di nuovo ottime condizioni a 88. Avremmo potuto rimanere e surfare per un paio di settimane ancora, visto che due tifoni di fine estate (28W and 29W) hanno prodotto condizioni ideali con onde alte fino a 26 piedi ed un periodo di 16 secondi! Ripartiamo controvoglia per Hong Kong, questa volta usando il traghetto (mezzo molto conveniente) che collega Haikou a Shenzhen. Grazie al valido aiuto degli amici locali, questa volta il viaggio trascorre senza contrattempi, errori oefiguracce!

Weather : www.underground.org.hk/marine.html

Surfing China : www.cathayseas.com

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