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FEDERICO VANNO

a cura di Nik Zanella Condividi SurfNews

Nome: Federico Vanno

Data di Nascita: 01/12/1978

Home Spot: Ostia Lido

Cibo Preferito: Pasta

Spot preferiti in Italia: Sardegna, Calabria, Sicilia

Spot preferiti all'estero: Lanzarote

Ultima manovra imparata: Front side tail-snap

Sponsor: Veltra, Eassun, DB Surfshop

Musica: Rock

Cosa ti ha spinto a surfare? C'è un aneddoto che parla del tuo primo contatto col mare?

Mi sono avvicinato al mondo del surf in quanto la mia vera passione è sempre stato il mare. Questo amore mi è stato infuso dallo zio Maurizio, un grande pionere della subacquea, che ha dedicato la sua vita a questo elemento morendo nelle acque del Circeo a causa di un'attacco di squalo. Al circolo velico di Ostia c'erano dei ragazzi che praticavano questo 'strano sport con le onde', dopo averli osservati per vario tempo ho provato e subito è iniziata la mia passione. Il mio primo contatto con il mare è avvenuto con il body-board, ma invece di usarlo come di consueto cercavo di mettermi in piedi come se fosse una tavola. Dopo due estati di richieste alla fine ho avuto la meglio ed ho ottenuto l'autorizzazione a comprarmi una tavola usando i miei risparmi.

Parlaci un po' del tuo background personale. Dove e con chi sei cresciuto? Che influenza ha avuto l'ambiente sulla tua visione della vita? I tuoi genitori sono stati supportivi?

Sono nato a Roma dove ho vissuto per 17 anni con la mia famiglia. In questi anni ho praticato principalmente la vela, uno sport che ancora amo e pratico. Poi mi sono trasferito a pochi passi da Ostia ed ho iniziato a fare surf d'inverno avendo così la possibilità di crescere di livello tecnico e di amicizie 'surfistiche', visto che a Roma ero l'unico della mia comitiva a praticarle surf. I miei genitori mi hanno sempre supportato nel contatto con il mare ma all'inizio avevano paura dei rischi che si corrono tra le onde. Con il passare del tempo le loro preoccupazioni si sono attenuate ed hanno iniziato a darmi sostegno morale incitandomi anche a partecipare alle gare. Sopratutto per noi surfisti che ci troviamo a diretto contatto con la potenza delle onde, la cosa piu importante è temere la sua forza. Questo ci da la possibilità di vivere il mare nel suo splendore, ma allo stesso tempo di rispettarlo. Ti fa capire che l'uomo è una nullità in confronto. Da questo nasce il rispetto per l'ambiente marino e le sue creature.

Viaggi molto? Cosa cerchi oltre alle onde quando sei all'estero? Quali sono i viaggi di cui conservi i migliori ricordi?

Ogni anno cerco di fare un viaggio ma da quando sono entrato nel mondo del lavoro devo limitarmi molto, non potendomi permettere di stare fuori piu di 20 giorni consecutivi. A me piace vedere e conoscere tutto ciò che non si puo trovare in Italia, qualunque cosa dalla natura alle religioni, usanze, sapori, sculture o monumenti di un luogo. Fare questo mi attrae poichè mi da la possibilità di aprire la mente a cose nuove e crescere culturalmente. Tra i vari viaggi fatti quello che mi ha colpito particolarmente è stato quello a Bali. La cultura orientale mi affascina suscitando forti emozioni e curiosità. Un'altro popolo che mi ha affascinato è stato quello spagnolo-canario di Lanzarote, gente veramente ospitale e sincera. Surfisticamente parlando ritengo che ambedue i luoghi siano stati essenziali per la mia crescita, in essi ho conosciuto nuovi stili e nuovi aspetti del surf.

Raccontaci di quella volta che hai avuto veramente tanta paura in acqua!

Durante un viaggio in Francia, nel settembre del '98, è entrata una grossa swell che da giorni stavamo attendendo. La sera prima nel campeggio si mormorava che il posto giusto sarebbe stato Hossegor e così la mattina dopo partimmo da Anglet io, Giorgio e Sciacaletto verso il mitico beach break. Scesi dal pandino sgangherato la prima cosa che notiamo è che i surfisti locali stavano sfoderando tavole dai 7'0'' ai 7'4''. Di corsa abbiamo scalato la gigantesca duna che ci separava dal mare e all'improvviso ci siamo trovati di fronte un mare mai visto prima! Con l'adrenalina nelle vene ma frenato dalla paura, mi sono deciso ad entrare con la 6'9'', gli altri due amici con la 6'1''! Fortunatamente al primo tentativo sono riuscito a sfondare ed arrivare sulla line-up, solo allora mi sono veramente reso conto della maestosità delle onde e del loro largo tubo. Dopo circa 20 minuti di attesa sono riuscito a prendere coraggio e cavalcare la mia prima onda. Superata la parte critica del take off e accennato un bottom turn alzai gli occhi al cielo, ma il cielo non c'era più! Vidi una grande massa d'acqua che cominciava ad avvolgermi, di corsa ho abbassato punta della tavola per acquistare la massiva velocità e fuggire da quell'immenso occhio. Uscito dall'onda mi sono reso conto di tremare come una foglia per essermi confrontato con una bomba di quel livello, la soddisfazione arrivava alle stele, ma subito è sopraggiunta una nuova paura a causa del fatto che dovevo tornare sul picco. In circa due ore sono riuscito a cavalcare solo quattro onde, ma vi assicuro che la soddisfazione personale per aver spinto i miei limiti era veramente tanta.

Quali sono i pro ed i contro di essere un surfista in Lazio. Come è stato l'inizio? Che rapporto hai con gli spot di casa adesso?

Essere un surfista laziale vuol dire lottare con tante persone, siamo veramente troppi per le rare belle onde che fa nei pochi spot a disposizione.
Nonostante questo sono fiero del fatto che il surf stia prendendo piede, l'ho visto e vorrei continuare a vederlo crescere pur sapendo che le persone in acqua aumenteranno sempre di piu. Comunque vorrei che le nuove generazioni portassero rispetto per i loro predecessori, come faccio io nei confronti dei 'vecchi' di Ostia. Ricordiamoci che l'educazione in acqua è la regola piu importante per un surfista. Il mio inizio è stato abbastanza duro perchè all'epoca, nove anni fa, il localismo si sentiva molto di piu rispetto ad oggi e noi giovani matricole abbiamo avuto i nostri problemi a trovar spazio sulla line-up. Adesso siamo cresciuti e le divergenze con i vecchi sono finite: siamo tutti una grande famiglia che riesce a convivere negli spot di casa senza problemi. Mi considero un local a tutti gli effetti, ma ribadisco il solito concetto: chi rispetta e sa come muoversi in acqua viene accettato ovunque.

Come vedi l'industria surf italiana? Cosa pensi della situazione gare?

Ho notato che dal mio primo approccio con lo sport ad oggi il mercato del surf si è evoluto notevolmente, tanto da spingere i marchi a vendere anche in negozi non di settore. Credo che tutto cio sia stato possible grazie ad alcune manifestazioni organizzate da persone in gamba che sono riuscite a diffondere questo sport e sensibilizzare tanta gente. Alcune gare in Italia vengano organizzate in maniera ottima perchè supportate da sponsor che vogliono dare il giusto sostegno ad atleti e buon spettacolo al pubblico. Per altre gare, in maniera particolare quelle della Federazione valide per il titolo italiano, ciò non avviene. Mancano bandiere che delimitano il campo gare, non ci sono addetti che vietano l'accesso ai surfisti non concorrenti, il tabellone è arrangiato in modo scadente o parziale, manca uno speaker che sappia surfare e chiamare le giuste manovre. Manca addirittura un calendario ed un regolamento da rispettare durante tutto il corso del campionato. Credo che queste siano le cose basilari che una federazione dovrebbe avere visto che in Italia non mancano nè i surfisti e nè le onde.

Che consigli vorresti dare ai tanti che inizieranno a surfare proprio questa primavera?

Il surf è uno degli sport piu salutari e completi al mondo per il fisico e la mente. E' difficile da imparare ma quando inizi a capire ti da molta soddisfazione! E' uno sport che non ha limiti in quanto sei tu a dover decidere fino a che punto spingerti nel tuo rapporto con il mare. Se si vuole imparare a surfare è importante non essere d'intralcio ai surfisti più esperti e ad assumersi la propria responsabilità in caso di incidenti. Per chi volesse imparare ci sono varie scuole in Italia. Io, Sandro ed altri istruttori vi aspettiamo ad Ostia alla scuola organizzata dal DB Surfshop.

Ringraziamenti.

Ringrazio Marco Navarra creatore dello Slide Camp per avermi dato la possibilità di entrare nel team Eassun, Tony del DB surf shop (anche Debora e Francesca) per il supportato alle mie necessità e per avermi fatto conoscere il marchio Veltra che mi fornisce gli accessori e tutti i lettori di Surfnews.


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