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FILIPPINE

a cura di Antony 'Yep' Colas Condividi SurfNews

'Il morale del gruppo è alto: via SMS Gerry Dugan, il manager di Sagana Resort, ci comunica che una swell di sei piedi sta iniziando ad entrare proprio ora nella baia. Anche se dalle mappe WAM in rete non sembrera possibile, il tifone Choi Wan, dal Giappone sta mandando una provvidenziale mareggiata da nordest. Come per molti pellegrinaggi surf, la bellezza della meta, contrasta profondamente con le condizioni di vita e con le difficoltà del viaggio. Gli spostamenti sono forse più lenti oggi che negli anni ottanta quando queste onde vennero scoperte. Prima di intravedere lo splendido reef di Cloud Nine a Surigao del Norte infatti bisogna attraversare non pochi aeropoporti (Manila e Cebu), trasporti locali (fino a Surigao City) e poi moli e barche puzzolenti fino al paradisiaco panorama della baia di Cloud Nine.'

John decide di non informare i rider delle buone condizioni per non renderli troppo impazienti con le autorità locali che continuano a stringerci la mano e a ritardare la nostra partenza a Cebu. Dopo tutto siamo ospiti del governatore Barbers e sopportiamo volentieri i convenevoli vista l'ospitalità riservataci. La nostra barca intanto ci aspetta nel porto ed il capitano non sembra molto contento di dover affrontare le ore di oceano di notte. Raggiungiamo il camp solo il giorno successivo, dopo una notte nell'hotel del governatore e tre ore di barca. Quando intravediamo l'onda di Cloud Nine ci rendiamo conto che la mareggiata è ben sopra i sei piedi annunciati! Nonostante gli hawaiiani le stimino sui sei-otto piedi, muri alti due volte una persona rompono fragorosamente sulla lunga barriera corallina. Il giorno prima è iniziata la gara che ogni anno raccoglie tutte le promesse locali e svariati campioni da mezzo mondo. Durante le batterie riservate ai surfisti locali, le tavole rotte sono state ben diciotto! A Cloud Nine vedere tavole rotte è normale e così il governatore Barbers apre le batterie dei quattordici surfisti stranieri spezzandone una apposta ed innalzando a 'rito propiziatorio' questa spiacevole consuetudine! Con onde di questa qualità ci sono tutte le premesse per una grande avventura. La Siargao Cup rientra nel progetto di incentivazione sportiva promosso dalle autorità locali e si disputa ogni anno tra fine Settembre ed inizio Ottobre, il momento più propizio per le onde lungo il Mare delle Filippine. La potenza di Cloud Nine è famosa. Dopo la loro heat in gara, Aaron Fredette e Kirby Fukunaga, abituati alla violenza delle onde Hawaiiane ci spiegano che Cloud Nine non ha nulla da invidiare a Backdoor, la famosa destra di Pipeline ad Oahu (Hawaii). Questo reef ha la caratteristica di amplificare la mareggiata: con onde al largo di 4-6 piedi la parete che si alza qui viene più che duplicata. La forma dell'onda poi è un miracolo di velocità e perfezione. Questa destra offre, a chi la sa sfruttare, pareti ripide e tubi profondissimi. Non pensate però che sia un'onda per tutti, specialmente a questa misura C.9, come la chiamano gli abituè, può farti rimbalzare sul reef senza pietà e lasciarti impaurito come un bambino. Anche la sinistra è surfabile: anche se non è lunga come la destra offre buoni tubi ai goofy che, come me, non riescono ad uscire dalle caverne destre del reef principale. Infatti in gara i tubi si sprecano ed è quasi impossibile per i giudici stabilire chi sia il migliore visto che tutti i quattro finalisti ad ogni onda scompaiono e ricompaiono sotto i pesanti labbroni della destra. In verità ai concorrenti interessa ben poco della gara. Onde così non arrivano tutti i giorni neppure qui e tutti pensano a divertirsi più possibile. Il prezzo per surfare queste onde è il rischio di trovare piatto. Come dice John, che frequenta queste acque da dieci anni, il surf alle Filippine è fatto di 'abbondanza ed astinenza'. Questo comunque è il reef più esposto e quando non ci sono onde qui, è piatto lungo tutti i 122 Km dell'isola di Siargao. La situazione può protrarsi per settimane finchè un nuovo tifone non spinge altre onde verso questo angolo di mondo. Le onde prodotte dai tifoni, spingendosi verso sud, incontrano il monsone di sudovest (in estate) e raggiungono le coste orientali delle Filippine lisciate dal vento da terra. Una caratteristica di queste mareggiate è la consistenza: in un set ci sono ben più onde del normale. Le swell di tifone non lasciano quasi spazio tra un set e l'altro pompando onde non-stop in sequenze di otto o dieci ad intervalli serratissimi. Anche la velocità a cui si spostano è molto maggiore rispetto a quella di una normale ground-swell. Ovviamente non è sempre il paradiso: anche se questo è il nono giorno di onde, in Luglio ed Agosto '03 Cloud Nine ha rotto solo una volta! L'ideale per godere delle sue onde è monitorare i cicloni via rete e comprare un volo last minute appena qualcosa si muove. Al camp il paesaggio è di una esoticità tutta particolare. In vero quest'onda non sarebbe considerata la nona meraviglia del mondo surfistico se non fosse per il bellissimo moletto di legno che dalla spiaggia porta gli spettatori fino a pochi metri dallo spot. Da qui chiunque può ammirare le sezioni dell'onda e la potenza dei tubi che si schiantano sul corallo a pochi metri dai pali di legno. Per noi surfisti il lungo ed esile molo è lusso sfrenato: ti porta a pochi metri dal tuo sogno senza dover saltellare sul lungo reef. Un'altra invitante caratteristica di questo spot è il soffice manto di alghe che cresce sul fondale. Il corallo è infatti ricoperto da un morbido tappeto che rende le cadute molto meno insidiose di quanto la scarsa profondità dell'acqua suggerirebbe. Se il fondale fosse irregolare, le cadute sarebbero rovinose trasformando in abrasioni e fratture quelli che così sono semplici ruzzoloni sul fondale. Gli spot adiacenti anche se tecnicamente più facili da surfare, non sono così permissivi a livello di fondale. Il vicino spot Cotton Butts (culi di bambagia) deve infatti il suo nome ai frequenti tagli riportati dai surfisti proprio in questa delicata area del corpo. Mentre si svolge la gara cerco di surfare le altre bellezze vicino a Cloud Nine e mi godo Stimpsies e Pacifico (due sinistre splendide) quasi da solo. Al ritorno al camp mi accorgo che, essendo l'unico europeo sull'isola, gli organizzatori hanno iscritto anche mè alla gara. E' in una heat che faccio la prima conoscenza con l'onda reginetta. Siamo in tre ed abbiamo venti minuti per goderci questo gioiello al meglio, nessuna tensione per la competizione solo la gioia di surfare in pochissimi onde di tale perfezione. Nonostante il luogo sia estremamente remoto, la vita nel camp si avvale di quasi tutti i comfort della vita normale. Per dormire in questo paradiso potete scegliere tra almeno sette guest-house dai prezzi economici di cui Sagana Resort è la meglio attrezzata. I mezzi di trasporto locali sono principalmente due: Pumpo e Habo Habo. Non lasciatevi fuorviare dai simpatici nomignoli, nessuno dei due offre nulla di confortevole al cacciatore di onde. I Pumpo sono bassissime canoe a motore. Impiegano relativamente poco tempo per raggiungere gli spot ma compromettono il vostro udito con un chiasso assordante che stride col paesaggio pristino delle isole. Gli Habo Habo invece si spostano via terra: sono motociclette diesel che montano un motore giapponese della seconda guerra mondiale. Si viaggia aggrappati alle tavole e teneramente abbracciati al conducente su di una sella allungata che può ospitare fino a 3 passeggeri. E state attenti a non infilare la tavola tra le ruote nelle frequenti buche! Dopo una settimana di gara e di celebrazioni decidiamo di prendere una barca e partire alla ricerca di altre isole ed altre onde. Le Filippine sono composte da 7.107 isole e, a differenza dell'Indonesia dove operano circa sessanta yacht per surfisti, solo uno è il surf-charter attivo qui. Il 'King of Sports' è lungo circa 30 metri e si avvale di un doppio bilanciere che gli conferisce un aspetto classico. La sua rotta inizia a Samar e porta i surfisti alla ricerca delle più belle e remote onde dell'isola di Mindanao. La storia del suo capitano, l'americano Scott Countryman, ha il sapore di un moderno romanzo d'avventura. Dopo aver venduto le quote di un fiorente sito internet locale, Scott ha acquistato un grosso barcone della guardia costiera e ne ha modificato gli interni fino a renderlo perfetto per i surf trip. Il suo amore per il mare viene da lontano, prima di operare alla Filippine ha accumulato esperienza sugli yacht in Micronesia, lavorando a stretto contatto con la esigente clientela giapponese. Tutto quello che puoi sognare lo trovi sulla 'King of Sport', il doppio bilancere fuori bordo aggiunge spazio alla già grande imbarcazione azzerando l'handicap di avere tavole sempre fra i piedi, una situazione così comune nei surf charter più piccoli. Visto il rischio di non trovare onde, il vascello è attrezzato con tutti i possibili diversivi. Otto respiratori subacquei, due kayak biposto, canne da pesca, waterski e wakeboards tengono impegnati gli ospiti nei giorni di piatta. A livello di vita a bordo questa barca non teme rivali, comodi sofà, buona illuminazione e centinaia di CD e DVD tra cui scegliere ti fanno sentire subito a casa. Il cane Labrador di Scott poi è un personaggio! Tiene buona guardia alla barca e non disdegna di nuotare anche un chilometro pur di farsi un giro a terra e depositare lontano dal ponte i suoi escrementi! Per godere al meglio questo surf-charter, il mio consiglio è di volare a Cebu, arrivare a Siargao e farsi venire a prendere dalla barca direttamente nella baia di Cloud Nine. Grazie ad una barca così si possono surfare spot lontani come Rock Island o Pillar Bay. Il capitano è in pieno controllo delle condizioni meteo e vi porterà dove rompono le onde migliori sfruttando al meglio tifoni e mareggiate. Vi starete chiedendo se le Filippine siano un posto sicuro dove andare. Anche se il terrorismo è presente sulle isole, l'attività di Abbu Sayyaf e NPA's (New people's Army) è limitata alle zone di sud e ovest di Mindanao, ben lontane dagli itinerari surf. Anche se tutti i surfisti sperano di incontrarne almeno uno, i tifoni sono il pericolo principale alle Filippine provocando alluvioni e ingenti perdite. Il tratto da Mindanao a Siargao non costituisce problema, le acque più difficili sono quelle attorno allo Stretto di San Bernardino in oceano aperto. Anche se il periodo più propizio per surfare le Filippine è l'Autunno, da Dicembre a Marzo il monsone di nordest soffia costante producendo mareggiate molto affidabili. Il problema in quella stagione sono le condizioni meteo: vento da mare e pioggia battente possono mettere alla prova anche il surfista più navigato. Il mio consiglio è quello di farsi portare in barca negli spot riparati. Scott conosce bene questi spot e vi consiglio di contattarlo se intendete intraprendere un boat trip da queste parti. La ricompensa sono onde perfette e vento da terra con nessuno in acqua. Per prima cosa il nostro gruppo, formato da Australiani, Giapponesi ed un Francese si dirige verso Nord. L'idea di John è quella di tornare sulla piccola isola di Suluan dove in passato ha trovato, in compagnia di Evan Slater e dei fratelli Malloy una destra da paura. Quando la mareggiata è sui sei-otto piedi su questo reef rompono onde perfette. Il picco interno è uno splendore di onda ma nei set più grossi fa lo spiacevole scherzetto di chiudere tutto assieme. Il capitano Scott l'ha battezzata 'Mons' (abbreviativo per monster) per la caratteristica di trasformarsi in un chiusone spaccatutto. In verità con la marea giusta, i rider riescono ad infilarsi in tubi profondi facendo onore alla splendida imperfezione di questo spot. Sazi ed anche un po' impauriti dalla potenza di Mons riprendiamo il nostro pellegrinaggio verso sud e raggiungendo Homonhon, l'isola su cui approdò Magellano dopo aver attraversato l'oceano Pacifico. 'Mage...chi?!' Chiedono gli australiani che non lo hanno mai sentito nominare. Magellano a parte, le potenzialità di Homonhon sono buone ma un deciso vento da nordest (da mare) impedisce alle onde (principalmente sinistre) di rompere pulite così ripartiamo verso Dinagat. Le potenzialità di questa isola non sono molte ma gli australiani non riescono a stare un giorno senza surf e si divertono anche qui. L'obbiettivo di John è quello di tornare su un'isola (di cui non possiamo rivelare il nome) controllata da un espatriato americano che protegge a suon di fucilate il suo paradiso privato. John è già stato minacciato di morte per aver scattato foto di questo posto ma tentiamo la fortuna ancora e la ricompensa è una lunghissima destra che avvolge un reef da sogno sotto un cielo livido di nuvole. Il pomeriggio questa onda viene purtroppo rovinata dal vento che, per la prima volta in dodici giorni, cambia direzione. La surfata si trasforma subito in una gara di kayak! E' incredibile la velocità che una canoa può prendere scendendo da un'onda! Si riesce pure a controllare la direzione piantando la pagaia nella parete. Matt Griggs, uno degli editor di Tracks Mag è senza dubbi il più esperto e le sue strane manovre scatenano sonore risate. A parte i ruzzoloni sulle onde, i kayak si rivelarono utilissimi in varie situazioni come ad esempio durante la visita alle grotte di Sohoton. Dentro la foce del fiumiciattolo, nascoste da alti faraglioni, si trovano pozze di acqua cristallina in un labirinto formato da pareti di corallo molto simili al paesaggio della Tailandia. I pochi visitatori che raggiungono questo paradiso (da Dapa o Siargao) sono disposti a sopportare lunghe ore di barca per godersi la vista delle grotte. Noi invece proseguiamo verso Mindanao anche se la mareggiata sarà sicuramente più piccola. I tifoni che producono onde nelle Filippine seguono uno schema abbastanza tipico. Nascono ad est di Mindanao e si spostano verso nordest accelerando e cominciando a ruotare su se stessi. A volte si trasformano in 'un super-tifone' raggiungendo categoria quattro o cinque nella scala usata in meteorologia. Samar è senza dubbio l'isola più esposta alla mareggiata ma non offre ripari al vento da nordest. Mindanao invece è meno esposto alla mareggiata ma offre condizioni di vento da terra e onde pulite. Il nostro ultimo approdo è Lanuza Bay. Tra i tanti picchi surfabili scegliamo una sinistra scavata e lunga che frange vicino al faro e sarà questo l'ultimo spot surfato durante il boat trip. Per il ritorno a Cebu occorrono quattordici ore di navigazione. L'alternativa sarebbe un volo interno ma attraversare l'arcipelago in barca è un'esperienza che non vogliamo perderci. Centinaia di isole verdi e popolose, le Filippine sembrano una versione montagnosa delle Maldive. Arrivati a Cebu il frastuono della città pare insopportabile dopo tanto silenzio in mare ma i riders non vedono l'ora di fare baldoria nei tanti bar del centro. La prostituzione purtroppo è una industria molto fiorente a Cebu. Nei 'girlies-bar' centinaia di ragazze dai diciotto ai venticinque anni offrono la loro compagnia in cambio di pochi spiccioli. Da quando gli Stati Uniti hanno tolto le basi militari (dopo il Vietnam) la già fragile economia è crollata aprendo la strada a questa sporca tratta. La cosa più squallida è che il businness, nonostante le restrizioni imposte dalla religione Cattolica, sia supportato dalla popolazione locale. Purtroppo non sono pochi i surfisti che preferiscono aspettaare la mareggiata a Cebu in dolce compagnia piuttosto che rimanere a Siargao a contemplare un reef piatto. Anche se capisco che settimane di mare piatto possano spingere i più deboli a fare strane cose, vi consiglio di lasciar perdere i girlies-bar e di entrare a contatto con la popolazione locale in un modo più 'socially correct'. Noi, in due settimane alle Filippine abbiamo surfato onde perfette per nove giorni venendo a contatto con persone splendide. Prima di partire da Cebu, l'unico pensiero di tutti è quello di tornare il prossimo anno.

SIARGAO CUP 2003 results:

1st Jay Thompson (AUS) PhP250,000.00

2nd Mark Matthews (AUS) PhP125,000.00

3rd Aaron Fredette (HAW)

4th Matt Griggs (AUS)

5th Carlito Nogalo (PHI)

5th Dion Agius (AUS)

Siti di riferimento:

www.surf.ph

www.typhoon2000.com

Sagana Resort:

www.cloud9surf.com


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