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NICOLA BRESCIANI

a cura di Nik Zanella Condividi SurfNews

Nome: Nicola Bresciani.

Nickname: Biascichella.

Home Spot: Forte dei Marmi, Pontile

Cibo Preferito: Cuori di palma in agrodolce e tutto ciò che è commestibile.

Spot preferiti in Italia: Pontile, Lillatro, Cinquale, MiniCapo, La Speranza.

Spot preferiti all'estero: Quasi nessuno perché surfo quasi solo in Italia.

Ultima manovra imparata: Ollie 180 frontside e backside

Sponsor: Quiksilver, Reef, Q-Stix Surfboards, Quiksilver Eyewear, Time Out Surfshop

Musica: Rap, Raggae

Il primo ricordo che ho di te risale al 98, quando ancora rompeva la sinistra a sud del Pontile, vicino alla boa. Tu eri un bimbetto silenzioso e stavi assieme agli amichetti nell'inside. Io avevo preso un'onda e stavo smaltendo un set in testa in mezzo al "lavarone" quando tu sei partito sulla sinistra. Visto che l'onda era un chiusone hai sparato un 360 di schiena sulla schiuma atterrato perfettamente. In Italia non lo avevo mai visto fare a nessuno. Quando ci siamo incontrati sul picco ti ho fatto i complimenti e ti ho detto che con delle manovre così avresti fatto strada. Sei diventato rosso e hai detto: "Quando ci vuole ci vuole!", una frase che voleva dire niente e tutto. L'anno dopo hai vinto gli Juniores e poi sei esploso. E' da allora che me lo chiedo, sei veramente timido o quando surfi sei in estasi?!

Ricordo benissimo quel giorno come tutti gli altri di quel periodo. Sì, ero un bimbetto e quando entravo in mare ero sempre al settimo cielo e avrei distrutto tutto. Fondamentalmente non mi ritengo timido ma quando qualcuno mi fa dei complimenti divento rosso e ringrazio sempre, diciamo che preferisco farli i complimenti che riceverli. Quando sono in mare tutti i miei pensieri negativi scompaiono e subentra solo la voglia di divertirmi con tutti. Cerco di gasare tutti perché voglio che anche loro siano felici.

Cosa significa essere un bimbetto della terza generazione surf in Verslia? Come sei riuscito a conquistarti un posto sul line-up nel risaccone più famoso d'Italia?

Ormai sono otto anni che faccio surf e mi piace ripensare a me quando con uno dei miei migliori amici riuscii a farmi comprare la prima tavola e la prima muta. Da quel giorno iniziò una passione che spero non finisca mai. Ogni giorno con un minimo di onde ero in mare e ne volevo sempre di più e la mia voglia di imparare era insaziabile. A quei tempi il 'fenomeno' era Ronnie Baldini e lo è anche ora, peccato che non si faccia mai vedere. Tutte le volte che lo beccavo in mare andavo in paranoia perché era un gradino sopra tutti. Poi c' erano i veri maestri della mia 'infanzia' Davide Lorenzin (Zin Zin) e Lorenzo Puppo che mi davano sempre delle dritte; poi crescendo e frequentando sempre di più posti come il Pontile ho conosciuto i 'professionisti': Stefano Giuliani, Jacopo Migliorini, Oliver Di Fazio Francesco e Giovanni Palattella. Intanto il mio surf migliorava di anno in anno grazie anche ai miei genitori che ogni tanto mi portavano a surfare all'estero. Dopo aver preso una certa confidenza incominciai a fare qualche garetta e da li iniziò la mia vera avventura con il mondo del mercato. Il primo sponsor fù Costa Ovest, loro furono i primi a spingermi a fare le gare. Stefano Giuliani per me è stato un vero coach e mi ha insegnato molto poi tutto è cambiato quando conobbi Alessandro Dini che mi propose di surfare per Quiksilver. La prima gara importante che vinsi furono gli juniores disputati al Pontile. Ricordo di aver provato un'emozione fortissima che non ho mai più sentito dopo. Mi dispiace che in uno spot spettacolare come il mitico Pontile non sia più stata fatta un' altra gara. Forte dei Marmi è stata e resta la mia palestra e penso che darei il massimo in una gara a tre quarti ponte.

Che tipo di equilibrio trovi tra gare e free-surf? Quali sensazioni provi quando chiamano il tuo nome in una batteria importante e quali quando surfi il Cinqualetto con pochi amici?

Fare free surf con gli amici penso sia il massimo ma ogni tanto sento un bisogno irrefrenabile di competere contro i più forti; mi piace misurarmi con gli altri e raggiungere la vittoria sudandomela e dimostrando a me stesso e agli altri quanto valgo. Quando so che il giorno seguente ho una gara non riesco a dormire bene e l'ansia mi finisce solamente quando entro in mare alla prima batteria. Una cosa che penso mi sia servita molto è che, qua in Toscana, il livello in mare è alto e per prendere le onde te le devi sudare! Alle prime gare ero troppo agitato ma con il tempo sono riuscito a trovare il giusto equilibrio e la tranquillità.

Penso che il giorno che un surfista cresciuto in Italia entrerà nel WQS (World Qualifying Series) sarà una gran data per il surf mediterraneo. Cosa pensi del sistema delle gare in Italia oggi? Quali sono, le possibilità in campo europeo di un surfista italiano?

Io penso che il livello di preparazione tecnica dei surfisti stranieri sia superiore al nostro, soprattutto perchè possono contare su una frequenza di onde assai maggiore della nostra. Guarda Pilurzu. Lui è da quando ha 14 anni che si allena seriamente in Costa Rica e in giro per il mondo. Se qualche giovane promessa italiana farà come lui potrà raggiungere dei buoni risultati. Per quanto riguarda le gare quà in Italia voglio solo dire che ci vorrebbe più interesse, impegno e serietà.

Hai voglia di raccontarci dell'Air Show di Anglet? Quali porte ti ha aperto per il 04?

Sicuramente una delle esperienze più belle e che mi rimarrà dentro per sempre. La prima volta che ho partecipato, l'anno scorso, ho passato una sola batteria e se devo essere sincero non l'avevo presa seriamente. Quest'anno invece prima di partire per la Francia mi sono allenato andando a correre ogni giorno e un po' in palestra, anche perché di onde questa estate ne abbiamo viste poche. La gara si è svolta con onde piccole, massimo un metro e questa è stata la mia fortuna infatti le prime batterie sono passato sempre primo e sono riuscito a eliminare Manu Portet che secondo me era un po' sfavato per via della dimensione delle onde. In gara cercavo di dare il massimo perché mi ero accorto che potevo ottenere un buon risultato e non volevo sciupare l'occasione. Così sono arrivato in semifinale passando secondo. Quando pensavo che ormai avrei fatto la finale è arrivato Alessandro con un sorriso che non finiva più e mi ha detto' Sei già inserito nella notturna con i professionisti!' Pensavo fosse uno scherzo ma poi quando ho avuto conferma dallo speaker sono rimasto un po' scioccato e così la sera stessa mi sono ritrovato in mare con Fred Patacchia, Jason Shibata, Johnatan Gonzales. E' stata una figata indimenticabile e per il 2004 proverò qualche gara in Francia per vedere come va e soprattutto quali sono veramente le mie potenzialità.

Nicola, come vive la tua famiglia la scelta di fare sul serio nel mondo delle gare? E' difficile bilanciare le loro aspettative con la tua passione?

I miei non mi hanno mai proibito di fare surf perché si sono accorti che per me conta molto ma per quanto riguarda il fatto di 'fare sul serio' soprattutto mio padre non è affatto contento e mi dice sempre che con il surf qua in Italia non si guadagnano i soldi e questo mi scoraggia molto perché so che è una cosa vera. Sarebbe bello fare surf, gare e guadagnare soldi per costruirsi una vita come fanno i professionisti in giro per il mondo ma qua in Italia è molto difficile. I miei non hanno mai preso sul serio questo sport ma mi hanno sempre accontentato portandomi spesso in viaggio e hanno sempre accettato le mie scelte. So che mio padre vorrebbe che lavorassi nel suo studio invece di andare in mare a surfare e vorrei accontentarlo ma al momento mi trovo in una fase confusionale che spero mi porti ad una scelta che faccia contento sia me che la mia famiglia. Per ora l'unica cosa che so è che non appenderò mai la tavola al muro e anche da vecchietto spero di potermi permettere ogni tanto una surfata. Penso che se una persona ci tiene veramente a migliorarsi continuamente, l'unica cosa da fare è viaggiare, viaggiare, viaggiare.

So che hai un po' di persone da ringraziare.

Le prime persone che voglio ringraziare sono i miei genitori che mi hanno sempre sopportato. Voglio dirgli che nonostante tutti i nostri litigi voglio loro un mondo di bene. Alessandro Dini che ha creduto in me fin dall'inizio e mi ha sempre accontentato dandomi delle grandi opportunità. Agli invidiosi che parlano male di lui, voglio dire che se non conosci bene una persona non ne puoi parlare male. Sono già diversi anni che conosco Ale e posso tranquillamente dire che si è sempre impegnato per il surf e ha fatto delle grandi cose. Ringrazio la Quiksilver Europa per aver investito molto su di me e soprattutto Steve Bells. Ringrazio Paolo Folghieri di Reef per le scarpe e Bernardo Cioni per il suo aiuto costante e le ottime mute Cell che mi fornisce. Time Out surf shop e tutti i suoi componenti per la loro simpatia. Q-Stix ed il suo shaper Mark Phipps per le ottime tavole che mi manda dalla Francia e infine voi di Surf News perché siete tra i pochi che si impegnano veramente.


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