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Gran Canaria
a cura di Gines Diaz Condividi SurfNews
Foto: Gines Diaz
DOPO IL PRO JUNIOR DI GRAN CANARIA ANGELO BONOMELLI ED IL TEAM VOLCOM SI CONCEDONO UN DETOUR NEL SUD DELL’ISOLA

Le Isole Canarie sono una destinazione alla quale nessun surfista europeo può resistere. Acqua calda in inverno, onde di qualità tutto l’anno, cibo ottimo e una night-life da far invidia alle grandi capitali europee: queste sette isole spagnole posizionate in mezzo all’Atlantico sono un vero must durante i mesi freddi. Nonostante questo gli spot sono meno affollati rispetto a quelli europei. Angelo, al suo ennesimo trip qui, è ormai il boss della movida e sarà lui a guidarmi in questa avventura a metà tra contest, surf-exploration e meritata vacanza.

Ho conosciuto questo biondissimo italo-costaricense tre anni fa, durante il primo Pro Junior a Tenerife. Allora era un ragazzino timido, che ancora stava cercando il proprio stile sulla tavola. Rivederlo adesso, cresciuto sia nel fisico che nella psiche, mi fa un gran piacere. Sembra un’altra persona, molto più sicuro di sé e con uno stile riconoscibilissimo fatto di classe italiana mista a spensieratezza centramericana. Mi basta vederlo in mare un minuto per capire la sua motivazione: è qui per conquistare l’Europa e questa gara gliene darà la possibilità. Come spesso capita nelle competizioni, le condizioni meteo non sono esattamente ideali. A lungo rimaniamo in attesa della chiamata, quasi sperando in un annullamento della gara per andar a prendere onde di qualità sulle isole più esposte. Però una telefonata del coach Didier Pitier fuga ogni dubbio. Il capo ci vuole a Gran Canaria anche per uno shooting di lifestyle, assieme a tutto il team. Al nostro arrivo non si vede nessuna swell decente all’orizzonte e anche quel poco di surfabile che c’è, viene rovinato da un forte vento da mare. L’unica alternativa per un paio di giorni sembrano essere i beach-break esposti della costa nord: onde fiacche e di pessima qualità insufficienti a saziare gli appetiti del team che ha bisogno almeno di pareti ripide per sfogarsi. Proprio quando iniziamo a perdere le speranze, però, una strana mareggiata meridionale appare sulle mappe meteo. Le swell da sud sono molto rare in maggio. Oltre a regolarizzare con vento da terra le onde presenti (favorando così lo svolgimento della gara), questa condizione alza sensibilmente la temperatura dell’acqua, e attiva alcuni spot quasi dimenticati di Gran Canaria. Ancora prima che la gara cominci, elaboriamo un piano-B per quando sarà finita e noi saremo liberi di cercare onde per conto nostro. La gara si tiene nella spiaggia di La Cicer, proprio nel centro della capitale Las Palmas: un luogo perfetto per questo tipo di evento. È qui che è iniziato negli anni ’70 il movimento surfistico canario e il viavai di tavole, surfisti e turisti è enorme. Le onde all’inizio della gara sono sui 4ft e il nostro gruppo esordisce alla grande: Angelo passa heat su heat a suon di manovre aeree e continua la sua corsa fino ai quarti, quando sarà l’amico William Aliotti (FRA) a negargli l’entrata alle finali. È William la vera sorpresa della competizione. La sua forma è strapitosa e riesce a chiudere manovre estreme ad ogni onda, combinando un uso sapiente del rail con rotazioni al limite del possibile. Nonostante l’imbarazzo di perdere da un amico, Angelo non si lamente di certo. Grazie a questo piazzamento consolida la sua posizione nel ranking mondiale. William continuerà la sua corsa fino alla finale, eliminando il fortissimo Federico Morais in semifinale. Fiaccato da una lunga serie di batterie, William arriva in finale demotivato e poco concentrato ed è facile preda del portoghese Vasco Ribeiro, che sceglie con più lucidità le onde, diventate piccole e molto rade. Il risultato è lo stesso ottimo per il nostro team, con Angelo al nono posto e William secondo, sia nella gara che nella classifica generale dietro allo stesso Vasco. Con Angelo fuori dalla competizione decidiamo di lasciare il caos della capitale e stabilirci al sud, per sfruttare al meglio la mareggiata assieme a Didier. Basta un’ora di guida per entrare in un ambiente molto diverso dal turistico nord. La prima onda che surfiamo è una destra che rompe di fianco ad una roccia per poi srotolare fino alla fine della baia. «È una copia perfetta di Snapper Rock» commenata Angelo, mentre si infila la muta e si butta in mare. L’onda è perfetta per un regular come lui: a pareti da off-the lip e cut-back (manovre classiche) affianca potenti close-out, perfetti per le evoluzioni aeree. Anche Didier si unisce a noi in mare e mostra una padronanza della situazione degna del professionista che è stato mostrando a tutti i “junior” come si pianta un rail e atterrando anche qualche manovra aerea. La zona di San Agustìn, nella costa sudorientale, riceve mareggiate dai quadranti meridionali, spesso con vento da terra. Le potenzialità di questi spot sono troppo spesso trascurate dai visitatori ma dietro ogni caletta si nascondono onde di buona qualità, spesso deserte. Spesso ma non sempre: dopo un paio di giorni la voce si sparge, e molti concorrenti della gara si spostano qui, rendendo più movimentate le session. Fortunatamente abbiamo modo di goderci quella che sembra in tutto e per tutto una vacanza. Volcom ci tratta da star, con hotel a 5 stelle e ristoranti spaziali. Didier è un provetto chef e non si limita ad ordinare cibo, sperimenta il meglio della cucina regalandoci alcune delle migliori cene della nostra vita a base di pesce freschissimo e vino locale. In mare è una festa: senza l’assillo dei voti i ragazzi sono liberi di provare le manovre che prediligono. Se fino a qualche anno fa i reverse completati erano solo una piccola percentuale, ora oltre la metà vengono chiusi. Oltre ai fs reverse 360°, Angelo sta “lavorando” ad una serie di full-rotation, manovre cioè completate senza bisogno di far scivolare la tavola sulla faccia dell’onda. Il suo repertorio di grab, inoltre, si è ampliato a dismisura ed ora comprende “slob air”, stale-fish e mute grab. La swell ci accompagna per un paio di giorni poi svanisce. Dandoci modo di lasciare l’isola senza rimpianti. L’appuntamento è per le prossime gare del ASP Juniors in Europa.

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