Home Page
CELEBRATING THE SULTAN
L'avventura di Terry Fitzgerald, uno dei personaggi più innovativi e visionari nella storia del wave-riding
a cura di Nicola Zanella Condividi SurfNews
Foto: Hot Buttered Courtesy
A sentire i discografici, il 1971 fu un anno irripetibile nella storia del rock. La pubblicazione di Sticky Fingers dei Rolling Stones, il minimalismo sonoro di Syd Barret (fondatore dei Pink Floyd) e la sperimentazione psichedelica di Isaac Hayes stavano spingendo i giovani verso nuove linee sonore e nuovi modi di leggere la realtà, anche quella surfistica. È in questo clima di fermento (quello della shortboard revolution e degli Hippy per intenderci) che ha inizio l’avventura di Terry Fitzgerald, uno dei personaggi più innovativi e visionari nella storia del wave-riding.

Il debutto di Terry fu un successo fin dalla “prima” alle Hawaii. Spinto dai piazzamenti al World Championship del ’70 (tenutosi a Victoria) il nerboruto australiano approda sulla North Shore per la stagione invernale e subito viene notato per la temerarietà a Sunset Beach e per le idee sulle tavole. Il suo individualismo quasi rivoluzionario trapela da ogni curva e da ogni manovra: Terry trascende e distrugge il manierismo imposto dalla tradizione a suon di tubi profondi e velocissimi cambi di bordo. Ed è questa attitudine a metterlo in contatto con le menti più illuminate dell’epoca, surfisti come Gerry Lopez, Reno Abeliera, Owl Chapman e Sam Hawk che si riveleranno importantissimi nella sua evoluzione di atleta e costruttore. Alla fine di quella fortunata stagione Drew Kampion, editore di Surfer Magazine, lo definì «un elettroschock surfistico». Ma sarà il giornalista australiano Phil Jarratt a dargli il nickname che lo accompagnerà per tutta la vita: “the sultan of speed”. Dall’alto del suo 1,80cmX75kg (tutti muscoli) Terry sembra volare senza sforzo tra le difficili onde della North Shore. Il suo stile, soprattutto in spot come Sunset, e Waimea Bay, catalizza le aspettative di spettatori e addetti ai lavori. L’approccio è tutt’altro che convenzionale. Ginocchia piegate, braccia simmetricamente tese e mani chiuse: la tavola ai suoi piedi sembra la bacchetta di un rabdomante, telepaticamente a caccia di velocità nelle sezioni più critiche. La sua incredibile rapidità gli deriva dall’uso del tronco. Molte delle sue manovre iniziano infatti con una torsione del bacino, seguito dal resto del corpo. Rimarrà famoso il suo body-torque sulle lunghe destre di J-Bay, onda che interpreta con istinto viscerale, quasi animalesco. Non capita spesso che un “haole” (straniero in hawaiiano), specialmente se australiano, si ritagli un ruolo da star nel firmamento delle Isole. Ma Terry ha qualcosa da dare al mondo del surf, non solo pretese. È lo shaper Dick Brewer, vero guru del mini-gun, il primo ad accorgersene e ad invitarlo nel suo laboratorio di Kauai dove Terry impara, ad appena 20 anni, i segreti della shaping room. Quando torna a Sydney, finita la stagione invernale, sprizza energia da ogni ricciolo. Osannato dai media di settore e corteggiato dalle TV nazionali, apre nel ’71 il suo negozio-laboratorio a Brookvale, paesone poco fuori Sydney. E sarà proprio la sperimentazione psichedelica del disco di Isaac Hayes (Hot Buttered Soul, del ‘69) ad ispirare il nome del suo business: Hot Buttered. Il laboratorio HB diviene da subito il fulcro dell’avanguardia surfistica australiana. Grazie alla cooperazione con i migliori atleti sulla piazza e alla sua indiscussa esperienza, Terry si afferma come shaper ufficiale della new generation. La sua produzione focalizza su tavole sperimentali, radicali, strette e decorate a tinte psichedeliche dal famoso artista Martin Worthington che consegnerà le HB alla storia grazie al suo incredibile lavoro di air-brush. Sono tavole magiche, che possono trasportare i surfisti verso nuove emozioni e verso le manovre new-school imposte proprio allora dalla short-board revolution. Ed è con questi gioiellini sotto i piedi che il “sultano” affronta le competizioni, dimostrando coi fatti la validità della sua visione. Nello stesso anno raggiungerà la finale del campionato nazionale australiano, della gara di Bells e del prestigioso Duke Kahanamoku Classic. L’anno successivo, il ’72, si piazza primo a Bells davanti a Peter Drouyn e nel ’75, dopo aver vinto il Lightning Bolt Pro a Velzyland, viene incoronato campione nazionale. Nel ’77 è sesto in graduatoria mondiale e nel ’80 vince il OM Bali Pro in Indonesia, la prima gara professionistica a tenersi tra le difficili onde di Uluwatu. Sono gli anni d’oro della surf exploration e Fitzgerald non perde occasione per visitare nuove onde, come la sinistra di G-Land a Java, surfata nel ’73 assieme a Lopez, e gli impegnativi reef di Sumbawa che esplora fin dai primi anni ’80. Ad amplificare la sua fama internazionale concorre la presenza nelle pellicole culto dell’epoca, a partire da Tracks (1970), Morning of the Earth (1971), Five Summer Stories (1972), Fantasea (1978) e Adventures in Paradise (1982). Intanto il suo business cresce. Il passaggio da surfista spensierato ad attento uomo d’affari avviene verso la fine degli anni ’80. Con dieci anni di anticipo sulle multinazionali di settore presenti ora sul mercato, il marchio HB si espande, sia per volume di affari che per gamma di prodotti, raggiungendo Europa, Sud Africa, Giappone, Brasile, Stati Uniti, Polinesia e Italia. Ma Terry rimane sempre il fulcro del suo mondo, governando con carisma sia il team di atleti che l’azienda. Terry da sempre gestisce il marchio con la stessa maniacale precisione con cui produce le sue tavole. È risoluto e intransigente con i suoi dipendenti e la sua caparbietà viene spesso interpretata come arroganza ed egocentrismo. Ma è questa forza personale a mantenere intatta la sua naturalezza e a salvarlo dagli estremi del successo. Terry, infatti, ha scelto di limitare la dimesione del suo business sia per mantenerlo strattamente “core” sia per ritagliarsi tempo da dedicare alla moglie e alla famiglia . Tempo assolutamente ben speso visti i successi del figlio Joel (nato nel ’73), ritenuto uno dei più talentuosi tube-rider della nostra epoca. Oggi Terry è ancora un grande appassionato di surf, ma pratica anche il rugby e il golf. Ha attraversato anche grandi avversità personali e famigliari, ma resta un uomo forte. Un esempio da imitare per le nuove generazioni di “artisti” della tavola.

Le tavole Hot Buttered sono distribuite in Italia dalla Sport Fun Srl.
Info: info@sportfun.it

Ricerca SurfNews
Articoli
IL BIANCO E IL NERO

SPERANZE RIFRATTE

I principi generali della rifrazione sono empiricamente chiari ai surfisti: ...
Buy Local, Surf Global

I surfisti più giovani non brillano per attivismo ecologista. Di solito ...
FEDERICO VANNO

Dalle lezioni di vela a Ostia ai reef indonesiani, il passo non è molto ...
THE SEARCH SARDEGNA

Partire per la Sardegna ha un sapore particolare, che resta immutato negli ...
ANGELO VERZINI

Ho conosciuto Angelo a “casa sua”, per errore. Sono entrato, senza rendermene ...
CELEBRATING THE SULTAN

A sentire i discografici, il 1971 fu un anno irripetibile nella storia ...
SEARCHING SEYCHELLES

Isolamento, protezione e bellezza. Fin da quando la deriva dei continenti ...
Archivio magazine »
Scarica gratis Surfnews Magazine