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ROBERTO D'AMICO

a cura di Nicola Zanella Condividi SurfNews
Foto: Emiliano Mazzoni
Classe, ’93, cresciuto a Ladispoli, dall’alto del suo 1.83m X 80kg Roberto non si identifica più con quel suffisso “ino” che lo ha accompagnato negli ultimi cinque anni. A “maturare” non sono state solo le sue dimensioni fisiche ma anche l’attitudine in mare e le aspettative dal mondo del surf. Lo abbiamo incontrato alla Nike RoundHouse quest’estate dove, tra un evento musicale e una photo-session sulle onde di Hossegor, abbiamo registrato questa intervista.

Com’è andata l’estate? Quali sono stati i momenti più belli e le onde migliori?
L’estate è andata alla grande! Appena arrivato in Francia ho trovato due settimane di onde sopra il metro e mezzo, con pochissima gente in acqua. Mi ci sono buttato a capofitto e non ho avuto bisogno di fare grandi spostamenti, sono rimasto la maggior parte del tempo a Hossegor, con un breve detour per il Pro Junior in Spagna.

Parlaci in particolare del soggiorno alla Nike House, come ti sei trovato con gli altri atleti del team?
È stato come vivere in un sogno! Nike ci ha messo a disposizione una villa di due piani con vista lago a 10 minuti dal mare: il top. Ho avuto la fortuna di allenarmi con atleti “spessi” come Charly Martin, Michel Bourez e Nic Von Rupp, tutto questo grazie al team manager Philippe Malveaux che mi ha dato la possibilità di partecipare al camp. La sua attitudine mi ha aiutato davvero moltissimo: in acqua crea una sana atmosfera competitiva ma tutto finisce lì: in casa l’aria era rilassatissima, tra racconti e tante risate! La routine di allenamento che ha impostato è molto simile alla mia giornata ideale quindi non mi ha pesato. Colazione alle 8:00 con 4-5 tazze di cereali, session di 2-3 ore poi pranzo e allenamento dentro e fuori dall’acqua, poi cena tutti assieme e svago, a seconda di quello che Hossegor aveva da proporre.

Sappiamo che ti piace far festa, quando capita l’occasione. Come hai dosato le tue energie in quel party infinito che è Hossegor d’estate?
Esatto, quando capita l’occasione. Ho fatto festa quando c’era da fare festa, ad esempio quando il giorno dopo non ci sarebbe stato il training, oppure quando non ci sarebbero state onde. Durante il periodo delle gare, invece, super serietà, anche troppa: a letto presto e sveglia all’alba per prendere le condizioni migliori di onde.

Sei spesso assieme ad Angelo Bonomelli? Cosa ti piace di lui e cosa non ti piace?
Viaggio con Angelo oramai da un paio d’anni. Mi ci trovo molto bene perché ha tantissima voglia di fare. Il suo stile, poi, è a dir poco incredibile, è velocissimo e radicale, ha fatto enormi progressi negli ultimi due anni e chiude manovre da non crederci. Mi piace in particolare il suo bottom-turn e come legge l’onda, distruggendone ogni singola parte. Non mi piace molto quando fa il Twist, ma ora ha corretto anche quello quindi mi piace praticamente tutto di lui!

Sei cresciuto molto fisicamente negli ultimi tre anni. Come sono cambiate le tue tavole da quando eri alto 20cm in meno?
Le tavole sono state un problema enorme crescendo. Ho avuto un periodo in cui mi volevo rassegnare: non trovavo una tavola che funzionasse e non volevo più crescere! Poi mi sono letto moltissime interviste di Dane Reynolds anche lui un big boy, ed ho capito che avere qualche chilo in più è solamente un vantaggio. Il peso non è un problema se ben rapportato alle misure della tavola, magari quando il mare è piccolo ne risenti, ma su onde serie è tutto più facile se hai una buona muscolatura. Sullo stile sto ancora lavorando, non mi piace come apro il mio piede posteriore in backside, diciamo che è ancora da rifinire! Mentre nelle manovre mi sono concentrato molto sulla new school, moltissimi air. Sicuramente negli anni ho lavorato molto sul backside, spingendo molto di più in termini di velocità e verticalità.

Oltre a fare surf più possibile, come ti alleni? Hai un trainer e una routine di allenamento?
Putroppo no, quando ero ad Hossegor c’era Philippe che mi seguiva. Con lui tutto era più facile e regolare. Ora oltre che surfare più possibile vado a correre e seguo i suoi consigli ma niente di troppo pianificato visto che le onde non ci sono sempre. La mia dieta, poi, è molto particolare, mangio troppa cioccolata.

Quali sono i tuoi punti di riferimento tra i top 32 odierni? Qual è il tuo surfista ideale e perché.
Dane Reynolds perché non fa altro che esagerare heat dopo heat, spingendosi sempre oltre con manovre fuori dal comune. Penso che sia lui a ridefinire il livello del surf competitivo in questo momento.

Che rapporto hai con internet e la tecnologia in genere? Sei un fanatico di facebook? O più un intossicato di previsioni meteo?
Ho un buon rapporto con internet, non sono un vero e proprio fanatico di facebook, anche se ammetto di passarci un bel po’ di tempo. Da bravo surfista italiano il mio vero strippo sono le previsioni meteo. Seguo l’entrata delle perturbazioni con settimane di anticipo su 10 siti differenti per organizzare al meglio le mie session.

Che obiettivi ti sei dato per il futuro?
Non è facile emergere in campo internazionale però l’ho presa come una sfida, appena posso parto e se non fosse per la scuola starei sempre in giro per il mondo a surfare! La mia speranza è quella di poter ottenere buoni risultati anche all’estero, io ce la metto tutta poi si vedrà!

Quali viaggi stai preparando per l’inverno?
Stò organizzando di andare alle Hawaii con Angelo, ma è un viaggio costosissimo, quindi spero che gli sponsor mi aiutino un po’, magari leggendo questa intervista!

Ringraziamenti?
Federico Faldella “team manager Nike 6.0 italia” e a Philippe Malveaux che mi hanno dato l’occasione di allenarmi con gli altri atleti del team internazionale.

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