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Rob Machado
Rob ci racconta il nuovo film Melali
a cura di Nicola Zanella Condividi SurfNews
Foto: Emiliano Mazzoni
La “prima” di Melali, il nuovo film di Rob Machado, ha interrotto la bonaccia versiliese con una secchiata di tubi perfetti… in 16mm. Abbiamo incontrato Rob alla Terrazza Inside, per una chiacchierata sul film, la sua permanenza in Italia e i sui suoi progetti.

Perché un altro film subito dopo The Drifter?
Principalmente per gli amici. Dopo aver montato The Drifter ci siamo accorti di aver ancora tante riprese inutilizzate, soprattutto di Dane, Kelly e Shane che non avevano trovato molto spazio nel film. Quindi abbiamo pensato di rendere giustizia a tutto quel footage con Melali.

La musica ha un ruolo molto importante in questo video. Ci racconti qualcosa?
Il video ruota attorno alla musica. L’idea ci è venuta durante il tour di The Drifter. Io, John Swift e la band aprivamo e chiudevamo le proiezioni, suonando pezzi nostri mentre sullo schermo scorrevano riprese inedite. La gente si divertiva tantissimo, per questo abbiamo pensato di fare un altro film con le riprese degli amici e di preparare una colonna sonora originale. Così ho affittato un granaio tra i campi qui in California e John lo ha trasformato in una sala di incisione. Ed è nata la colonna sonora di Melali.

Mi sembra che il vero protagonista di Melali sia l’Indonesia. Che rapporto hai con questo paese?
Prima di girare The Drifter mancavo dall’Indonesia da otto anni. Poi ci ho passato sei mesi consecutivi e mi sono riinnamorato. La penisola di Bukit è cambiata molto dai tempi di Morning of the Earth e parte della colpa è anche nostra. I surfisti hanno la capacità di scoprire i posti prima di tutti gli altri. Guarda le Hawaii. Waikiki era l’epicentro mondiale del surf ed ora sembra un parco giochi, i surfisti veri neppure ci vanno più. E lo stesso sta succedendo con Bali. La gente ci va per far baldoria. Ma anche se molte cose sono cambiate le persone sono rimaste innocenti, concentrate sul presente e positive verso i visitatori. E la qualità delle onde è sempre ai massimi livelli.

Cosa fai per ridurre il tuo impatto sul pianeta?
Tento di fare la mia parte. Ho attrezzato la mia casa in maniera sostenibile, con pannelli solari e coibentazione, e uso l’auto meno possibile. Da casa mia posso raggiungere vari spot in bicicletta. Recentemente ho aperto una fondazione che si occupa di educazione ambientale. Sto lavorando con la Cardiff Elementary School, quella in cui vanno i miei figli e che io stesso ho frequentato. Abbiamo iniziato a separare i rifiuti e a fornire a tutti gli alunni bottiglie di acciaio, di modo da azzerare l’uso di plastica. Con i rifiuti organici concimiamo un orto, i cui prodotti presto verranno usati nella mensa.

Parlaci del tuo rapporto con Taylor Steele.
Siamo cresciuti surfando assieme a Seaside. Il primo film Taylor lo fece alle superiori, nel ’90! Si chiamava Seaside and Beyond ed era la sua tesi per il corso di cinematografia. Poi ho iniziato a frequentare Kelly e i vari professionisti e l’ho convinto a seguirci nei trip. All’inizio era timido ma poi abbiamo capito che viaggiare con lui poteva fare la differenza. La nostra generazione è stata la prima ad usare le riprese per allenarsi e questo grazie a Taylor.

Cosa ti piace e cosa non ti piace dell’Italia?
L’ospitalità di Luca, Francesco e tutti i ragazzi di Inside è stata splendida. Viaggiare con quattro bambini non è semplice ma loro si sono fatti in quattro per farci sentire a casa. E ci cono riusciti. Ovviamente sono affascinato dall’arte e dalla cultura. Sono stato qualche giorno a Venezia quest’anno, è un posto fantastico. È la seconda volta che vengo ma non sono riuscito ancora a prendere onde. Questo è l’unico neo!

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