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A VARAZZE CON TIM BOAL

a cura di Nicola Zanella Condividi SurfNews

Name: Tim Boal

Date Of Birth: 08/07/1983

Stance: Regular

Residence: This big blu planet

Silenzioso e riservato, Tim è quel tipo di persona che si rivela piano piano, con una combinazione di educazione e intelligenza che solo una vita 'on the road' può darti. Tim, infatti, è nato su uno yacht a Sint Maarten nelle Antille Olandesi, ed è cresciuto spostandosi tra Costa Azzurra (dove ha incontrato il surf) Australia, Irlanda e Francia. Questo atteggiamento, confondibile con una generica timidezza, mostra tutti i suoi lati positivi in mare, specialmente se le previsioni parlano di tre giorni di maestrale con periodo superiore a 10 secondi, in un'area critica come Varazze. Essere uno dei migliori 44 surfer del pianeta può essere una croce, in un line-up da mesi in attesa di una swell decente. Ma Tim è nato surfisticamente proprio nel Mediterraneo e sa bene quanto prezioso sia un atteggiamento low-key in queste situazioni. La sua personalissima lettura della Secca, fatta di tubi profondi e di precise levitazioni sulla sezione dell'inside, ha emozionato i locali, che hanno vissuto la sua visita come un regalo. Lo abbiamo intervistato via email, prima della partenza per il Pipe Master sulla North Shore, per fare il punto sulle sue radici mediterranee, sul primo anno nel WCT e su quelle tre giornate di perfezione varazzina.
Thomas Cravarezza

Non tutti sanno che il Mediterraneo è stato il punto di partenza della tua carriera surfistica, vuoi parlarcene?

Sono nato su uno yacht a vela e ho imparato a muovermi in acqua fin da piccolissimo. Nel '89 ci siamo spostati sulla Costa Azzurra. È lì che ho preso le prime onde con una tavola, a 11 anni. Io gareggiavo con gli optimist e intanto surfavo. Ho memorie bellissime della Costa Azzurra, è un posto perfetto per iniziare, l'atmosfera attorno al surf era energetica, ci spostavamo da Cannes, a Nizza fino oltre il confine, per prendere il maestrale. Poi nel '95 sono stato invitato alla National Surf School, riservata a 15 giovani talenti. Allora ho capito che volevo prendere questo sport sul serio e mi sono spostato ad Anglet. Surfare un mare complicato come il Mediterraneo ti insegna molte cose. Impari a essere al posto giusto nel momento giusto e l'importanza di viaggiare.

A proposito di posto giusto. I locali hanno definito 'epica' la mareggiata che hai preso. Che impressione ti ha lasciato Varazze?

Ne avevo sentito parlare ma non l'avevo mai surfata. Che dire? È una secca perfetta, un gioiellino di reef che vorrei portarmi a casa, in Francia, dove le onde sono più grosse ma spesso ventose. Ovviamente le swell oceaniche sono più potenti, visto che il periodo in Mediterraneo non può superare i 10-12 secondi, ma la forma dell'onda è ai massimi livelli sia sul reef principale che sulla destra più giù, nella baia. Mi sono divertito come un pazzo su quelle pareti, per non parlare della sezione tubosa! Non vedo l'ora di tornare!

Che suggerimento daresti a un atleta mediterraneo?

L'unica cosa che manca al Mediterraneo sono le onde grosse. Il mio suggerimento è quello di viaggiare, scegliendo posti con onde 'serie', e imparare a spingere i propri limiti in sicurezza. Ovviamente per farlo serve spostarsi spesso e allenarsi con le persone giuste.

Come sta andando la tua carriera nel WCT? Che aspettative hai sul 2010?

Sta andando abbastanza bene ma è stato un anno strano per me. Le onde sono state terribili e ci sono stati problemi organizzativi. Sono stato sfortunato in alcune occasioni e in altre ho commesso qualche errore quindi adesso sono 29°. Ma non mi lamento. Spero di dare il meglio a Pipe e di ricominciare da capo l'anno prossimo.

Da Varazze a Pipeline' Parlaci di quest'onda e di come affronti la gara più importante dell'anno.

Al momento sono ancora in Francia, ho preferito allenarmi qui sull'Atlantico. Le ultime settimane sono state incredibili, con onde grosse e perfette. Per la gara spero solo che le condizioni siano buone. Non vedo l'ora di surfare Pipe con solo quattro persone attorno. Ho voglia di infilarmi in un paio di tubi a Backdoor e di surfare bene, tutto il resto, inclusa la classifica, è meno importante per me. Ho voglia di divertirmi e di fare free-surf!

In che rapporti sei con Aritz, Tiago, Miki e gli altri dell'euro-force?

Siamo in ottimi rapporti! Non viaggiamo assieme per motivi logistici ma ci supportiamo a vicenda e siamo contenti di quello che stiamo facendo. Finalmente l'Europa si è guadagnata un posto importante nel surf. Quest'anno ci sono più europei che brasiliani e sudafricani nel tour. Non era mai capitato prima.

Come ti alleni? Quali altri interessi hai?

Ho sempre lavorato con un personal trainer ma quest'anno, con tutti gli spostamenti, è stato difficile incontrarci quindi, oltre a surfare più possibile, ho giocato molto a golf. È uno sport difficilissimo, che mette alla prova i tuoi limiti psicologici ogni volta, ne vado pazzo! Tra i miei interessi personali ci sono l'architettura, i vestiti e le riviste di design e di arte.

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