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a cura di NICOLA ZANELLA Condividi SurfNews

UN'INTERVISTA CON DANE REYNOLDS, TRA NEW-SCHOOL E INDOLE 'INDIE'

LOW-KEY COME DAVE NUUHIWA, TIMIDO QUANTO TOM CURREN E SCHIVO COME SOLO IL PIÙ DEVOTO SOUL-SURFER SA ESSERE: NON SERVE VEDERLO IN MARE PER PERCEPIRNE L'AURA. DANE È ANCHE VISIVAMENTE LONTANO DALLO STEREOTIPO DEL PRO-SURFER, TUTTO TRAINING E BIG-EGO, A CUI IL WCT CI HA ABITUATO. KELLY LO HA DEFITO «IL NUOVO VOLTO DEL SURF» MA IL RIFERIMENTO AL PASSATO È QUELLO CHE NE DESCRIVE MEGLIO LA PROFONDITÀ. A 24 ANNI, IL RAGAZZINO DI VENTURA, INCARNA PERFETTAMENTE L'APPROCCIO 'INDIE' CHE SOLO I PIÙ GRANDI, NEL SURF, SI SONO CONCESSI. IN SOLI DUE ANNI HA ATTRAVERSATO INDENNE L'INCUBO DEL WQS ('07), VINTO IL ROOKIE OF THE YEAR ('08) E RAGGIUNTO LA VETTA DELL'OLIMPO COMPETITIVO (ATTUALMENTE È AL 13° POSTO) SENZA STRESSARSI O DOVER CAMBIARE IL PROPRIO MODO DI SURFARE, BASATO SULL'IMPROVVISAZIONE E SU LETTURE 'DIVERSE' DELL'ONDA. CARDIGAN INFELTRITO MOLTO SHABBY CHIC, PANTALONI STRETTI E UNA MAGLIETTA DEI SONIC YOUTH SDRUCITA: LO ABBIAMO INCONTRATO AL QUIK PRO DI HOSSEGOR, DOPO LA SFORTUNATA HEAT CONTRO BEDE DURBIDGE, PER CAPIRE DA DOVE VENGA E DI COSA SI ALIMENTI LA SUA RILASSATA (E VINCENTE) DIVERSITÀ.

Hai lasciato la scuola prestissimo, a 15 anni. Ti sei mai pentito di questa scelta?

No, fortunatamente non me ne sono pentito. Guardando indietro è stata una decisione abbastanza avventata. Mio padre ha spostato la famiglia da Bakersfield (due ore dalla costa) a Ventura pur lavorando a Los Angeles per darmi questa possibilità. Ma non penso che sarei dove sono ora col surf se non avessi lasciato la scuola. Sono stato fortunato. I miei genitori sono stati supportivi, anche perchè all'inizio andavo avanti anche con gli studi. Ero iscritto al famoso 'home-school program', un piano di autoformazione che molti giovani professionisti seguono adesso. Ma è inutile raccontarsi balle, è una cazzata gigantesca. A sedici anni nessuno è motivato a studiare da solo, a sedersi ad un tavolo e fare esercizi che nessuno correggerà. Se non fossi riuscito nel mondo del surf sarebbe stato un disastro!

Che altri interessi hai oltre a prendere onde?

Mi interesso di cultura generale, leggo quello che trovo, principalmente di fotografia, arti grafiche e musica indipendente. Quando non surfo mi occupo del progetto marinelayerproductions.com, un sito che curo assieme alla casa di produzione video con cui lavoro.

Che tipo di contenuti propone?

Arte, grafica, musica. Mi piace scattare foto in bianco e nero e fare riprese. In pratica è una miscellanea di materiale assemblato da me o dai miei amici durante i viaggi. Un diario multimediale. Il computer però mi sta letteralmente uccidendo, visto che per essere creativo servono conoscenze tecniche molto specifiche e questo è quantomeno contraddittorio.

Parlaci del tuo allenamento atletico. Hai un personal trainer che si cura di te?

No, non uso nessun trainer! Quasi tutti nel tour sono intrippati di yoga e stretching e fanno attività parallele. Taylor Knox e Fanning sono dei veri maniaci a riguardo. Fortunatamente io sono ancora giovane e il surf è sufficiente a tenermi in forma. O almeno lo è stato fino a ora! (lo shaper Steve Bell gli porta una baguette con formaggio e pomodori). La francia è un pericolo per la mia linea. Sto ingerendo una quantità enorme di carboidrati sotto forma di panini e birra e inizio ad aver bisogno di tavole un po' più grosse. Per questo nella gara ho usato quello strano fish che hai visto.

Parlaci di questa tavola. Che storia ci sta dietro?

Una volta ho trovato in un negozio una vecchia MTF twin-fin shapata da Al Merrick per Machado. L'ho provata e mi sono trovato benissimo però l'ho rotta quasi subito. Questa è una replica. La particolarità è nei volumi sostenuti e nel tail a coda di rondine molto stretto e sfilato. Io la uso con una piccola pinna trailer centrale. Se le onde sono grosse ha problemi di rail ma in onde fino a 4ft è perfetta. Oggi sarei stato molto più lento con la mia short tradizionale.

Come si svolge la tua routine quando sei a casa?

Molto semplice e simile a quella di tutti i surfisti. Mi alzo, guardo le webcam, faccio colazione e tento di decidere lo spot giusto. Il miglior allenamento per il surf è il surf.. e io non faccio molto altro.

Qual'è l'onda ideale per il tuo stile?

Se vuoi impratichirti nelle manovre estreme serve un'onda ripida e prevedibile. Nella mia zona penso che Rincon sia quella più indicata. Quando riesci a prenderne una buona hai cinque o sei transizioni a tua disposizione. L'onda rimane lavorabile fino alla fine, senza mai chiuderti davanti o rallentare.

Quali parti del tuo corpo sono più a rischio nelle manovre aeree e come previeni gli incidenti?

Le caviglie sono sicuramente le articolazioni più a rischio per il mio tipo di surf. Me ne sono distorta una qui in Francia l'anno scorso e sono stato fuori dall'acqua per sei mesi. Controllare il fattore rischio è l'unica prevenzione. Bisogna saper cadere. Un po' come fanno gli skater quando si ollano una scalinata da 20 gradini. Devi sapere quando scalciare via la tavola e saper rotolare nel modo giusto, senza causarti distorsioni e senza sbattere sul fondale. L'atterraggio è la parte più pericolosa. Se atterri un air sull'acqua piatta rischi di far saltare qualche legamento. Io decido di restare sulla tavola solo se il punto di atterraggio è quello giusto, un ricciolo di schiuma appena formata o una sezione abbastanza soft da attutire l'atterraggio.

Kelly dice che il 90% del suo training pre-gara è psicologico. Come ti rilassi prima di una giornata di heat?

Beh, sinceramente io ho un altro approccio... tento di non pensarci. La sera prima mi vedo con gli amici o con la mia fidanzata, magari bevo un paio di birre. Non sopporto lo spostamento, cioè tutto quel tempo che spreco in aeroporti e in stop-over. Questo mi crea stress.

La tua sezione nel video The Present è stata una rivelazione. Come ti sei trovato a lavorare per un regista 'indie' come Thomas Campbell?

Thomas è una persona molto particolare e non è facile lavorare con lui. Prima di iniziare le riprese ha già una visione molto precisa di come deve venire il prodotto finale e tu sei solo un pezzo del suo grande puzzle mentale. La sezione di action è stata filmata in circa due mesi, anche se è montata come se fosse un solo giorno. Quando le onde erano buone e io ero a Ventura, Thomas veniva a trovarmi e giravamo qualche spezzone. La parte demenziale recitata assieme a Rob è stata invece difficilissima, l'abbiamo provata decine di volte e non andava mai bene. Sono onorato che un artista come Thomas, che fino al video precedente aveva completamente trascurato lo short-boarding, abbia scelto me per rappresentarlo. Per la sezione abbiamo scelto spot particolarmente fotogenici, come quelle riprese dall'alto in cui si vedono onde lente sullo sfondo e bombe overhead dove sono io. È uno spot per longboarders a Ventura, vicino al molo, ma quando le onde diventano grosse la corrente lo rende molto pericoloso, i longboard se ne vanno e così posso surfare praticamente da solo. In quel giorno ad esempio Rincon era più piccolo e perfetto ma abbiamo scelto di filmare qui per praticità. Il bello di Ventura è che offre diversi tipi di spot. È un'area molto diversificata dal punto di vista delle onde.

Non hai mai messo in discussione il lato competitivo del surf?

Si, ci penso spesso, anche perchè non sono mai stato un tipo competitivo. Il tour prende quasi tutto il mio tempo e richiede molte energie ma sono contento di far parte di questa elite. Fortunatamente non baso la mia autostima e la mia felicità sui voti dei giudici. Non mi sento diverso dai miei coetanei solo perchè faccio questa vita. Dal punto di vista della vita privata non mi costa molto, visto che la maggior parte dei miei amici viaggia con me e anche la mia fidanzata mi segue spesso.

Partecipi alle feste durante i vari eventi?

Si certo. Le feste sono la cosa più divertente del tour! Non fidarti di chi dice che non festeggia!

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