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SARD TRECK

a cura di Alessandro Dini Condividi SurfNews

Giovedi 07 novembre

"Pat Towersey... Marcos Anastasio... but... Dave, these guys are not in our team!". Rispondo perplesso e anche un po' stranito a Dave Mailman, uno dei miei boss al marketing Quiksilver Europe. "I know, I don't care: just take Nicola and Manuel with you and go to Sardinia. Tonight!". Questa è stata la sua perentoria risposta. Sembra che una troupe di produzione video, probabilmente la più famosa in Europa (Extreme Video) stia partendo per la Sardegna per fare alcune riprese di quella che sembra essere una grande, epica mareggiata. Mi risulta anche che un surfista californiano (Pat Towersey del team Volcom) sia partito dall'aeroporto di San Diego, meta Alghero via-Fiumicino). Il portoghese Marcos Anastasio, del team europeo Gotcha, arriverà da Lisbona e anche lui atterrerà ad Alghero. Ho appena tempo di preparare il materiale e dare uno sguardo ad un paio di siti meteo per rendermi conto che, almeno sulla carta... pardon, sulla rete, la swell sembra una di quelle toste: macchia rossa sulla costa nord ed ovest della Sardegna. Nicolino ed io (Manuel è partito contemporaneamente da Civitavecchia) prendiamo una nuovissima barca della Moby Lines a Livorno e non sentiamo che poche rollate durante l'intera notta, tanto che mi viene il dubbio che le previsioni abbiano toppato.

Venerdi 08 novembre

Arriviamo ad Olbia che è ancora buio pesto e sbarchiamo sotto ad un vero e proprio diluvio. Troppo presto per chiamare lo zio Enrico (Lodi). Intanto procediamo verso Sassari. A Cagliari un'altro 'zio', Graziano Lai, è andato a prelevare Manuel in areoporto. Poi, arriva la chiamata di Enrico: "Eh, toscanaccio! Qua ci sono almeno due metri glassy, il solito culo eh?". Inutile dire che allietato dalla bella notizia, il piede mi si appesantisce sull'accelleratore... pedal to the metal! Nicola mi stringe un paio di volte il braccio pregandomi di affrontare la strada con più prudenza. Una volta raggiunto Enrico a Sassari andiamo, su consiglio di Vincenzo Ganadu, (l'artista sardo ormai famoso anche oltreoceano per la sua surf art) ad Alghero a surfare uno spot che è stato surfato per la prima volta proprio da me ed Enrico e al quale demmo il nome di El Ventrad. E' un break situato proprio nella piazza di Alghero dove si erge la torre circondata da alcuni cannoni e che rompe solo quando la swell è abbastanza grossa. Unico neo: una fogna esce proprio a lato del point e i primi metri di remata si fanno in un'acquetta non proprio cristallina. Però, basta guardare un centinaio di metri verso il largo per osservare un picco A-frame di rara bellezza, la cui sinistra è più lunga e tubante della destra, pur molto bella. Arriviamo sullo spot sotto la pioggia, ma la vista della line up ci toglie il fiato. Oltre due metri di perfezione con vento da terra. Non abbiamo immagini di questa prima session: pioveva forte e non essendo arrivati neanche i surfisti stranieri, anch'io ho goduto delle straordinarie condizioni. Usciti dall'acqua ce ne andiamo a surfare uno spot pochi km più a sud di Alghero e anche qui, condizioni da paura. Enrico e Vincenzo mi dicono che può rompere anche meglio ma quello che vedo mi impressiona già abbastanza: un point situato ai piedi di una collina che produce una destra perfetta. Il take off non è troppo facile, anzi devi passare rapido davanti ad alcune rocce insidiose e poi continuare lungo la manovrabilissima parete prima del violento inside. Ma la potenza di questa onda non è nulla se paragonata a quella di un break situato circa 300/400 metri più a sud. Enrico mi confida: 'Scoppia su un tavolato di rocce e forma un'onda tubante, potente e molto tecnica. Anche i locals temono molto questo spot, che comunque rompe, così come lo vedi ora, assai raramente'. Impreco perchè sia gli stranieri che Manuel non sono ancora arrivati: sono certo che un pro avrebbe violato con successo quei tubacci potenti. Poi, due locals entrano in acqua, sotto gli occhi preoccupati degli amici: pochi minuti e la prima tavola esce da un wipe out in due pezzi. Un'altra manciata di minuti e anche il secondo surfista deve uscire dall'acqua bastonato dalle condizioni. Intanto, Nicola prende un tubo dopo l'altro e quando esce le sue prima parole sono: 'Ale, ti giuro che nemmeno in Indonesia ho preso così tanti tubi in un giorno solo. Una volta capita l'onda è un gioco da ragazzi' questo spot è ridicolo da tanto che è bello!' La prima, mitica giornata termina in un agriturismo dove una simpatica, grassa signora sarda tenta platealmente di ucciderci a colpi di maialino e bottigliate di Cannonau. Riusciamo ad incassare il tutto con grande disinvoltura e alla fine è la padrona di casa a dare forfait!

Sabato 09 novembre

Il mattino dopo il ritrovo è ai piedi della torre nella piazza di Alghero. La swell è calata, non ci sono più le belle onde di ieri ma Enrico dice che più a sud ci sono ancora belle condizioni. Insieme ai due surfisti stranieri, Marcos e Pat, ci sono anche tre cameramen: l'inglese Greg di Extreme Video, il fotografo americano Matty ed un altro americano team manager di Volcom. Il classico 'You should have been here yesterday' sembra gelarli un po', ma una volta usciti da Alghero, tutta la costa è un ribollire di onde sopra i due metri. Enrico ci consiglia uno spot proprio a nord, dato che sembra essere troppo grosso per molti spot sulla costa occidentale. Surfiamo una baia dove ci sono onde divertentissime, ma non proprio pulite, in attesa che la swell inizi a regolarizzarsi, cosa che avviene il giorno dopo. La giornata si conclude nel garage di Enrico, in pratica trasformato in una galleria d'arte con una ventina di tavole da vero amatore appese ai muri tappezzati da alcune delle più belle opere di Vincenzo Ganadu. Greg è talmente affascinato dalla cosa che mi confida la sua intenzione di usare un dipinto di Vincenzo per la copertina del video che realizzerà.

Domenica 10 novembre

Il mattino seguente decidiamo di dirigerci a sud, verso Oristano. Inutile tentare di descrivervi le sensazioni provate durante il tragitto quando, ad ogni curva, ogni baia, ogni point, onde bellissime ci procuravano fitte dolorose allo stomaco. I nostri ospiti stranieri non credevano che a Oristano avrebbero trovato onde migliori di quelle che ogni due, tre km vedevano scorrerci via e sparire tra gole verdi. Arriviamo al Capo e' nessuno, dico nemmeno un cane in acqua. Possibile?

Onde perfette, le serie più grandi almeno sui tre metri. Sole, poca corrente' boh! Pat, Marcos, Nicola e Manuel schizzano in acqua, seguiti da Graziano Lai (Enrico è rimasto a nord) col suo longboard sottobraccio ed il suo inseparabile caschetto Gath ben allacciato sulla testa. Pat, in una delle prima onde, cerca e trova (vedi sequenza) un perfect tube nell'inside. Marcos cerca manovre verticali, mentre Manuel e Nicola si distinguono per alcuni slash e cut back incisivi. Graziano cerca l'eternità buttandosi su una delle più grandi onde che lo travolge e lo fa riemergere circa una trentina di metri più avanti e vince il premio 'Ruciolone' per il 2002. Si rifarà subito con alcune interminabili surfate dal picco più fuori fino quasi sul tavolato, dimostrando la sua conoscenza dello spot sardo più famoso. In acqua appaiono anche i primi locals, tra cui riconosco Nicola Lanzetta, titolare dell'agriturismo Xenti Arrubia, dove siamo ospitati e dove mangiamo benissmo e uno dei fratelli Costa. Ma altri arrivano velocemente a surfare le belle destre del Capo. Poi, i nostri decidono di remare fino al Minicapo, dove invece ci sono decine e decine di surfisti che si contendono le onde, in costante calo. Il buio cala velocemente su un'altra bellissima giornata di surf. Cambiandoci ed asciugandoci, scambio due chiacchiere con Marcos e Pat che si dicono colpiti dalla bravura di Manuel e Nicola: Pat dice che, non avendo mai surfato prima in Italia, si aspettava un livello decisamente più basso. Marcos, avendo partecipato a diverse gare Espa in Italia, sapeva già che gli italiani non erano così male, ma secondo lui, uno come Nicola Bresciani non farebbe affatto male se partecipase a tutto il circuito europeo e mi chiede se è il migliore degli italiani o se ce ne sono di più bravi. La sera, al Xenti Arrubia, parliamo della possibilità di surfare il giorno dopo, dato che il moto ondoso è in veloce calo, ma Nicola ci dice che secondo lui Sa Mesa ci regalerà qualche onda discreta, soprattutto al mattino presto. Così sarà.

Lunedi 11 novembre

Alle 7 siamo tutti in piedi ed il rapido check allo spot ci fa capire che almeno fino a mezzogiorno potremo surfare senza molti patemi d'animo. Mi abbarbico allo scoglio più avanzato in mare, raggiunto camminando con l'obiettivo in mano e con l'acqua alla vita e mi siedo davanti al picco che si alza sul lato destro di Sa Mesa. I surfisti mi passano davanti a non più di 15 metri di distanza. Nicola sembra il più in forma, ma poi sia Marcos che Pat ingranano la quinta. Manuel prende meno onde, ma è quello che dà più spettacolo, tentando anche di trasformarsi in un Pokemon durante un aerial back side altissimo, troppo alto per essere chiuso. Sul lato sinistro della baia ci sono altri due surfisti, ma le onde sembrano meno lunghe e ripide. In acqua entrano anche alcuni surfisti laziali, tra cui riconosco Claudio Rallo e Santino. A mezzogiorno tutti escono dall'acqua. I nostri ospiti sono davvero felici e dicono che un'ampio spazio alla Sardegna verrà dato nel video che uscirà tra febbraio e marzo e che si chiamerà 'Customs'. Prima di lasciarci, decidiamo di fare alcune foto di contorno: Matty ne ha bisogno per la rivista americana 'Waters' (è nuova, vi consiglio di cercarla perchè il primo numero è stato davvero eccezionale). Greg suggerisce una foto di gruppo dove ogni surfista fa un classico gesto che noi italiani usiamo per esprimerci e così nasce una gag assurda. I nostri amici hanno trovato in areoporto ad Alghero delle t-shirt con una scritta che ha colpito la loro fantasia: 'Sard Treck' e così decidono di indossarle per alcune foto. Greg disegna il logo stampato sulla t-shirt nella sabbia. Alla fine, dopo una mezz'ora buona di scazzate, Nicola, Manuel ed io li lasciamo tutti lì e partiamo per Olbia. Ci aspetta un po' di guida ed una sosta obbligata a Sassari per ringraziare dell'ospitalità e del supporto di Enrico e Vincenzo.

Martedi 12 novembre

Ah, per la cronaca gli stranieri, sono rimasti un giorno in più e hanno avuto anche la fortuna di surfare l'Argentiera al top.


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