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ISOLE FAROE

a cura di Michael Kew Condividi SurfNews

STAGIONE SURF: Maggio-Ottobre

MUTA: 5.4mm con cappuccio, guanti, calzari

CONDIZIONI: Onde da 50cm a 3m

PERICOLI: Ipotermia e forti correnti tra i fiordi

TEMP MEDIA ACQUA: 5-14C° (in estate)

TEMP MEDIA ARIA: 7'20C° (stagione estiva)

VALUTA: 1 euro = 7,4 corone danesi

BUDGET: 50-200 euro/giorno inclusivi di auto a noleggio

PERNOTTAMENTO: samvit.fo

Gunnar, l'amichevole gestore dell'ostello si allunga sulla sedia e guarda fuori dall'ampia vetrata le stringhe di pioggia che caratterizzano questa mattinata alle isole Faroe. «Basta un'ora per vedere tutte quattro le stagioni!» commenta. Le nuvole sulla città sono spesse e scure e il vento fa cigolare le imposte. Venti minuti fa la neve scendeva a larghi fiocchi ma appena un'ora addietro il cielo era di un incredibile azzurro. «Sarà una bella giornata» continua Gunnar, mentre imposta la macchina dell'espresso. «Da quando il National Geographic ne ha parlato, il turismo sta raggiungendo anche le nostre isole in maniera massiccia» racconta Gunnar «la stagione di solito inizia a luglio/agosto, ma quest'anno le prenotazioni sono fioccate fin da aprile». Si sta riferendo ad un articolo comparso nel numero di Dicembre '07 della prestigiosa testata che ha definito le isole Faroe come 'le più interessanti' tra le 111 destinazioni 'alternative' presentate. Pur appartenendo alla Danimarca, le isole Faroe si trovano a nord dell'Inghilterra. Il clima e la distanza dall'Europa le ha preservate dalle folle del turismo per anni. La gente che prima sceglieva l'Islanda o la Svezia per le vacanze ora viene qui, in cerca di quella calma sempre più rara tra le nazioni europee. Così anche l'offerta turistica si sta adeguando e oggi offre un'ampia possibilità di scelta: dall'elegente Hotel Føroyar (hotelforoyar.com) a Tórshavn, il cui costo di una camera varia da 185 a 860 euro a notte al prospicente e più accessibile ostello Kerjalon che propone letti in camerata a partire da 10 euro a notte o il decoroso Bládypi Hostel (hostel.fo), dove una singola costa da 25 a 80 euro. Il vero tesoro delle isole, oltre ai paesaggi incontaminati, sono proprio le tradizioni culturali precedenti al contatto con la cristianità preservate da questo dorato isolamento. Anche la Danimarca, ufficialmente stato sovrano, nonostante i voli della Atlantic Airways. (atlantic.fo) che quotiadianamete la collegano, pare lontanissima dai fiordi delle Faroe. Non assumo caffeina da mesi ma questo sembra il momento giusto per una dose extra di energia. Trangugio la terza tazza di espresso e lascio il tepore dell'ostello puntando verso la costa. Noleggiare un auto presso un'agenzia Avis (avis.fo) o 62°N (62n.fo) a Tórshavn o al Vágar Airport è il modo più comodo per esplorare le isole ma volendo c'è anche una compagnia di autolinee: Strandfaraskip (ssl.fo). La strada asfaltata è in uno stato di conservazione perfetto e segue il contorno dei fiordi e delle baie. Nei villaggi poco fuori dalla capitale i pescatori sono intenti a riparare e armare le lunghe linee di ami che presto caleranno in mare. I centri abitati si susseguono praticamente identici l'uno all'altro. Le strade sono spesso affollate da greggi di pecore, continuamente a rischio di essere investite dalle auto. Mentre aspetto che si tolgano dalla carreggiata mi domando quante ne muoiano ogni anno travolte dai veicoli. La stazione di servizio di Oyrarbakki è un luogo di aggregazione importante. La musica che esce dagli altoparlanti è di solito classica. Ed è proprio mentre sento Beethoven e riempio il serbatoio che una bellissima bionda mi rivolge la parola. «Cosa sono quelle?» indicando le pinne che spuntano dal baule «sono tavole da surf» le rispondo, «ma non mi pare che ce ne siano molte su quest'isola!». Nonostante lo stupore è proprio lei a indicarmi la spiaggia di Eidi. La costa attorno a Tjornuvik Bay, nell'isola di Streymoy è forse la più esposta e consistente di tutte le isole visto il suo orientamento verso nordovest. Buone onde però si possono trovare dietro ogni fiordo lungo gran parte dei suoi 1.115 km di costa, soprattutto nelle isole esposte ad ovest come Vagar e Sandoy. Al mio arrivo la laguna adiacente al villaggio di Eidi è letteralmente sommersa da tronchi di legno. Persino la pavimentazione della città è stata divelta dalle onde. Sulla spiaggia, al posto dei surfisti, ci sono solo greggi di pigre pecore con orecchie marchiate e il pelo dipinto per essere riconoscibili. Una pennellata di verde sulla fronte e una blu sul sedere. Purtroppo il mare è piatto e mi dirigo verso Elduvìk, un paesello di sole 102 abitanti la cui baia pare essere invitante. Una piccola strada mi porta oltre il fiordo, ad una spiaggia di sabbia nera. Il vento è da mare e le onde sembrano troppo piccole per rompere. La caffeina abbandona la sua presa e schiaccio un pisolino. Al mio risveglio la situazione si è capovolta. La cima delle montagne, dietro il fiordo è innevata ma il sole primaverile e il vento da terra rendono invitanti le onde, di circa un metro, che rompono nel lato più meridionale della baia aiutate dalla marea entrante. Ogni set ne contiene quattro. Estraggo la tavola, troppo a lungo dimenticata nella sua sacca, e inizio a incerarla proprio mentre un motociclista si avvicina stupito. Da dietro il casco una voce roca mi chiede «cosa stai facendo?». Rispondo che sto per entrare in acqua a surfare e di colpo il centauro si toglie il casco e mostra un largo sorriso. Dopo le presentazioni di rito Oli mi spiega che in anni e anni di pesca lungo queste coste non ha mai incontrato un solo surfista. Come molti in queste fredde isole Oli si sostenta catturando grossi halibut, un pesce simile al rombo richiestissimo sulle mense dell'Europa settentrionale. Entro in acqua e inizio a prendere queste piccole e pulite onde sotto l'occhio vigile di Oli che attende fino alla fine della session. Mi è capitato molto raramente, nei miei viaggi esplorativi, di desiderare lacompagnia di altri surfisti. Le isole Faroe sono un luogo in cui questo desiderio si è fatto particolarmente insistente!

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