Home Page
SINFONIA IN BLU

a cura di Nicola Zanella Condividi SurfNews

La Surf-Art di Gilberto Piccinini

Cosa attrae un artista verso quelle linee ordinate ed impetuose che conosciamo come 'onde'?

Sono sempre stato un appassionato di mare fin da bambino, ma il mio è un rapporto 'da terra'. Per me il mare era la spiaggia, la natura e la sua bellezza. Come è diventata una passione? È la domanda più bella che potessi farmi! Credo che il mare sia la sintesi di tutto quello che amo di più in questa vita. Il mare con il suo movimento, con la sua energia è diventato per me un ambiente da ammirare in cui desidero immergermi mentalmente e fisicamente. Le onde, con il loro ritmo, mi hanno toccato, a tutti i livelli, sia la mente, che l'anima che il cuore. Dal mare è nata questa mia passione per la pittura e il rapporto con questo elemento è diventato oramai viscerale. Il mare, con la sue manifestazioni più profonde e potenti, rappresenta la sintesi: ci si può spogliare di tutto eliminando l'inutile. Quando è nata questa passione per la pittura ho cercato di creare delle opere dove il tema conduttore potesse essere raccontato e rappresentato in tutti i suoi aspetti, la potenza, la forza, la libertà, la dolcezza, la femminilità, la nostalgia, la solitudine e la felicità. Il mare con i suoi molteplici colori, ora blu cobalto, ora indaco, ora verde smeraldo produce momenti irripetibili ed è mio compito coglierlo e cristallizzarlo in una tela. È emozionante perdersi in questa 'sinfonia blu' che ti sovrasta e ti avvolge. È qui che nasce il mio desiderio, spesso esasperante, di trasportare ed evidenziare sulla tela il flusso perpetuo delle onde marine. Ognuno di noi ha un proprio rapporto con il mare e ne è attratto in modi differenti. Quante volte mi sdraio sulla sabbia e ascolto le onde del mare che scandiscono il tempo! I pensieri sono un po' come le onde del mare. A volte sono tumultuosi, come i frangenti che sbattono contro le scogliere liguri, altre volte sono dolci ed invitanti, come onde che accarezzano mollemente la sabbia srotolando placide. L'onda si rompe, poi torna indietro, pronta a riprendere la sua sfida, si increspa, spumeggia, frange e svanisce. Poi, quando meno te lo aspetti, ti travolge portando con sè nuovi pensieri e riflessioni.

La tua arte trae ispirazione soprattutto dalle onde liguri. Cosa caratterizza questo tratto di costa dal punto di vista pittorico e personale? I tuoi quadri dipingono paesaggi e onde reali o sono luoghi frutto della tua fantasia?

La costiera ligure offre alcuni tra gli scorci più belli d'Italia con scogliere a picco, mare cristallino e paesi arroccati come piccoli presepi. Il mio rapporto con questa costa è splendido; appena arriva un week-end libero, la voglia di scappare dalla città e rifugiarsi in questo paradiso diventa irresistibile. I suoi paesaggi coinvolgono e stupiscono ogni volta. Variano nella loro intensità di rappresentazione, vuoi per la luminosità, vuoi per la configurazione dei toni del blu e del verde. Di questi paesaggi mi faccio spettatore rimanendone incantato anche per ore. E questo essere 'sul mare', sentirne lo sciabordio e il rumore, annusarne il profumo, ha un ruolo molto importante nella mia serenità e nel mio equilibrio. Allora cerco di fissare nella mente questi eventi affascinanti e temporanei che proprio per la loro eccezionalità meritano di essere colti e trasposti su tela. Questo flusso di emozioni mi accompagna fino al momento in cui, al rientro a Milano, cerco di realizzare una sintesi fra ciò che ho visto e le emozioni provate. Da qui nascono quadri che difficilmente rimangono ancorati alla realtà ma cercano di rappresentare quella esplosione di creatività che nasce da forti emozioni. «Ma sono onde reali o frutto della fantasia?» quante volte mi sono sentito fare questa domanda dai surfisti! Di solito parlo poco dei miei lavori perchè mi piace che ognuno, guardandoli, crei la propria storia, trovandovi un propria collocazione fisica. Il mare ha sempre rappresentato il tramite per una clamorosa uscita da se stessi. La solitudine è una condizione dell'uomo che si infrange raramente ed è la condizione umana per eccellenza.

I surfisti trovano i tuoi quadri eccezionalmente realistici, nel senso che colgono aspetti delle onde che solo chi le frequenta da vicino può riconoscere. Che tecniche pittoriche utilizzi per ottenere questo risultato?

Utilizzo una tecnica classica con pennello, lavoro solamente con colori a olio e dipingo su tela. Mi piace molto giocare con gli effetti tonali, alternare luci e ombre, con pennellate brevi intervallate da pennellate lunghe e fluide. La vera difficoltà è quella di fermarsi a un certo punto per evitare di uccidere la spontaneità. E' difficile riuscire a capire quando smettere di dipingere; magari questo dipende dal fatto che non ho una ricetta precisa per arrivare al quadro che voglio fare. C'è un momento in cui dico basta e ritengo il quadro finito. Sono una persona avida di emozioni, voglio trasmettere emozioni, sono per una pittura più evocativa che descrittiva, nonostante i miei soggetti possano sembrare di un realismo minuzioso. Desidero 'cogliere l'attimo': la raffica di vento, le luci e le ombre sulla parete di un tubo, i riflessi mutevoli dell'acqua.

Il Mediterraneo è da sempre fonte di ispirazione per gli artisti europei. Quali sono i pittori che ti hanno maggiormente influenzato in questo rapporto visivo con il mare?

È destino umano abitare 'un mondo' e il mio mondo è questo. La luce mediterranea ci appartiene, fa parte del nostro DNA, perché in essa sono nate le civiltà di cui noi europei siamo gli eredi. Il mio pittore preferito è Turner; la sua pittura è impressionista e propone un continuo conflitto uomo-natura. La natura prevarica sull'uomo, piccolo nei confronti di una potenza enorme. In generale mi hanno sempre affascinato i pittori legati al Romanticismo. Hanno rivoluzionato l'uso dei colori, dove i toni più scuri tendono a scomparire a favore dei toni più lievi che contrastano con le ombre complementari. Nei loro dipinti esiste un continuo gioco di ombre e intrecci di colore ma quello che mi sorprende di più è la loro capacità di fissare su tela lo scorrere del tempo, il volgere delle stagioni. Il mio mare preferito ovviamente è il Mediterraneo. Nessun mare al mondo offre tanta varietà di spunti.

Hai mai pensato di avvicinarti alle onde come surfista? Come vedi questo sport, a metà tra pratica atletica e meditazione?

In questi ultimi anni la tappa preferita dalla mia famiglia è stata Levanto. Ricorderò sempre il primo incontro con il surf. Era inverno, appena svegliato ho aperto le persiane e ho chiesto a mia moglie: «ma cosa sono quei puntini neri in mezzo al mare?». Era la mia prima volta a Levanto e molte cose, fra cui la pratica del surf, mi erano sconosciute. Andammo sul lungomare e mano a mano che ci avvicinavamo al centro della baia quei puntini neri prendevano corpo. Erano surfisti, decine e decine. C'erano macchine e furgoni con targhe da tutta Europa. Fui catturato dalla passione di questi ragazzi che, con pazienza infinita, rimanevano in attesa dell'onda giusta. E subito nacque una sincera ammirazione per questo sport visto che ne condivido, in un certo senso, l'ambito artistico! Dev'essere un'emozione unica sentirsi liberi in mezzo al mare ed interagire con forze come le onde. Rimasi in religioso silenzio guardandoli surfare. Immaginavo anche quali potessero essere i loro pensieri durante l'attesa, quali fossero i meccanismi del loro abbandono mentale e fisico. E poi via, in un attimo l'onda giusta, il lasciarsi scivolare nella forza del mare e la sorpresa di riemergerne rigenerati. È stato in quel momento che ho toccato con mano la metafora mare-vita, che poi è alla base della nostra cultura se pensiamo ad opere come l'Odissea, l'Eneide, le poesie di Montale. Se sei pronto ad assecondarne la forza, anche la più distruttiva delle tempeste può essere fonte di vitalità e bellezza.

Ringraziamenti.

Voglio cogliere l'occasione per ringraziare Antonella, mia moglie, che con tanta pazienza 'sopporta' e 'supporta' questa mia grande passione per la pittura. E poi la gioia della mia vita, Michele, 8 anni, il mio primo critico e fan; è da lui che arrivano le più semplici e genuine illuminazioni.

Ricerca SurfNews
Articoli
THE MYANMAR ITINERA

Storie di cambiamento e repressione armata in Birmania

Rangoon, ...
DA TAIPEI A KENTING

Le altre onde dell'altra Cina

Taipei, agosto '08. ...
QUARANT'ANNI IN UN GIORNO

L'epopea del surf in Italia raccontata dai suoi protagonisti

Abbiamo ...
ISOLE FAROE

STAGIONE SURF: Maggio-Ottobre

MUTA: 5.4mm con cappuccio, guanti, ...
SINFONIA IN BLU

La Surf-Art di Gilberto Piccinini

Cosa ...
Archivio magazine »
Scarica gratis Surfnews Magazine