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SUD AFRICA

a cura di Paolo Perucci Condividi SurfNews

Un lungo volo ci porta da londra a Johannesburg, dove atteriamo la mattina alle sette, temperatura ' 1 C°, del resto è normale in questo periodo dell'anno. Fortunatamente siamo solo in coincidenza per Durban dove arriviamo in tarda mattinata, una giornata splendida, qui la temperatura è ben più alta, 25 gradi. La Natal Coast ha un clima subtropicale, Il clima a Durban è mite anche in inverno (marzo-settembre), basti pensare che le case non hanno neppure il riscaldamento e che le statistiche parlano di 230 giorni di sole all'anno. In estate (ottobre-febbraio) le temperature oscillano da 20 a 30 C° mentre d'inverno non scendono mai sotto i 10 C°. Grazie alla corrente calda del Agulhas, l'acqua del mare a Durban non scende quasi mai sotto i 20 C°. D'inverno la mattina può essere 'pungente' e richiedere una muta 3.2 a maniche lunghe. D'estate si surfa in pantaloncini.

Contraddizioni

Come descrivere il Sud Africa senza cadere in contraddizione? E' impossibile vista la complessità culturale e la grandezza di questo continente, così incredibilmente bello ed allo stesso tempo afflitto da guerre civili, fame e miseria. Chi visita il Sud Africa rimane sconvolto dalla bellezza pristina e dagli ampi spazi. Uno degli aspetti positivi del 'primo mondo' è il costo della vita. Il Rand sudafricano fluttua molto ma il cambio con l'Euro è sempre estremamente favorevole, al momento del nostro viaggio un euro equivale a circa 100 rand, per poche centinaia di rand si mangia in ottimi ristoranti. Il vino così come la carne sono al top mondiale per qualità.

Il surf

Natal Coast è la regione attorno Durban. Durban ha circa un milione di abitanti. Nonostante i 2800 km di costa Sudafricana, la maggior parte dei surfisti affollano i break urbani. Ci sono tantissimi spot fuori dalla città raramente surfati. I Durbanites (gli abitanti di Durban), non amano guidare, specialmente spostarsi alla ricerca di onde, ed è molto comune vedere trenta persone in acqua a New Pier con onde piccole e glassy, mentre a quaranta minuti di macchina potresti essere a Greenpoint con due metri tubanti e solo tre persone sul line up. Mi hanno sempre raccontato di questo fenomeno ma francamente non ci ho mai creduto, almeno fin che non ho visto di persona. Dov'è l'inganno? Perchè la gente preferisce surfare un affollato beachbreak? Parte della ragione sta nel fatto che fuori dalle città non ci sono le reti (shark nets per capirci) che, in teoria, proteggono dagli squali. Il 75% degli attacchi di squali avviene in zone non protette dalle reti. E' sufficiente spostarsi dal centro di Durban e da i suoi pier e fare qualche chilometro a sud o a nord per trovare veri tesori surfistici. Le foto che vedete sono tutte scattate negli spot cittadini, semplicemente perchè molti degli spot più esposti lungo la costa erano maxed out (troppo grossi) durante questa swell.

Questa swell

Il destino ha voluto che capitassimo in Sud Africa durante quella che una rivista americana ha descritto come 'the swell of the decade', del resto giugno e luglio sono i mesi più consistenti in Sud Africa (in media 80% di giorni con onde), basti pensare che in questo periodo si svolgono due tappe importanti del World Tour. In due settimane a luglio (le foto sono scattate nei giorni dal 20 al 23 luglio circa) questa swell ha generato condizioni epiche un po' su tutta la costa creando nuovi spot e rendendone impraticabili altri. Chi possedeva una 7.0 nel proprio quiver non ha esitato ad usarla e chi non l'aveva si è affrettato a procurarsene una. I beach break cittadini di Durban si sono trasformati per giorni in incredibili tubi perfetti e potentissimi, i pontili si sono riempiti di fotografi e di spettatori allibiti. Per noi è stata un esperienza memorabile ed un piccolo assaggio di ciò che il Sud Africa può offrire.

Shark Board

Durante il mio soggiorno in Sud Africa ho visto sardine, delfini, balene ma devo essere onesto, di squali neanche l'ombra. Io sono terrorizzato dagli squali. La presenza di squali a Durban è monitorata costantemente dallo 'Shark Board', un dipartimento di esperti che studiano questo animale ed il suo comportamento in maniera scientifica. Anche il controllo delle reti è di loro competenza. Se ci si allontana dalla città la situazione cambia e bisogna stare più attenti, soprattutto se il mare è popolato di sardine, perchè queste attirano gli squali. Anche la migrazione delle sardine è tenuta sotto controllo e vi assicuro che ogni surfista ne è al corrente. Surfare uno spot dove sono stati avvistati banchi di sardine è da pazzi. L'unico consiglio è di informarsi sempre sulla situazione locale, non surfare da soli ed evitare il tramonto specialmente in posti che non conoscete. Io parto sempre dal presupposto che se non c'è nessuno in acqua deve esserci un motivo!


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