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ISLANDA

a cura di Tim Nunn Condividi SurfNews



Geiser attivi, paesaggi mozzafiato ed onde perfette che frangono ai piedi di coreografici vulcani: l'Islanda è senza dubbio una delle destinazioni surfistiche più affascinanti e meno gettonate del pianeta. La prima spedizione ad esplorare le sue onde è stata patrocinata da Surfer Magazine che nel 1997 spedì Robert Weaver, Donovan Frankenreiter e Mark Renneker in questo avamposto surfistico. Nonostante la distanza dall'Europa, l'Islanda è una nazione incredibilmente moderna ed efficiente. Anche se misura un terzo dell'Italia in estensione, ospita appena 320 mila abitanti. La bassissima densità (3,1 abitanti per km²) ha permesso all'ambiente costiero di restare perfettamente pristino e privo di inquinamento. Situata all'estremo nord dell'Oceano Atlantico, si trova a cavallo tra la placca europea e nordamericana, due continenti che si stanno allontanando causando, quasi quotidianamente sommovimenti sismici. Come in tutte le isole di recente formazione i vulcani sono una presenza costante. Le fonti calde dal profondo della terra emergono in fumanti pozze sulfuree dove è possibile, dopo una giornata in mare, fare rigeneranti bagni termali. La posizione appena sotto il Circolo Polare Artico la rende una destinazione surfistica affidabile soprattutto in estate, quando la gran parte delle coste europee è tagliata fuori dalle mareggiate atlantiche che sfilano ai margini settentrionali dell'alta pressione. Ovviamente sono le coste occidentali e meridionali quelle più sfruttate dai surfisti. È qui che si fa sentire la corrente del golfo, la stessa che interessa con acqua relattivamente calda le coste nordeuropee. La temperatura in mare qui raggiunge i 14 C° in estate ma scende fino ad 8C° in inverno. L'aria, invece, raggiunge i 20 C° nei mesi estivi, mantenendosi in media attorno ai 13C° tra giugno e settembre. L'inverno è praticamente off-limits per i surfisti visto che le tempertature medie da novembre a marzo restano nel range tra +3 e '3C° e possono scendere molto al di sotto dello zero. La costa settentrionale, pur ricevendo una invitante dose di onde, non gode dello stesso clima. Anche nei mesi caldi l'acqua raramente supera i 5C° e d'inverno il mare si trasforma in una lastra di ghiaccio spazzata da venti gelidi. Dal punto di vista surfistico l'isola è divisa in quattro aree. La più sfrutatta è la penisola di Reykjanes che, grazie alla vicinanza con l'aeroporto di Keflavik, funge da porta di accesso per tutti i surfisti in arrivo sull'isola. Sandvik, sulla costa occidentale della penisola, è uno dei beachbreak più consistenti. Riceve gran parte delle mareggiate estive producendo onde divertenti e tubose. La stessa zona offre anche un numero imprecisato di potenti e deserti reefbreak che frangono su un fondale di lava. Quindici chilometri a sudovest di Sandvik, lungo la costa meridionale della penisola, si trova Grindavik, un piccolo villaggio di pescatori con svariate onde di qualità, principalmente reefbreak. La condizione migliore per quest'area si ha con mareggiate da sud e vento settentrionale. Anche la punta nordoccidentale della penisola ha ottimi reef e point, in particolare attorno alla cittadina di Gardur. Questa costa necessita di mareggiate di una certa entità ed offre parziale riparo dai venti meridionali. La parte più orientale della penisola è il luogo di ritrovo per la piccola comunità surfistica islandese. Il loro home-spot si trova dietro il porto di Porlakshofn. L'onda più frequentata è il lungo point destro che frange, anche con piccole mareggiate, di fronte al faro. Questa zona dà il meglio di sè con venti dai quadranti occidentali e settentrionali (da SO a N). Surfare la penisola di Reykjanes è logisticamente facile. La maggior parte dei surfisti trova sistemazione nella capitale Reykjavik, che dista 30-40 minuti di auto da tutti gli spot. Anche Keflavik è un buon punto di partenza. Pur essendo molto vicina agli spot occidentali, questa cittadina dista oltre un'ora di auto dalle onde di Porlakshofn. Entrambe le città offrono tutto quello che serve ad un turista: hotel, ristoranti e vita notturna. L'unica cosa che manca sono i surfshop, visto che solo negli ultimi 4-5 anni si è sviluppata una piccola scena surfistica attorno alla capitale. Anche la costa meridionale dell'isola offre onde di qualità su spiagge di sabbia nera con sullo sfondo vulcani bellissimi. Gli spot più accessibili sono nell'area di Vik e Hofn, due cittadine in cui si possono trovare sistemazioni di vario tipo. La costa, fuori dai due centri urbani, è deserta quindi serve un'auto 4X4 per esplorarla. Le gelide coste orientali e settentrionali dell'Islanda costituiscono un vero 'buco nero' nella mappa surfistica. Alcune onde sono state surfate ma la maggior parte degli spot ancora non sono stati identificati. La cittadina di riferimento, per chi fosse interessato ad intraprendere questa avventura, è Husavik, una vecchia stazione baleniera vicina a svariate spiagge. La rete stradale in Islanda è eccellente. La viabilità è assicurata anche in inverno, nonostante le insistenti precipitazioni nevose. Un'ultima avvertenza riguarda i prezzi. L'Islanda è la nazione più costosa d'Europa. Ci sono anche alternative economiche, come il campeggio libero (serve una buona attrezzatura da montagna) o gli ostelli (circa 15 euro a notte) ma gli hotel in capitale costano di media 50 euro a notte ed un pasto nei ristoranti a fatica scende sotto i 30 euro. Ciò che questa isola offre a livello di onde e di paesaggi è comunque impagabile.

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