Home Page
PIOGGIA ROSSA ' ONDA LUNGA

a cura di Luca Onorato Condividi SurfNews

Struttura, surfabilità e segreti dello Scirocco

In questo articolo analizziamo una delle configurazioni meteomarine più attese dai surfisti che vivono lungo le coste meridionali ed orientali della penisola. Stiamo parlando del tempo da Sudest, conosciuto in tutto il Mediterraneo come Scirocco. Va detto fin da subito che questa condizione meteorologica è, assieme al Libeccio, la più rara alle nostre latitudini. L'intensificazione delle correnti lungo l'asse Sud-Nord, tipica dello Scirocco, comporta infatti un potente scambio di calore tra zone geograficamente lontane e climatologicamente differenti come Europa Continentale e Deserto del Sahara. Assistere al formarsi di una grossa sciroccata, seguire la sua evoluzione sulle mappe ed infine surfare le sue lunghe e spaziate onde, è uno dei regali più piacevoli che il Mediterraneo può fare alla comunità surfistica. Peccato che l'incidenza di questo vento dal nome arabeggiante sia veramente minima. Lo Scirocco, se degno di tale nome, può raggiungere le nostre regioni una media di 10, massimo di 20 volte all'anno per un totale di 30-40 giorni di onde surfabili. Gli effetti sul clima della nostra penisola sono, però, tra i più eclatanti e vanno ben oltre le tanto attese mareggiate. Allo Scirocco sono imputabili le coreografiche piogge rosse e le pericolose inondazioni che colpiscono il Nord Italia e la Francia Mediterranea. L'alluvione che nel Novembre del 1964 mise in ginocchio Venezia e Firenze, o quelle più recenti della Pasqua del '98 costituiscono esempi lampanti della sua potenza. Per farci un'idea del rispetto portato dai naviganti a questa situazione meteorologica basta sfogliare gli 'Avvisi Patrii' una vera miniera di informazioni sulla meteorologia risalente al XVIII secolo. «Questo scontro di venti settentrionali e meridionali, alti e bassi» racconta una nota del 11 Marzo del 1783, «è foriero di un gran lume oscuro a cui l'autore non sa dare altro nome che di Aurora Sanguigna, che non tocca mai l'Orizzonte ed illumina però le case e le torri rivolte ad essa». L'autore conclude il suo 'report' dalla Laguna Veneta proprio con una preoccupata nota sullo stato del mare, «la procella cacciò i bastimenti in terra, inondò tutta Venezia e facea tanto rumore che si credea terremoto». Pare di sentire le onde frangere sulle spiagge dell'isola del Lido! Al di là del mito, tentiamo ora di analizzare la radice di tanta ondifera veemenza.

DINAMICA E STAGIONALITA'

Per avere un quadro chiaro, dobbiamo iniziare la nostra analisi dai lidi più meridionali, dove il respiro caldo del Deserto del Sahara entra in contato con la massa d'acqua del Mediterraneo. E' bene ricordare che lo Scirocco può avere due facce differenti che si mostrano a seconda della stagione, entrambe strettamente relazionate al clima africano. La prima è più temperata e secca, tipica dei periodi caldi, la seconda si presenta più umida e piovosa ed è legata all'arrivo della stagione fredda. La prima configurazione è, delle due, la più rara visto che è legata solo al periodo estivo. In questo caso la massa continentale africana spinge ondate di calore verso le regioni dell'estremo Sud, facendo alzare la temperatura fino a 40 C° e favorendo il divampare dei pericolosi incendi. Con il sopraggiungere dell'Autunno e dell'Inverno questa tendenza sparisce ed i venti di Scirocco assumono di nuovo i tratti perturbati che i surfisti conoscono bene. Con il raffreddamento autunnale le correnti occidentali si quietano e l'Europa tende via via a raffreddarsi. Il diminuire delle ore di luce, e la presenza della neve sul suolo, creano così un'estesa campana di alta pressione. Tale configurazione risulta tanto più stabile e persistente sull'Europa centro orientale quanto più il raffreddamento è elevato. La robusta alta pressione può sospingere infatti ondate d'aria fredda e continentale dalle pianure orientali verso le coste settentrionali del Mediterraneo. Può succedere, così, che proprio una di queste ondate di aria più fredda entri in contrasto con l'aria calda posizionata in prossimità delle coste africane o in arrivo dal vicino atlantico, innescando una o più circolazioni depressionarie sui settori meridionali. Una volta attive, queste ultime, tendono a risalire verso Nord-Est, spesso posizionandosi tra la Corsica ed il Golfo Ligure ed interessando, a seconda della traiettoria tenuta, le isole maggiori, i bacini tirrenici, ionici, ed infine quelli adriatici con onde di buona qualità. Tale configurazione è più ricorrente (a seconda degli anni) nei mesi autunnali (particolarmente fortunato fu l'Autunno '06) e primaverili e risulta quasi assente in Estate. La Primavera appena trascorsa, ad esempio, ha proposto almeno quattro episodi interessanti (ad esempio il 22-23 Aprile o il 16-17-18 Maggio) che hanno interessato, un po' atipicamente, quasi solo l'Alto Adriatico dalle Marche al Veneto. Durante l'Inverno la frequenza dello Scirocco cala, lasciando il posto alle fredde correnti settentrionali di Bora e Maestrale. Proprio nelle sue rare comparse invernali, però, il vento da Sudest, scorrendo sopra lo stato preesistente freddo, può dare copiose nevicate che occasionalmente si spingono fino al mare (pensate al recente caso di neve caduta sulle spiagge della Liguria nel Gennaio di quest'anno). Indipendentemente dalla stagione, lo Scirocco presenta un comportamento riconoscibile e prevedibile. Si propone dapprima sulle coste tirreniche e poi su quelle adriatiche, dopo circa 48 ore dalla formazione del minimo sul Mediterraneo occidentale. Il flusso generato può persistere per 36-72 ore. Tale impulso risulta accompagnato da un fetch di notevole luinghezza: 1000km dall'Algeria al Mar Ligure, circa 600km dall'Albania all'Adriatico Settentrionale e oltre 900km dal Golfo della Sirte alle coste ioniche di Puglia, Calabria e Sicilia Meridionale. Tuttavia lo Scirocco trova lungo il suo percorso un gran numero di ostacoli naturali. I venti che durante le fasi di intenso peggioramento in media soffiano con intensità di 25-30kt, spesso si incanalano per strettoie come i Canali di Sicilia e Sardegna, lo stretto tra Isola d'Elba e Piombino ed il Canale d'Otranto che ne rinforzano significativamente l'intensità modificando anche qualità e direzione delle onde. Tra le coste della Toscana e della Corsica questo effetto strettoia si verifica con particolare frequenza causando problemi ben più seri di un surftrip andato male. È ancora vivo il ricordo dell'Estate '06 quando una sciroccata prevista di moderata intensità, si trasformò in una tempesta con venti ad oltre 35 nodi causando seri problemi agli equipaggi impegnati in una regata velica in quel tratto di mare.

CONDIZIONI METEOMARINE

Oltre che per le onde, le sciroccate primaverili ed autunnali sono famose per le avverse condizioni meteoclimatiche. A differenza del 'luminoso' Maestrale, che sempre lascia qualche spiraglio di sole tra le sue veloci nuvole, lo Scirocco copre il cielo per giorni (in particolare al Centro-Nord) con la su cappa scura, non trascurando di far cadere impetuosi scrosci proprio durante le surfare più divertenti. Queste perturbazioni ad ampio raggio (tra cui ricade anche il Libeccio) richiamano infatti aria calda africana che tende ad inumidirsi risalendo il Mediterraneo. È propio questa umidità che viene scaricata sotto forma di pioggia o neve quando la barriera alpina la colstringe ad alzarsi ostacolandone l'avanzamento. Ricordiamo la drammatica Pasqua del 1998 quando oltre 20 persone trovarono la morte sulle strade del Meridione Francese a causa di fenomeni alluvionali, oppure l'ottobre 1990 in cui la pioggia ha raggiunto picchi di oltre 300 mm/24h nella zona di Nimes. Le cause di tanta inclemenza meteorologica sono inoltre da ricercare nell'azione di blocco anticiclonico esercitato dal Continente Europeo. In queste situazioni, le copiose precipitazioni producono il fenomeno delle 'piogge rosse', che sono legate a tempeste di sabbia sahariana, sospinte verso Nord per un migliaio di chilometri dalle correnti sciroccali.

STRUTTURA ED EVOLUZIONE

Durante un tipico evento da Sudest, analizzando la mappa di pressione al suolo, si noterà la presenza di varie circolazioni depressionarie a cui è contrapposto un anticiclone localizzato sull'Europa Sudorientale. A queste strutture al suolo corrisponde un'estesa saccatura in quota, con asse da Sudovest a Nordest (dalla Penisola Scandinava alla Spagna o addirittura fino al Marocco), caratterizzata da una discesa di aria polare lungo i meridiani in grado di spingersi fin sotto il 35°parallelo. Tale circolazione innesca conseguentemente un ritorno di aria extratropicale che, trasportata da un forte flusso in quota, risale lungo il Mediterraneo occidentale spingendosi fino all'Europa Centro-settentrionale e facendo sentire la sua influenza anche nella Penisola Scandinava. Analizzando l'andamento della pressione al suolo ed il movimento della depressione verso il Continente Europeo, si può evidenziare la formazione di una circolazione sottovento alla Penisola Iberica, tra le Baleari, il Mare di Alboran e l'Algeria. Tale minimo secondario si approfondisce significativamente nel suo percorso sul Mediterraneo Occidentale, favorendo così un rinforzo del gradiente da Sud a Nord. Inoltre, la sua avanzata verso Est è ostacolata dalla presenza dell'anticiclone posizionato sull'Adriatico e le Alpi, che, facendo azione di blocco, causa un ulteriore infittimento delle isobare sulle mappe ed un deciso rinforzo del vento. Il fronte freddo (segnato in blu nelle mappe) proviene da Sudovest ed è anticipato da un ampio settore caldo associato ad un flusso umido e perturbato. Il Fronte nel suo movimento verso Est si porterà a ridosso della Sardegna occludendosi (fase di maturità ed indebolimento della struttura) nella sua parte settentrionale, mentre la sua parte calda avrà ormai raggiunto le regioni centro settentrionali. Con il passare di 36-48 ore l'intera circolazione va perdendo vigore, se non è alimentata da altra aria fredda. Allora i rovesci che hanno caratterizzato i primi due giorni diverranno meno intensi. In questa fase il barometro tenderà a risalire gradualmente nonostante le precipitazioni. Anche i venti inizieranno gradualmente a calare di intensità e ruotare dai quadranti orientali. Analizzando il satellite, in questi casi è possibile evidenziare un'estesa copertura nuvolosa sul Mediterraneo Centrale che è associata al fronte freddo ed occluso (in particolare dalla Sardegna al Tirreno e Francia Meridionale) ed un attiva zona calda in avanzata verso Est (fronte caldo) associata a fenomeni precipitativi più attivi sulle zone alpine e adriatiche.

SURFABILITA' E SEGRETI

Le Sciroccate possono essere accompagnate, soprattutto nelle prime fasi, da onda corta e alta, difficilmente surfabile nelle spiagge esposte ed accompagnata da fastidiosi rovesci che riducono la visibilità in mare. Il moto ondoso diviene dominante dai quadranti sudorientali il secondo giorno d'evento, producendo onde di dimensioni maggiori, che possono essere però ancora influenzate dalla presenza di vento rafficato. Il terzo giorno, di solito, è quello che regala le onde migliori. Grazie al lungo fetch, il periodo (cioè la distanza in secondi tra una cresta e quella successiva) può raggiungere i 10 secondi in Tirreno (dalla costa del Lazio Settentrionale fino alla Liguria), i 12 secondi in Ionio (Da Malta al Canale di Otranto), ed 8-10 in Adriatico (dalle Marche fino al Friuli) rendendo possibile la focalizzazione di spot di qualità come point e reef. Onde come Bova in Calabria, Sciacca in Sicilia, Chia in Sardegna, Il Curvone in Puglia, Ansedonia in Maremma, Banzai Sinistro in Lazio, La Nave nelle Marche, Adria Jetty in Romagna e Punta Sabbioni in Veneto (solo per nominare i pointbreak più famosi) danno il meglio di se' in queste condizioni e possono essere surfate per 12-36 ore. Nella fase terminale dell'evento il moto ondoso cala a partire dal Tirreno tendendo a ruotare dai quadranti orientali. Occorre notare che le regioni settentrionali (Liguria, Corsica, Toscana, Emilia Romagna), soprattutto con l'avanzare della stagione fredda, subiscono un ritorno di venti nordorientali molto rafficati ed instabili che possono compromettere la surfabilità delle onde. Il caso delle coste romagnole è lampante. Se la bassa pressione si posiziona a Sud della Corsica (ad esempio sulla Sardegna) il 'pericolo Bora' sarà molto reale. Le correnti nordorientali infatti spingono lungo l'Adriatico corte onde generate nel Golfo di Trieste, troppo piccole per essere surfate ma sufficienti a rovinare il periodo della sciroccata creando fastidiose irregolarità sulla parete dell'onda. Un'altra componente decisiva per la surfabilità delle mareggiate da Sudest è l'indice di marea. Nonostante la marea 'media' sia quasi nulla nel nostro bacino, ci sono zone come l'Adriatico e lo Ionio, in cui il livello dell'acqua subisce escursioni di 50-80cm, legate alla luna (le tipiche maree) o al rapporto tra bacini contigui (come Ionio e tirreno uniti da correnti di superficie e di profondità amplificate dallo Stretto di Messina). Le onde con periodo corto (sotto i 5 secondi) sono surfabili con maggior successo su fondali bassi e sabbiosi mentre le onde migliori, cioè con periodo superiore a 6 secondi, danno il meglio di sè con marea entrante o piena e fondali che degradano velocemente. Un'altra nota importante va fatta sulla effettiva attendibilità dei modelli di previsione delle onde presenti in rete. Molti di questi elaborano la previsione dell'altezza media tenendo conto solo della forza del vento e non della propagazione sul mare della mareggiata. In condizioni di fetch esteso, come spesso capita con lo Scirocco, le previsioni possono a volte 'sottovalutare' la misura della mareggiata nel terzo giorno dell'evento, ingannate dall'assenza di vento. Sarebbe importante confrontare le previsioni dell'altezza media con quelle del periodo. Peccato che nessun modello al momento in rete fornisca questo importante dato e che il numero delle boe di rilevamento nel Mediterraneo sia drasticamente basso. Un ultimo nemico delle nostre surfate è la pioggia. Se intense precipitazioni cadono sul bacino di mare interessato, le condizioni di onda saranno quasi certamente minori di ameno di un ordine della una scala Beafourt rispetto alle previsioni.

Ricerca SurfNews
Articoli
PIOGGIA ROSSA ' ONDA LUNGA

Struttura, surfabilità e segreti dello Scirocco

In questo ...
LATITUDINE PELLE

Il surf, il sole, il dove

Sono molti i fattori che influenzano la ...
WORLD PRESS PHOTO 2008


Come ogni anno, nel mese di Febbraio, si celebra il rito del World ...
BELIEVE

Una pellicola per chi non ama i surf-movie

I surfisti, negli ultimi ...
PERCORSI BINARI


Da Ortona a Vasto un itinerario Multimediale per salvare la Costa dei ...
QUATTRO ANNI DI ALAIA


Una ricerca antropologica sulle radici dello stile moderno

Alcuni ...
SURFWISE


Dalle Hawaii alla Striscia di Gaza la saga surfistica della famiglia ...
TE-AHU-UPO O

Un muro di teschi, due isole, una gara

'Camminando nelle vicinanze ...
MARE MONSTRUM


Un viaggio inchiesta attraverso le migliori onde e le peggiori acque ...
DIGNIDAD Y OLAS

Da La Havana a Baracoa, le ultime onde dell'era Fidel

Antimperialismo, ...
TANZANIA

La colpa di essere qui

Il fuoristrada carico di tavole e corpi ...
IL PROGETTO REEF REDEMPTION

Sostenibilità, produzione pulita e coinvolgimento del mercato nelle ...
Archivio magazine »
Scarica gratis Surfnews Magazine