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a cura di Tommy Leitch Condividi SurfNews

Una pellicola per chi non ama i surf-movie

I surfisti, negli ultimi anni, sono stati letteralmente bombardati da pellicole di surf. Ne trovano ovunque: allegate alle riviste, in internet, e persino in omaggio assieme a capi d'abbigliamento, ma la loro qualità è spesso bassa. La tecnologia ha dato a chiunque la possibilità di produrre immagini digitali, spesso traballanti e malamente esposte, e di assemblarle con qualche pezzo musicale alla moda, dandosi arie da gran regista. Ovviamente non tutto è da buttare nel mondo dei surf-movie. Ma stiamo parlando di poche eccezioni ad una triste regola. Fortunatamente alcune produzioni rompono questo trend, abbandonano la strada patinata dei video commerciali e creano qualcosa di diverso: è capitato con Morning of the Earth, Glass Love, Litmus, Second Thoughts ed ora anche con Believe.

«Ho tentato di dipingere il surf australiano a 360°, discostandomi dagli stereotipi commerciali che lo hanno portato nel giro di poche generazioni sull'orlo del baratro, omogeneizzandone il messaggio e svendendo al miglior offerente» racconta il regista Mick Waters parlando della sua creazione. Nonostante la portata del progetto, il suo resta un film semplice, senza effetti speciali, che parla di sogni e di rispetto per le radici del nostro sport. Dalla musica a cui hanno lavorato sia Beau Young che Dave Rastovich, al montaggio effettuato assieme a tutti gli atleti fino alla scelta delle tavole ogni surfista, dal più giovane al più vecchio, ha collaborato in prima persona portando la propria esperienza e la propria prospettiva. «Non ha senso snobbare gli approcci diversi dal nostro», precisa Waters, «ogni stile, ogni periodo storico ed ogni tavola hanno la stessa dignità. Ovviamente, con shortboarder del calibro di Rastovich e Timmy Turner (ndr regista di Second Thoughts, votato video dell'anno nel '04 da Surfer Magazine), lo stile progressivo è ampiamente rappresentato, ma non è dominante ed è armonicamente mescolato a tavole di tutti i tipi, dai quad al long, fino a tavole praticamente dimenticate come gli Hollow ed i Toothpick del secolo scorso». Anche se non direttamente coinvolto nel progetto, George Greenough (inventore delle tavole moderne e pioniere dei surf-movie) ha avuto parole di encomio per questo film, girato in gran parte tra le stesse onde del Queensland e del New South Wales ritratte nelle sue pellicole di fine anni '60. «Il surf è letteralmente in mano al mercato», ha commentato George dalla sua casa piramidale di Broken Head, «lo hanno trasformato in un bene di lusso. È una fortuna che ci siano persone come Joe Larkin and Chris Brock e Dick Van Straalen che ancora realizzano personalmente le proprie tavole, senza dislocare in Cina la produzione. Se sei un surfista attento alla moda, se usi esclusivamente tavole a tre pinne questo è il tuo momento. Ma ci sono tante persone che amano sensazioni diverse ed usano tavole più consone al proprio stile. Sono daccordo con Ted Spencer (ndr pioniere della shortboard revolution e protagonista in vari film di George) quando lo definisce il miglior surf-movie degli ultimi vent'anni». Bobby Mc. Tavish, uno degli shaper più influenti della storia recente, sottolinea il valore educativo di produzioni come questa. «Era ora che qualcuno si accorgesse dello stile e della fluidità dei surfisti più anziani. Guarda Chris Brock surfare un'onda di point come Lennox Head: il suo stile nel tempo è diventato più fluido ed più piacevole da guardare. Quando guardo le nuove generazioni faccio fatica a distinguere un atleta dall'altro, sono tutti uguali, ma quando qualcuno con una lunga storia di onde alle spalle entra in mare subito lo distinguo subito, perchè ha personalità e stile. Ed è di personalità, di fluidità e di stile che il surf australiano ha bisogno oggi». Le parole di Bob introducono un altro aspetto del video: lo scambio culturale tra le generazioni. I surf-movie in distribuzione sono, per la maggior parte destinati ad un pubblico di adolescenti, abituati a consumare informazioni e a dimenticarle immediatamente. Le immagini di Kye Fitzgerald e Beau Young, ripresi sulle stesse tavole usate trent'anni prima dai loro celebri padri, sono invece destinate a restare nella coscienza dei surfisti, ad essere viste e riviste fino ad entrare nel dna del nostro sport. Ed è in nome di questo ponte tra stili diversi che Waters ha inserito anche un remake della sezione balinese del celeberrimo 'Morning of the Earth', reinterpretato da atleti new-school come Damon Harvey, Asher Pacey e lo stesso Timmy Turner.

Il film, è distribuito da littlehouseproduction.com.au, dove è possible anche vederne alcuni estratti.


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