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IACOPO CONTI

a cura di Nicola Zanella Condividi SurfNews

ETÀ:27

NATO A:Massa

STANCE:Regular

HOMESPOT:Pamapana

FAV WAVE:Beach Break potenti e tubosi

MUSICA:Reggae e qualche artista italiano

INTERESSI CULTURALI:Viaggiare

PIAZZAMENTI: 1° al Quiksilver Sardinia Surf Trophy ed 8° nel circuito italiano '07

SPONSOR:Inside SurfShop, Bear, Sanuk, Xcell, Stiky Bumps.

Raccontaci dei tuoi inizi. Quali sono stati gli spot in cui ti sei accorto di essere un surfista?

Sicuramente l'inizio è stato il periodo piu bello: ero un ragazzino ed avevo tre chilometri di onde, da Ronchi al Cinquale, da scoprire giorno dopo giorno. Insieme alle varie secche ho scoperto la mia direzione, nel surf e nella vita. Sono state coinvolte tante persone in questi primi passi: gli amici con cui facevo lunghe pedalate lungo la spiaggia, i miei genitori che timorosi mi accompagnavano in inverno e mi seguivano con lo sguardo da riva. Un bimbetto in mezzo alla tormenta di Libeccio, con una muta da sub fatta fare su misura. All'epoca ero stregato dai racconti dei pionieri del surf dell'alta Toscana, Pampino e Paolo de Angeli che con il suo surf shop ci ha dato modo di creare una vera comunità surf, unita competitiva e con una gran voglia di divertirsi. Col passare degli anni altri spot sono entrati nella mia quotidianità di surfista. Il Trabucco ed il pontiletto del Cinquale sono stati la mia prima 'palestra di mare', fatta di onde corte e tubanti e di lunghe session di pesca e nuoto. Stavamo lentamente scoprendo il nostro mondo surfistico. Ricordo l'emozione delle prime trasferte a Forte dei Marmi, dove surfavano i più grandi, le onde della mitica Idrovora a Carrara, poi tristemente distrutta. Da allora iniziammo a spostarci sempre più lontano: Lerici d'inverno in motorino, Levanto, Livorno e la Sardegna appena qualcuno ebbe l'auto. Oggi difficilmente mi rendo conto delle regioni e delle province che attraverso ogni volta per surfare ma il feeling di partire con gli amici in cerca di onde è sempre quello di allora. Si è solo spostato altrove.

A proposito di 'altrove'. Quali sono stati i viaggi che ti hanno fatto crescere di più?

Fuerteventura è il posto che mi ha regalato piu emozioni ed una tappa fondamentale della mia crescita come surfista. Fuerteventura è deserta, arida, ma proprio questa grande assenza, questo grande vuoto, trasmette benessere e leggerezza e ti lascia tempo per pensare al tuo surfing. Sicuramente la spensieratezza di quegli anni ha reso indelebili quei ricordi. Mi piace ricordare l'ultimo dell'anno passato sulla spiaggia dell'Oplaco, le persone che ho conosciuto in mare, i giorni di campeggio nel sud pescando polpi e facendo surf senza il minimo pensiero. Bali anche è stata una importante palestra di vita per me. Un posto mistico, affascinante ed accogliente e con alcune delle onde più belle al mondo. Non è un caso se in quest'isola, nonostante i problemi tra le varie religioni, si trovino molti occidentali che si sono trasferiti qui a vivere e surfare con tutta la famiglia.

Come vedono la tua passione le persone che ti stanno accanto?

Fortunatamente tutte le persone che mi stanno vicino hanno sempre appoggiato questa mia passione, hanno impiegato poco a capire che il surf è qualcosa di speciale e positivo per me. Nella mia vita tutto viene organizzato in base alle mareggiate e quindi anche loro, prima di coinvolgermi in qualche attività, consultano le previsioni del mare! I miei si sono sempre impegnati in prima persona per farmi surfare. Nell'estate del '94 mia mamma ha portato me e mio fratello di quattro anni fino ad Hossegor e Biarritz! L'anno dopo mi ha lasciato partire per la costa basca in Panda con quattro amici, con due long e cinque tavolette legate sopra il tetto! Oggi ho una fidanzata che ama le spiagge, soprattutto quelle di Bali, quindi posso dire di essere stato compreso!

Parliamo di anni più recenti e turbolenti. Ronchi, Beat Caffè... Come descrivi quel periodo?

Gli anni tra il '02 ed il '05 sono stati un vero delirio! Facevo fino a quattro lavori al giorno per poter migrare a Fuerteventura in inverno. Come succede in molte citta turistiche di mare, il lavoro da noi si concentra nel periodo estivo, ed io tentavo di sfruttarlo al massimo per arrivare all'estate successiva senza problemi. Sistemavo la spiaggia di una discoteca all'alba, poi facevo il bagnino fino all'una, poi insegnavo alla scuola di surf con Marco Urtis nel pomeriggio e facevo il cameriere in un hotel di Marina dalle sette di sera fino a chiusura! Arrivato alle 2 di notte avevo l'adrenalina al massimo e non riuscivo mai ad andare a letto, cosi iniziavano le mie nottate al Beat Cafè, allora gestito da Attilio Ferri (oggi in ritiro spirituale non si sa bene dove). Nonostante passassi quasi tutta la giornata a lavorare di quel periodo ricordo soprattutto le surfate estive. Il Beat cafè non ci ha fatto mancare nulla, c'erano le onde e la gente giusta. Era un posto dove 24 ore su 24 potevi trovare persone di qualsiasi genere. Per Marina di Massa era un posto molto avanti!

Quali sono le persone che ti hanno influenzato stilisticamente e perché?

Quando ho iniziato a dare un'impronta al mio surf lo stile per me era rappresentato da Filippo Cuscianna, il piu grande di tre fratelli surfisti e nazionale di surf, se non ricordo male, nel 93. Filippo era quello da imitare, da osservare bene. Ancora oggi è fluido, veloce e preciso, surfa un po' alla Occhilupo con il ginocchio dietro molto chiuso all'interno. Successivamente, iniziando a fare gare, i miei occhi si sono spostati su Migliorini, Paolo D'Angelo, Ronny Baldini, che era il mio diretto avversario nelle gare junior, poi Urtis soprattutto sulle onde grosse, ed oggi Nicola Bresciani che ha lo stile piu bello ed innovativo in Italia.

Che tipo di onde ti piacciono di più? Quali sono le onde straniere con le quali hai più confidenza?

Mi piacciono i classici reef-break ed i beach-break veloci. Onde non troppo lunghe, tubanti e potenti, questo è il tipo d'onda che preferisco. Per capirci onde come Buble sulla costa nord di Fuerteventura, Padang e Keramas a Bali o i beach break della costa nord Sarda. Le onde con cui ho piu confidenza fuori dall'Italia sono quelle di Fuerte, questo dovuto al lungo tempo che ci ho trascorso.

Quali manovre stai provando in questo periodo e pechè? Qual' è lo stile che vorresti avere?

Penso di avere uno stile abbastanza completo ma mi piacerebbe surfare più fluido, soprattutto durante le manovre. In questo periodo non provo trick particolari, cerco piuttosto di inserire nel mio repertorio manovre basilari ben impostate. Ad esempio provo ad unire le sezioni fra un off de lip e un air con dei bei cut back puliti. Io sono nato surfisticamente nei beach break versiliesi dove le onde sono corte, piccole, veloci e incasinate, quindi la mia natura è quella di pompare per raggiungere più velocità possibile e sparare una o due belle manovre radicali prima della risacca. In Italia le onde che mi permettono di esprimermi al meglio sono i beach break sardi come Badesi e Piscinas e, ovviamente, le onde di casa.

Parlaci del tuo quiver. Che tavole racchiude? Hai un rapporto particolare con uno shaper?

Come un agente segreto, un surfista sceglie la propria tavola in base a molti fattori, se te li dicessi tutti poi dovrei ucciderti! Nella mia rastrelliera ci sono tre 5'10' di diversi spessori e larghezze (sono le tavole che uso quasi sempre negli spot di casa), due 5'11' per le onde un po' più grosse, una 6'.0' usato solo una volta, una 6'3' per le super swell in Liguria, Sardegna o le trasferte all'estero. Da poco ho aggiunto un 5'8' Rusty che mi ha regalato Nicolino e che sto usando ad ogni mareggiata. Sono diversi anni che studio e provo le tavole brasiliane di Secco, con le quali ho un buon feeling. L'unico rapporto con uno shaper è quello con Lapasin che me le ripara!
Che impressione ti ha lasciato il campionato italiano del '07?
Le competizioni mi piacciono, mi danno la possibilita di confrontarmi e girare un po di più l'Italia. Il campionato di quest'anno è stato forse quello organizzato meglio da quando faccio il circuito (1996), onde belle a tutte le tappe (tranne Imperia), tanti atleti nuovi, giudici sempre piu preparati e montepremi minimo fisso che è importante. Mi piacerebbe solo che ci fossero regole più precise per quanto riguarda la scelta della nazionale e più fondi per fare vere trasferte, interamente pagate.

Recentemente sei entrato a far parte del Team Inside. Cosa ti lega ai boys di 3/4 Ponte?

Entrare a far parte del team è stato un modo per crescere professionalmente e surfisticamente e mi ha dato la possibilita di instaurare sinceri rapporti di amicizia con persone che prima conoscevo solo per un paio di parole scambiate a proposito di onde o nelle gare. Essere parte della 'Famiglia Inside' è come fare un patto di fratellanza. Si condivide tutto al Pontile: onde, piatta, gioie e dolori e soprattutto le meduse d'estate!

Progetti surfistici per il futuro? Competizioni in programma?

Sicuramente parteciperò al campionato 2008, per il resto ho un sacco di idee da studiare bene prima che diventino veri e propri progetti. Per ora il mio futuro professionale me lo sto creando surfando giorno per giorno. Sono troppo legato al surf per non vederlo parte della mia vita professionale futura!

Ringraziamenti.

La mia famiglia , Marchino che a suo modo mi stimola, Palmè che migliora a ogni mareggiata, Luca e la Family, Paolo De Angeli e la comunita surf di Massa, lo Scirocco il Libeccio e il Maestrale!


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