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ASPETTANDO IL LIBECCIO

a cura di Luca Onorato Condividi SurfNews

Dopo aver parlato delle bizzarrie del Maestrale (vedi 'Alla Corte di Re Maestrale', SurfNews n. 64), ora rivolgiamo la nostra attenzione ad una situazione meteo-surfistica più rara ma non meno intensa, attesissima dai 'cacciatori di onde' mediterranei, soprattutto in questi mesi di inizio autunno. Ci riferiamo, come avrete già intuito, al tempo da Sudovest, al famoso e famigerato Libeccio (dall'arabo Lebeg) che con enormi 'procelle' (così chiamavano le sue mareggiate i romani) sferza le coste del Mediterraneo centro-settentrionale causando naufragi, alluvioni devastanti, distruzioni e in tempi recenti surfate epiche. Africo, Libeccio, Garbino sono molti i nomi attribuiti, dalla Sicilia alla Liguria, al vento da Sudovest. Ciò testimonia come le popolazioni mediterranee abbiano da sempre convissuto con le sue piogge (attesissime dai contadini del meridione) e con le proibitive condizioni marine da lui imposte. Potenze marittime come Genova, il cui porto nacque proprio come riparo dal Libeccio, Amalfi, il cui ante portuale fu letteralmente distrutto dalla epica libecciata del 24-25 Novembre 1342, hanno per secoli fortificato le proprie coste contro gli effetti dei suoi potenti flutti. Non è un caso infatti se all'angolo sudoccidentale della celebre 'torre dei venti', scolpita da Andronìco ad Atene nel I sec dopo Cristo, sia collocato un robusto signore che scuote, con le mani, la poppa di una nave. Tornare in porto con frangenti velocissimi ed alti oltre tre metri non è facile neppure ai giorni nostri. I tanti ex voto (dipinti votivi per grazia ricevuta durante i naufragi) presenti nelle chiese dei borghi marinari italiani confermano la maestosità e la pericolosità di questa condizione meteorologica. Tentiamo di analizzare quindi le caratteristiche di questo temutissimo produttore di onde e la sua surfabilità lungo le coste della nostra penisola.

STAGIONALITÀ

A differenza del Mistral, vero padrone del Mediterraneo in tutte le stagioni, il Libeccio ha un'attitudine strettamente stagionale. Con il finire dell'Estate, infatti, le correnti da Nordovest tendono a lasciare il campo ad un flusso dalle caratteristiche opposte. Il Libeccio si innesca principalmente in Autunno e, in maniera più ridotta, a Primavera e fine Estate, mentre può risultare quasi assente in Inverno ed in piena Estate quando le grandi alte pressioni prendono il sopravvento nel bacino Mediterraneo. Grazie alla natura prettamente nordatlantica del clima degli ultimi anni (che ha favorito mareggiate da Nordovest e Nordest) il Libeccio è sempre meno frequente lungo le nostre coste. I surfisti che da oltre dieci anni frequentano gli spot liguri, toscani e laziali ricordano intere settimane di onde da Sudovest e lamentano una clamorosa riduzione di questo evento meteorologico nelle ultime annate. Durante le libecciate, l'aria polare compie un giro molto più ampio rispetto alla discesa diretta innescata dalle Maestralate. Passando al largo delle coste occidentali europee, il Libeccio raccoglie aria umida lungo le coste dell'Africa Nordoccidentale del Marocco atlantico. Tale configurazione causa un forte richiamo di aria tropicale dal deserto del Sahara ed innesca una nuvolosità in progressiva intensificazione man mano che la massa d'aria lascia le coste marocchine per avvicinarsi alla Spagna ed alla Francia. In un secondo tempo, con il minimo barico che si sposta verso Est, tale flusso umido e perturbato interessa anche il resto del Mediterraneo centrale ed in particolare le regioni tirreniche dalle Alpi alla Calabria tirrenica con fenomeni atmosferici e marini notevoli. Chi per diletto o lavoro naviga tra le Baleari, il Golfo del Leone e la Corsica deve seguire con estrema attenzione l'evoluzione del tempo se non vuole trovarsi in un mare di guai! Chi invece organizza il proprio tempo libero attorno alle onde, può iniziare a prendere ferie! Nonostante sia molto meno frequente del Maestrale, il Libeccio ha infatti la capacità di innescare una lunga serie di giornate di surf, caratterizzate da onde più sviluppate e potenti rispetto a quelle del suo cugino nordoccidentale. Con un fetch di oltre 600 Miglia nautiche e venti che possono superare i 100 Km/h le onde facilmente raggiungono i 10 secondi di periodo ed i 3 metri di altezza. Questi numeri si trasformano, al momento di mettersi in mare con una tavola, in frangenti veloci, scavati e tubosi, caratteristiche che solo onde oceaniche di solito possono regalare. Stiamo parlando di onde di qualità come Varazze (Savona), Levanto (La Spezia), Il Sale (Livorno), Baratti (Grosseto), Banzai (Roma) o i reef della Campania, nella loro condizione migliore. Tentiamo di analizzare dal punto di vista sinottico, l'origine di tanta grazia surfistica.

IL LIBECCIO SULLE CARTE

Analizzando la mappa della pressione al suolo sull'Europa ci accorgiamo che il Libeccio si forma quando una circolazione depressionaria, estesa dall'Irlanda fino alle coste del Marocco, si contrappone ad un anticiclone localizzato sull'Europa sudorientale. Tale circolazione, caratterizzata solitamente da un minimo di pressione in prossimità dell'Irlanda, tende ad interessare nel suo movimento verso Est, l'Europa Occidentale ed il bacino del Mediterraneo, dove si verifica un significativo calo barometrico centrato attorno alle Isole Baleari. In quota si può osservare una saccatura, con asse da Sudovest a Nordest ben estesa dalla Penisola Scandinava fino alla Spagna o addirittura al Marocco e caratterizzata da una discesa di aria polare in grado di spingersi fin sotto il 35°parallelo. Tale circolazione innesca conseguentemente un ritorno di aria calda extratropicale che, trasportata da un forte flusso in quota, risale lungo il Mediterraneo occidentale spingendosi fino all'Europa centro-settentrionale e mandando aria mite fin quasi sulla Penisola Scandinava.

POSIZIONE, EVOLUZIONE, STRUTTURA

Analizziamo l'oscillazione della pressione al suolo ed il movimento della depressione verso il continente europeo. Si evidenziano la formazione di una circolazione sottovento alla Penisola Iberica, tra le Baleari ed il Mare di Alboran. Tale minimo secondario si approfondisce significativamente nel suo spostarsi sul Mediterraneo occidentale favorendo un rinforzo del vento da Sud Sudovest chiamato a colmare la depressione. Spesso nella sua avanzata verso Est, il minimo barico è ostacolata dalla presenza di un anticiclone posizionato sull'Adriatico, sulle Alpi o nei Balcani. Tale fattore causa un'ulteriore compressione delle isobare ed una lunga persistenza della condizioni di vento e mare formato. Isobare più ravvicinate sulle carte, equivalgono ad un maggior gradiente di pressione e quindi si traducono in un'ulteriore rinforzo delle correnti di Ostro e Libeccio che possono insistere per tre o quattro giorni sullo stesso quadrante di mare amplificandone il moto ondoso. Il minimo secondario, anche a causa dell'azione di blocco più o meno duraturo dell'anticiclone balcanico, tende inoltre ad approfondirsi attorno alle Baleari spostandosi verso il Golfo Ligure e/o la Corsica in 48, 72 ore. Questa seconda depressione spesso tende a divenire dominante quando la circolazione principale, raggiunto ormai il Nord Europa, perde vigore.
Il fronte tipico proviene da Ovest, si presenta esteso dalla Gran Bretagna fino quasi al Marocco ed è anticipato da un ampio settore caldo umido e perturbato (vedi di seguito mappe di evento del 31 ottobre 2003). Il fronte freddo è seguito da aria più fresca ed instabile atlantica caratterizzata da un'elevata convezione. Rispetto alla circolazione da Maestrale, spicca nei diversi canali (visibile, infrarosso, vapore acqueo) un corposo strato nuvoloso che dall'entroterra africano si spinge verso l'Europa centro-occidentale. Sul bordo più occidentale scorre aria fredda ed instabile (le chiazze biancastre corrispondono a nubi convettive) in spostamento verso Est, Sudest.

SURFABILITÀ

Comunque 'non è tutto tubo quello che schiuma', soprattutto durante le prime ore della libecciata. È bene ricordare che nelle zone direttamente esposte al Sudovest il mare è spesso confuso e difficilmente surfabile per via della forte presenza del vento. Il minimo depressionario interessa generalmente le coste tirreniche dopo circa 72 h dalla sua origine ed è accompagnato da un fetch lungo oltre 600 Miglia nautiche e chiamato dai meteorologi 'fetch lungo' per distinguerlo da quello più ristretto, legato alla depressione di Genova. In questa vasta zona i venti in media sono superiori a 25 Nodi e sono associati a raffiche di burrasca in prossimità del fronte freddo. Possiamo quindi immaginare l'intensità e l'energia del moto ondoso che dalle Baleari tende a raggiungere la Sardegna e le coste Liguri-Tirreniche spinto da una vera tormenta unidirezionale. Per poter surfare onde con il sole serve però attendere ancora qualche giorno. A causa del persistente flusso di aria umida sia al suolo che in quota, si verifica, su gran parte delle coste settentrionali del Mediterraneo centro occidentale, un tempo estremamente uggioso accompagnato da giornate molto piovose e da improvvisi temporali, anche intensi. Questi sistemi sono accompagnati da linee di groppi temporaleschi soprattutto nel periodo autunnale. Tra fine Estate ed inizio Autunno, con questo tipo di tempo, non sono rare le trombe d'aria in Liguria e Toscana. Solo al passaggio del fronte freddo, dopo forti temporali si verifica una temporanea rotazione ad Ovest, Nord-Ovest ed un parziale calo delle temperature. Il moto ondoso tende gradualmente ad incrementare a causa del lunghissimo Fetch raggiungendo la fase formata (massimo sviluppo del moto ondoso) all'incirca 24-36 ore dopo l'inizio dell'evento. Diviene infine dominante dai quadranti Sud-occidentali tra il secondo e il terzo giorno, finendo così per regalare onde estremamente lunghe e potenti. Verso la fine del terzo giorno, quando il vento cessa, le onde inziano a stendersi dando, per i due giorni successivi, il meglio che il mediterraneo possa offrire per altezza e qualità dei frangenti. Da notare che la Tramontana ed il Mistral non necessariamente si innescano alla fine di una Libecciata. Il mare ha, spesso, tutto il tempo per stendersi senza essere sporcato da venti laterali ed i surfisti possono godersi giorni memorabili di onde perfette e temperature miti.

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