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SOLO ALLE HAWAII

a cura di Emiliano Cataldi Condividi SurfNews


Una storia di castigo dalla North Shore.

E' proprio vero, il surf alle Hawaii è totalmente imprevedibile e la giornata di oggi me ne da l'ennesima conferma. Domenica 18 Marzo 2007, la notte scorsa è stata la più ventosa che io ricordi da quando passo parte dell'inverno ad Oahu. 40 nodi di Kona (vento da sudovest) hanno la capacità di azzerare le aspettative surf di tutta la comunità della North Shore ma lo stesso, da bravo Mediterraneo, vado a dare un'occhiata all'alba. Vento fresco e nuvole basse, l'oceano è praticamente piatto nonostante le previsioni parlassero di una grossa swell in arrivo. Non ho mai visto onde così piccole alle Hawaii e non mi stupisce che non ci sia nessuno in acqua neppure a Backyards. Decido di tornare a letto dalla mia ragazza e di controllare le condizioni ancora verso mezzogiorno. Nel giro di poche ore il tempo è completamente cambiato. Ora un sole cocente perfora l'aria limpida, il vento è completamente assente, in cielo non c'è una nuvola e questo mi mette curiosità. Prendo la bici e appena arrivo in spiaggia mi accorgo che il mare è enorme! Passo davanti a Backyards, enorme e senza un solo surfista in acqua. Volto a sinistra verso Sunset ed anche qui le onde sono grandi e perfette e praticamente deserte! 'Dev'essere un sogno!' mi dico mentre un altro set di 15ft inizia a focalizzare e rompere sul reef di Sunset. Con onde di questa portata c'è poco da fantasticare. Torno velocemente a casa, prendo la mia tavola più lunga, dò un bacio a Vale che dorme ignara di tutto e torno in spiaggia. In tipico stile hawaiiano, le onde stanno crescendo di minuto in minuto ed ogni set è più grosso di quello precedente. Lo stesso calcolo di avere ancora un paio di ore prima che tutta la costa diventi insurfabile... i miei calcoli però sono sbagliati e quando raggiungo il line-up mi accorgo che le onde sono decisamente più grosse di quanto pensassi. Le più grosse stanno già facendo close-out ma io tento di focalizzare su quelle di dimensioni medie che ancora connettono perfettamente fino all'inside. Questa tecnica ha dei pro e dei contro, soprattutto a Sunset. Il 'contro' principale è che presto o tardi resterai chiuso dentro ed un set enorme ti romperà sulla testa! Sunset è famoso per fare questo scherzetto e sono centinaia le storie di terrore che circolano sulla North Shore ambientate in giorni come oggi. Una delle poche persone in acqua infatti è Barton Lynch. L'ex campione del mondo australiano surfa la North Shore dai primi anni '80 e conosce il respiro di Sunset come pochi altri. Infatti aspetta le onde svariati metri più dentro rispetto a me e ne prende un sacco senza rimanere mai chiuso dentro. Poi arriva un set, la prima onda si alza proprio di fronte a me. Io ed un'altro surfista ci giriamo per prenderla, l'altro ha la precendenza ma butta un'occhio alle altre onde della serie e decide di non partire. L'onda è uno splendore ed io sfreccio ai duecento con la mia tavola preferita e la surfo fino all'inside. Quando torno sul picco ho i capelli dritti dalla gioia. L'adrenalina frizza nelle mie vene ed io non vedo l'ora di prendere un'altra bomba come questa. Per prudenza e per rispettare i turni mi siedo un po più lontano dal picco. 'Se tutti stanno qui ci sarà una buona ragione!' penso mentre riprendo fiato. La buona ragione arriva in capo a dieci minuti sotto forma di set anomalo intenzionato a spazzare il line up da ovest verso est. Mi prendo quattro onde di 12ft sulla testa e vengo spinto, assieme ad altri sei surfisti, giù fino a Val Reef. Succede a tutti a Sunset ed io sono già contento di non essermi fatto male quindi torno sul picco e mi siedo molto più fuori di quanto non abbia fatto prima. 'ok, il peggio è passato' penso mentre valuto come assieme alle onde siano cresciute anche le persone in acqua. Infatti stiamo galleggiando fuori dal line-up ordinario, in una zona dove i punti di riferimento sono quasi inutili. La presenza di altri surfisti mi mette tranquillo ma la calma sparisce quando un set anomalo, più grosso di quello che già ho preso in testa, d'improvviso oscura l'orizzonte. I set da ovest sono il vero spauracchio sulla North Shore. L'acqua ribolle sotto di noi e tutti iniziano a nuotare verso ovest nervosamente! In situazione come questa avere una tavola lunga aiuta non poco! Dieci remate date su un 9'4' sono molto più efficaci di dieci remate su un 7'4' ed è questo il confine tra salvezza e castigo in situazioni come questa! Fino alla fine sono convinto di farcela, comincio a salire lungo la pancia di questo mostro poi il lip spara improvvisamente in avanti ed esplode a pochi centimetri dal mio nose! Abbandono la tavola e nuoto verso il fondo. 'Ping! Ping!', nel frastuono subacqueo sento i leash degli altri malcapitati rompersi e penso 'Devo respirare prima della seconda onda altrimenti va a finire male!'. In qualche modo riemergo ed il leash non è spezzato, peccato che della mia tavola preferita resti solo il terzo finale! Guardo verso il largo e la seconda onda aspetta solo di mangiarmi. E' un mutante color verde camouflage che succhia la poca acqua lasciata dall'onda precedente. Per un momento, senza un perchè, memorizzo le larghe macchie bianche sulla faccia del mostro, occhi cupi e casuali, come cupa e casuale è la violenza della natura, poi prendo un respirone e vado sotto di nuovo. 'Se sopravvivo a questa non mi capiterà mai più niente!' penso mentre tutto diventa buio ed il cervello passa in mood di autoconservazione. Per un buon minuto sono l'uomo più sfortunato dell'isola. L'impatto del lip tenta di staccarmi le estremità dal corpo mentre rotolo quattro metri sott'acqua come una bambola di pezza. Dopo altre tre onde così arrivo sulla spiaggia, recupero l'altra metà della tavola e mi ricompongo. Di colpo vengo accerchiato da una scolaresca dello Utah che mi porta l'altra metà della tavola e scatta foto con me facendo mille domande. Dave Wassel, il life guard storico di questo tratto di costa, mi sorride dalla sua torretta 'I'm ok, she's not!' gli dico sventolando le due metà della tavola. Umiliato ma contento inforco la bici e torno a casa a prendere l'attrezzatura fotografica. Quando torno a Sunset, meno di un'ora dopo, il mare è letteralmente esploso, non c'è più nessun canale tra West Peak e Kammies, gli outer reef stanno rompendo, Pipeline è già insurfabile e Waimea manda set da 18ft (scala hawaiiana). Varie squadre di Tow-in sono ferme alla Chevron a riempire i jetski. Mentre prendo posto tra i fotografi sulla spiaggia faccio il punto della situazione. 'Sbaglio o questa mattina il mare era completamente piatto?!' E' proprio vero, certe cose succedono solo qui.


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