Home Page
UN INVERNO TROPICALE

a cura di Francesco Stecchi/SurfNews Condividi SurfNews

Una stagione surfistica preoccupante sullo sfondo del cambiamento climatico.

Grazie a temperature spesso sopra i 20C°, frequenti mareggiate dai quadranti occidentali ma quasi totale assenza di scirocco in meridione, l'inverno '06-'07 ha lasciato a bocca aperta climatologi, surfisti e media. Certo nonostante i surfisti liguri e toscani abbiano avuto un numero altissimo di giorni surfabili, non saranno molti a ricordarlo come un inverno positivo. La siccità e la quasi totale assenza di precipitazioni ha abbassato preoccupantemente le risorse idriche del nostro paese, per non parlare della disastrosa stagione del turismo legato alla neve, salvato solo in parte dalle tardive precipitazioni di Marzo. Sarà l'effetto serra, una normale bizza climatica, il fenomeno del Nino attivo proprio quest'anno o tutti questi fattori assieme? Tentiamo di analizzare, anche dal punto di vista meteo-surfistico, l'enorme anomalia climatica dell'inverno appena conclusosi.

DIVERGENZE CONCORDANTI

Dal catastrofismo al giustificazionismo se ne sono sentite di tutti i colori per TV e sui giornali. Il dato scientifico è, come sempre, il più preciso e da questo vogliamo partire nella nostra analisi. Di certo c'è che, da quando viene scientificamente rilevata, cioè da circa 150 anni, la temperatura invernale nell'area mediterranea non era mai stato così alta. L'aumento sulla temperatura media della nostra area è stato di addirittura 3,5C°. Una anomalia letteralmente epocale. Il meteorologo Francesco Fontana, nel suo podcast su Feltrinelli.it spinge anche più indietro l'analisi: 'Non è detto che, andando indietro nei secoli, potremmo trovare inverni più caldi di questo. Infatti i secoli dal XIV al XIX sono chiamati dagli esperti piccola era glaciale ed è probabile che, per trovare annate calde come quest'ultima, dovremmo risalire fino all'epoca medievale, quando la Groenlandia, ora ricoperta quasi interamente dai ghiacci, era come suggerisce il nome, una terra verde.' Secondo lui quello appena trascorso è stato forse l'inverno più caldo degli ultimi mille anni e neppure la coda fredda di fine Marzo riuscirà a scalzare questo dato statistico da record. I media hanno più volte analizzato la situazione spesso indicando inquinamento ed effetto serra tra le cause primarie. Il rapporto del Ipcc (organismo voluto nel 1998 dall'Onu per monitorare il cambiamento climatico) stilato a Bruxelles ad Aprile '06 dipinge un quadro disastroso in cui un cupo futuro diventa rapidamente presente.
'Un innalzamento della temperatura media globale di 2-2,5 gradi' rispetto al present' avverte l'Ipcc 'potrà causare un forte aumento degli impatti con spostamenti geografici di specie, perdite totali di biodiversità, riduzione della produttività agricola e delle risorse idriche in vaste aree. E questo determinerà un maggiore rischio di estinzione per circa 20-30% delle specie vegetali ed animali.' In parole povere questo si tradurrà in siccità, perdita dei ghiacciai europei entro il 2050, ondate di calore anomalo ed eventi climatici estremi come inondazioni o alluvioni. Nulla di nuovo purtroppo. Il rapporto del Gruppo di Esperti Intergovernativo sull'evoluzione del Clima (Giec) fin dal 2001 avvertiva che, dal XIX secolo l'effetto serra era sensibilmente aumentato e che le immissioni di CO2 avevano già contribuito ad un aumento della temperatura terrestre di 0,8 C° dal 1860 al 2000. Ma basta, da solo, l'aumento delle temperature su scala planetaria a giustificare la mitezza dell'ultimo inverno? Pare proprio di no. Inverni freddi e caldi infatti si alternano da sempre. Da svariate migliaia di anni il pianeta Terra sta vivendo una fase interglaciale all'interno della quale si sono susseguiti periodi più freddi o più caldi. All'interno di questi naturali cicli, interi continenti o porzioni di essi, hanno assistito a serie più o meno lunghe di stagioni con caratteristiche anche sensibilmente differenti tra loro. Abbiamo visto tutti come, in controtendenza rispetto all'area che ci interessa, l'inverno passato sia stato molto rigido in zone come l'America Settentrionale e Canada dove la neve ha isolato e messo in crisi intere città ed ha fatto molto freddo anche in Europa Settentrionale, nel nostro stesso continente. Non dimentichiamo anche che l'inverno scorso ('05-'06) fu sufficientemente freddo e perturbato anche in Mediterraneo. La variabilità è infatti parte integrante del clima specialmente alle nostre latitudini, costantemente contese tra clima continentale, clima atlantico ed influenze sahariane. In Italia, nell'ultimo decennio, ad eccezione degli inverni 2000-2001 e di quello attuale, le stagioni invernali sono in state 'normalmente' perturbate con precipitazioni nevose scarse in montagna ma significative in pianura. Negli inverni freddi hanno fatto la parte del leone le irruzioni d'aria in senso meridiano, cioè quei venti generati a latitudini spesso polari che irrompono verso sud generando repentini abbassamenti della temperatura nelle pianure del nord e lungo tutta la penisola. Nei due inverni anomali di questo decennio (tra l'altro caratterizzati entrambi da presenza di El Nino) la circolazione d'aria è sempre, o quasi, avvenuta sulla direttrice dei paralleli, cioè da Ovest, Nordovest o Sudovest verso Est, alterando solo minimamente le temperature, limitando i rigori della Bora in nord Adriatico e favorendo la frequenza di onde in regioni come Liguria e Toscana, direttamente esposte ad ovest. In particolare questo ultimo inverno ha visto una rimonta clamorosa dell'anticiclone africano che ha impedito la formazione di venti da sudest nel basso mediterraneo.

FATTORI DIVERSI

A creare l'enorme anomalia termica hanno di fatto concorso più fattori, uno dei quali, ma non il solo, è stato sicuramente l'effetto serra indotto dalle attività umane. L'effetto serra può infatti giustificare un aumento di 0,1 ' 0,3C° ogni dieci anni, ciò significa che l'aumento annuale corrisponderebbe a 0,01 o 0,03C°. Invece in un solo anno le temperature sul nostro paese si sono elevate di quasi 4C° rispetto alla media, 130 volte di più dell'aumento causato dai gas serra. La chiave di volta è da cercare nella particolare circolazione delle masse d'aria che quest'anno è stata particolarmente zonale, cioè con scarsi apporti di aria da Nord. Per intenderci un inverno come questo sarebbe potuto verificarsi anche cento anni fa, magari l'anomalia termica non avrebbe raggiunto i 4C° sopra la media, ma certo non sarebbe cambiato molto. Come mostra un grafico del Met Office del '05, inverni più caldi del normale si sono verificati anche nel '26 ' '27, nel '50 . '51, nel '84 ' '85 e nel '00 ' '01 alternandosi naturalmente ad inverni gelidi come quello del '29 che letteralmente mise in ginocchio l'Italia con temperature polari.
In questo quadro si capisce che l'inquinamento ha influito sull'enorme anomalia ma non è l'unico fattore scatenante. L'anomalia in sé dipende dalla virulenza delle tiepide correnti occidentali alimentate quest'inveno da una depressione pressochè costante posizionata sul Nord Europa e da una rimonta altrettanto decisa dell'anticiclone atlantico-africano quest'anno esteso fin quasi al quarantesimo parallelo.

DOMANDE LECITE

E per l'estate prossima? Continuerà questa tendenza al caldo anche per il resto dell'anno? Le previsioni stagionali sono vere e proprie lotterie dalle quali i meteorologi spesso si astengono.
Lo stesso, il coraggioso Metoffice.gov.uk, un centro di servizi meteorologici di livello mondiale stagionalmente accetta la sfida, analizza schemi meteorologici e dati statistici su scala planetaria, indicando le tendenze possibili per primavera ed estate '07. Sembrerebbe secondo i loro studi che 'viste le temperature da record della scorsa stagione, ci siano il 70% di probabilità che anche la primavera si manterrà sopra alla media sulla maggior parte dell'europa occidentale.' Pur con un certo scetticismo, anche per il sito italiano Eurometeo.it 'pare confermato l'arrivo di un'estate nella norma, o lievemente più fresca del normale, ed abbastanza piovosa sul Nord Italia.'
Allora cosa dobbiamo aspettarci? Frequenti maestralate tra Maggio ed Agosto in alto tirreno come nell'estate del '06? O colpi di Bora rinfrescante in costa est come nell'estate '05? Secondo Antonio Sanò, previsore de ilmeteo.it, 'semplicemente non esistono previsioni stagionali affidabili, quelle fatte sull'anno '06-'07 che prevedevano clima rigido per l'inverno sono state sistematicamente disattese!'. Ci rimane solo da attendere!

Fonti:

Previsioni stagionali: meteogiornale.it - Metoffice.gov.uk ' ilmeteo.it

Previsioni sul clima: Climateprediction.net ' ipcc.ch ' worldwatch.org

Analisi climatologica: feltrinelli.it/podcast


Ricerca SurfNews
Articoli
SURFARE IN ITALIA

Il dove, il quando, la storia di un sogno divenuto realtà.

'Il ...
ROTTE SURF

Dai polinesiani al Mediterraneo. La storia della surf exploration attraverso ...
UN INVERNO TROPICALE

Una stagione surfistica preoccupante sullo sfondo del cambiamento climatico. ...
DECALOGO SURF

Le dieci regole della libertà

Regole e libertà: può ...
INSIDIE MEDITERRANEE

I pericoli nelle nostre acque

Sono tanti i pericoli che affronta ...
DIMENSIONE SURF

L'antica arte di valutare le onde

In uno sport basato sulle emozioni ...
CLIMA SURF

Schemi meteorologici e surfabilità del Mediterraneo

Ci sono ...
Archivio magazine »
Scarica gratis Surfnews Magazine