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DECALOGO SURF

a cura di Nicola Zanella Condividi SurfNews

Le dieci regole della libertà

Regole e libertà: può sembrare un controsenso ma nel surf queste due parole sono strettamente legate. Tutti sanno che, a differenza di sport totalmente orientati alla competizione (come il calcio, il tennis o l'atletica) nel surf non ci sono regole fisse per lo stile, i tempi, l'uso di mani e piedi. Ma cosa succede quando un gran numero di persone desiderose di fare uno sport 'libero' come il surf si incontrano nello stesso luogo? Pensate alla varietà di tavole presenti tra le onde italiane oggi. Dal bodyboard lungo meno di un metro al longboard di tre metri, ognuno sceglie il proprio stile ed il proprio mezzo in totale anarchia... ma non le onde. In oltre cento anni di storia moderna, la comunità surf mondiale ha evoluto un galateo comportamentale, un'insieme norme riconosciute universalmente che salvaguardano la sicurezza ed il divertimento tra le onde. Il 'decalogo' che trovate di seguito riassume, per i tanti che troppo spesso le dimenticano, le poche regole auree alla base della nostra libertà.

1) LA SICUREZZA PRIMA DI TUTTO

Sia chi cavalca un'onda che chi sta remando verso il largo, ha l'obbligo di evitare a tutti i costi gli incidenti. A questo scopo, chi torna a nuoto verso il picco deve tenere una traiettoria che non interferisca con quella dei surfisti nuotando attorno al picco ed usando i canali laterali, senza attraversare la impact zone. Chi sta surfando a sua volta ha il dovere di evitare lo scontro anche a costo di uscire dall'onda o di puntare dritto verso la riva.

2) NON 'DROPPARE'

'Un'onda - un surfista'. Questo è l'unico vero dogma del surf. E' per questo motivo che 'droppare', cioè mettersi in piedi su un'onda già cavalcata da qualcuno, è considerata una grave e pericolosa mancanza, soprattutto per i rischi di collisione a cui chi 'droppa' espone il surfista in precedenza.

3) RISPETTA I TURNI

soprattutto in spot che rompono sempre nello stesso punto, (di solito i point, i reef ed i moli) chi aspetta da più tempo ha diritto alla prima onda disponibile. Quando la sua onda arriva, il surfista di turno nuota verso il punto di take-off dichiarando così l'intenzione di cavalcarla. Una volta iniziata la planata, l'onda diventa la sua e nessun altro ha diritto di prenderla. Di contro, se non riesce a fare il take-off, cade o perde per l'onda, non può aspettarsi di avere la precedenza anche sulla successiva e dovrà attendere di nuovo il suo turno.

4) NON 'SNAKE-ARE'

La parola che si usa per questo atteggiamento anche sulle spiagge italiane deriva dall'inglese (snake = serpente) e denota quel viscido movimento con cui un surfista si conquista 'illegalmente' la precedenza nuotando attorno al proprio vicino. Se qualcuno stà nuotando per prendere un'onda ed è il suo turno, è vietato nuotargli attorno posizionandosi più vicino al picco ed esigere la precedenza.

5) PIU' VICINO AL PICCO

Specialmente in onde di beach-break, dove picchi casuali rompono lungo una spiaggia, i turni sono difficilmente applicabili e quindi, chi si trova più vicino al picco (il punto in cui l'onda comincia a frangere) ha, diritto all'onda. Chi sta attorno ha l'obbligo di non intralciare la corsa del surfista. Chi sta risalendo a nuoto deve tenersi più lontano possibile dalle sezioni surfabili.

6) SII ALTRUISTA

Se vedi che è il tuo turno ma è troppo tardi per partire, o che un'altro surfista è posizionato meglio, lasciagli la tua onda. Un semplice 'Vai tu!' ti procurerà un amicio. Se un'onda poi rompe pulita sia verso destra che verso sinistra (picco A-frame), è buona cosa dividerla con qualcun altro. La comunicazione verbale è essenziale in questo caso perchè ognuno deve essere sicuro della direzione dell'altro. Il classico: 'Io a destra, tu a sinistra' ed un'occhiata di intesa rendono la stessa onda divertente per entrambi.

7) EVITA I LITIGI

A nessuno piace surfare in un'atmosfera di nervosismo, se lo spot è affollato e noti tensione tra i locali, non lasciare che la situazione si scaldi, trova un'altro picco. Un buon metro di giudizio per rendersi conto se uno spot ha già raggiunto la massima capacità è quello di osservare da fuori un paio di serie prima di entrare in acqua: se qualche onda ancora passa senza essere presa da nessuno ci sono buone possibilità che la situazione sulla lineup sia ancora gestibile.

8) RICONOSCI I TUOI LIMITI

Prima di entrare in acqua chiediti sempre se la tua preparazione fisica e tecnica è sufficiente a fronteggiare la condizione del mare. Hai già surfato onde così? Conosci rocce e correnti? Saresti in grado di tornare a terra nuotando in caso di leash o tavola rotta? Se le tue risposte sono 'no', non vergognarti a cambiare spot o a restare all'asciutto.

9) AIUTA IL PROSSIMO

E' buona educazione per i più esperti e per i locali curarsi della incolumità degli altri surfisti e dei bagnanti istruendoli (quando necessario) sui pericoli, sulle vie di entrata ed uscita dal line-up.

10) CURATI DELL'AMBIENTE

I surfisti, spendendo lunghe ore a contatto con la natura, sono i primi ad essere esposti ad inquinamento e degrado ambientale. Curati di essere parte della soluzione e non del problema portando via i tuoi rifiuti dalla spiaggia ed aderendo ad iniziative per la salvaguardia ambientale.


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