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DIETRO LA LENTE

a cura di Nicola Zanella Condividi SurfNews

Intervista con Cristian Corradin

Nome: Cristian

Cognome: Corradin

Data di nascita: 14 aprile 1974

Anni dietro l'obiettivo: dal 1998

Spot preferiti: tutti purchè sia caldo e ci sia il sole

Attrezzatura: Canon e Zenza Bronica medio formato

Riservato ed introverso ma sempre presente a gare e session epiche, Cristian è il più attivo tra giovani surf photographer italiani. Grazie ai tanti contatti con i media ed alla qualità dei suoi scatti, la sua presenza in spiaggia è sempre gradita dagli atleti e dai locals. Dietro al suo obiettivo si nasconde infatti un preciso calcolatore di luce ed inquadratura, attento a catturare in un 500esimo di secondo il meglio di un'onda, di un atleta o di un paesaggio.

Come ti sei avvicinato alla fotografia? Cosa ti ha indotto a preferire questo ad altri mezzi espressivi?

Non ho mai accettato l'idea di avere un lavoro con orari stabiliti da altri e povero di soddisfazioni personali, a parte quella di avere uno stipendio sicuro una volta al mese. Ho unito le mie passioni, come il surf, lo skate ed il viaggio cercando di mettere tutto dentro una pellicola, per poi usarla per cercare di sopravvivere. Del resto nella vita siamo di passaggio e ho cercato di usare il mio tempo nel migliore dei modi. Una volta mi piaceva molto anche disegnare usando matite e aerografo, ma quando ho incominciato ad accumulare lavoro e tempi di consegna mi sono stancato. Il disegno come tante altre cose mi veniva spontaneo, ero ispirato da un momento o una situazione particolare e mi divertivo. Lavorare con la macchina fotografica è meno stressante anche se a volte ho un po' gli stessi problemi nel rapporto con i media.

Ci sono dei fotografi che consideri dei maestri fuori o dentro il mondo del surf? Come ti hanno influenzato?

Anche se lui non lo sa, nella scena surf italiana Giuseppe Repetto è stato un punto di riferimento per me. L'ho conosciuto nel '98, ed è grazie a lui che ho imparato a vedere la spiaggia ed il mare da dietro l'obiettivo. Mi ha insegnato davvero molto, spesso a sua insaputa! Scherzo, mi piace molto il suo lavoro e credo che in Italia sia un gradino sopra gli altri. Per quanto riguarda l'estero mi è sempre piaciuto Sylvan Cazenave, sia come fotografo che come persona, le sue foto escono in tutte le riviste di surf del mondo. Nella scena skate, che ho dovuto abbandonare per specializzarmi nel surf, mi piace Davide Biondani e il fatto che lavori ancora molto con la pellicola. Poi mi piacciono le foto di snowboard di Andrea Giordan, voglio fargli i complimenti perché lavora moltissimo, sta quasi tutti giorni ore e ore sulla neve, cosa che non fa per me! Ho anche un ricordo legato a Peter 'Joli' Wilson, lo vidi dal vivo per la prima volta durante una gara mondiale, era con la moglie e aveva capelli lunghi e bianchi, un gran sorriso e una grossa pancia, segno di buona salute! Anch'io voglio essere così da vecchietto' e chi t'ammazza!

Gli interessi culturali sono determinanti nella formazione di un fotografo. Che interessi hai oltre alla fotografia?

Sono sempre stato un pò 'cialtrone' negli studi, anche in fotografia non ho mai fatto un corso o studi particolari. Amo però leggere e frequentare librerie, mi succede spesso quando sono in paranoia o arrabbiato per qualche motivo. Tra le mie passioni metto al primo posto le donne, ovviamente. Seguo da sempre lo skate, è un mondo a cui sono legato da ventitrè anni. Cerco di viaggiare il più possibile, vedere sempre posti nuovi e prendermi un po' di tempo per conoscerli, evitando le vacanze albergo-discoteca: è bello uscire di casa per tornare qualche mese dopo! Che posso aggiungere? Adoro la videocamera, forse in un altra vita farò il regista. Ascolto da Iron Maiden alla classica passando per il Jazz, odio i cantautori postmoderni italiani, l'hip pop e la dance music tuz tuz, è ridicola e non serve a niente.

Preferisci documentare il surf in Italia o all'estero? Quali sono i viaggi che ti hanno ispirato di più? Cos'ha l'Italia di peculiare dal punto di vista fotografico? Quali sono le aree che preferisci immortalare e perchè?

Ho cominciato a fare foto di surf in Italia solo due anni fa, prima ho sempre e solo lavorato all'estero. Poi frequentando gli spot e la scena ho conosciuto un po' di amici dentro e fuori dall'acqua, e ho deciso di lavorare con loro a tempo pieno sia qui che all'estero. Mi piace girare l'Italia, nonostante il freddo che a volte mi tocca sopportare. Una delle mie mete preferite è di sicuro la Sardegna, un'isola meravigliosa capace di regalare onde che non fanno certo rimpiangere l'oceano e che basta saper attendere. Ho visitato molti posti diversi tra loro in giro per il mondo, per me ognuno ha un suo particolare fascino. Il periodo trascorso nel 2001 nell'isola di Masirah, in Oman, con Marco Bosi e altri è stato davvero assurdo. Eravamo gli unici stranieri sull'isola ed i primi italiani a surfare e documentare il luogo.

Quali focali usi più spesso? Quali pellicole preferisci usare e perchè? Quali soluzioni sfrutti in condizioni di luce scarsa o controluce?

Naturalmente la focale che uso più di tutte è il 300 mm Canon 2.8 che utilizzo soprattutto con un duplicatore 2x (al momento in prestito da Marco Kanu, che ringrazio!). Ho usato per anni le pellicole Provia 100F professional, tutt'ora le uso per la mia amata Zenza Bronica medio formato, non ci sono paragoni di nessun genere. Ne sono convinto e lo dico anche se ormai molti usano le macchine digitali, oggi ci sono corpi macchina da milioni di sterline che hanno buone rese, ma niente di speciale. Per quanto riguarda la luce scarsa o il controluce non mi faccio tanti problemi, se le onde sono di mio piacimento me ne vado in acqua a divertirmi anch'io!

Alcuni sostengono che il digitale abbia cambiato il mondo della fotografia. Qual'è il tuo atteggiamento verso le immagini digitali?

Si, però è anche vero che c'è chi crede che la luna bussò' Il digitale ha dato una svolta profonda al mondo della fotografia, ma nulla è ancora paragonabile ad una buona pellicola, sia per la resa finale che per il fascino. Naturalmente chi ha cominciato dal digitale non ha minimamente idea di cosa sia un tiraggio, o lo sviluppo con degli sballi di ISO, ma tanto loro sicuramente conoscono alla perfezione photoshop e qualcosa di simile lo si può ottenere lo stesso. Francamente mi fa ridere l'idea di fotografi, magari anche molto bravi, che non sanno montare un rullino in un corpo macchina. Mi viene da piangere quando ancora qualcuno mi chiede se il corpo medio formato che uso sia una cinepresa.

Sappiamo che hai lavorato a lungo al fianco di Alessandro Ponzanelli (campione italiano long '06) con il quale hai viaggiato molto. Cosa ci racconti di questa esperienza e di Ale?

Con Alessandro mi sono trovato da subito molto bene, ma come con molti altri, quando una persona ti affascina come stile e bravura il gioco è fatto! A quel punto spetta solo a te essere pronto a fare il bravo dietro il tuo obbiettivo. Con lui ho vissuto un'incredibile esperienza al campionato europeo di Biarritz due anni fa. Si è qualificato con disinvoltura in tutte le batterie fino ad arrivare in semifinale, ero felice ed emozionato come se fossi io a fare la gara, ero pompato quanto lui. Con Ale ho fatto molti viaggi e ne farò molti altri, è una brava persona e mi diverte sempre la sua compagnia, con i suoi o miei amici. Abbiamo quasi dieci anni di differenza ma sembriamo due ragazzini o due adulti allo stesso tempo. Il proboblema è che lui non ha voglia di fare veramente niente oltre al surf! Lui pensa lo stesso di me, e un po' ha ragione ma almeno io sto lavorando! Non ho particolari preferenze a fotografore long o short, ho un debole per il 'classic surf' ovvero per chi usa long classici e tavole retrò. È chiaro che se in acqua c'è gente brava in tavoletta è molto divertente lavorare su scatti di pura action, quando il livello è alto e le condizioni ti aiutano come si fa a non fare delle belle foto ad un Bresciani della situazione?

Qual'è il tuo atteggiamento verso la fotografia in bianco e nero?

Se devo essere sincero non ho scattato tantissimo in bianco e nero, anche se è un tipo di fotografia che mi affascina. Una pellicola che mi piace parecchio è la Kodak 3200, ho avuto modo di usarla un po' di volte e ne sono stato contento.

Cosa consigli a chi vuole intraprendere la professione del surf-photographer in Italia?

Semplice. Consiglio di andare all'estero, fare un bel po' di gavetta, tornare, rendersi conto di come veramente gira in Italia, e di ritornare all'estero! Parlando seriamente consiglio di impegnarsi a fondo, non fare altro nella vita, seguire veramente tutte le mareggiate e non aspettarle davanti casa. Non si vive con una mareggiata bella l'anno, anche se la maggior parte dei media in Italia con una mareggiata di un metro ci può fare un articolo di dieci pagine. Per quanto riguarda il lato economico, bisogna far capire ai giornali con cui si lavora che se loro non pagano, tu non vai in giro per il mondo a fare le foto. Ma se tu non viaggi e non fai le foto loro non possono fare le riviste.

Ringraziamenti e saluti.

Ringrazio Giuliana, mia madre, che ringrazierò tutta la vita, poi Manuele e Alessia, Maurizio, Morena ed Emma.


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