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LIGURIA

a cura di Tomas Cravarezza Condividi SurfNews

Ciclogenesi e ridiscussione generazionale

Le perturbazioni sono principalmente accumuli di energia atlantica in movimento. Irrompono nel bacino del Mediterraneo, si rigenerano in venti vorticosi grazie alla presenza delle Alpi e scatenano la propria ira sotto forma di pioggia, vento e, visto il contesto, onde. Degli effetti negativi del 'maltempo' sono pieni i giornali in questo strano inverno di alti e bassi climatici. Quello che i media non dicono è che proprio l'energia di tempeste come Kyrill, coi suoi venti fino a 180Km orari, portano linfa nella comunità surfistica di casa nostra. Ad ogni maestralata nata nel Golfo del Leone, ad ogni Libecciata che raggiunge la costa, vengono ridisegnati i ruoli, le amicizie e gli scarti generazionali sui reef di mezza penisola. In questo monologo Thomas, uno degli atleti di punta del Nordovest racconta di come venga utilizzata questa energia dalla 'new school' ligure.

L'indole sospettosa, burbera, brontolona, insita nel nostro DNA di liguri, ci ha tenuto ai margini, se non addirittura fuori dalla scena italiana del surf fino a poco tempo fa. Nonostante la nostra vicinanza geografica alla Toscana, basta arrivare in Versilia per rendersi conto di come le due realtà surfistiche siano differenti e di come cambi radicalmente l'approccio al nostro sport ed al mare. Per noi ragazzini liguri, crescere in una realtà piuttosto chiusa, non è stato facile ed ha richiesto alcuni anni di duro lavoro. Gli inizi sono stati il momento peggiore. Non eravamo per niente i benvenuti e più volte, scendendo dal treno a Varazze siamo stati accolti da urli ed offese. Sono comportamenti che lasciano il segno nella coscienza in un gruppo di adolescenti (facevamo le medie!) che sta prendendo le misure col proprio ambiente. Le cose però stanno cambiando tra le onde della Liguria e mi piace pensare che in buona parte sia merito della nostra generazione. Il nostro approccio al surf 'facile', sempre con il sorriso sulle labbra, è quello che probabilmente ha fatto accorciare il muso ai famigerati 'locals' degli spot che frequentiamo. La competitività sana, senza gelosie, e con la voglia di fare bene tutti quanti, è la spinta che ci ha fatto crescere. Noi 'ragazzini' siamo legati da una profonda amicizia che va oltre lo sport. Usciamo la sera insieme, frequentiamo le stesse università e ci sproniamo a dare il massimo anche nello studio. E' grazie a questo se l'atmosfera, in acqua è letteralmente cambiata in Liguria. Spero non sia solo una mia proiezione mentale ma da Chiavari al Ponente è difficile non vedere facce sorridenti in acqua e ragazzi che scherzano, si prendono in giro, si rilassano. Il localismo è una realtà, come è giusto che sia in uno spot con una storia e molto inflazionato come Varazze, ma anche qui ha preso una piega intelligente che agisce solo nei confronti di coloro che si comportano male in acqua, senza pregiudicare a nessuno la fruibilità delle onde e dando sempre la priorità alla sicurezza. Non dimentichiamo che due parole dette da un locale, per quanto burbero, possono prevenire incidenti anche molto gravi, come quello che si è verificato non molto tempo fa in un secret vicino a Genova dove un ragazzo di Milano con il bodyboard si è letteralmente fracassato la faccia sugli scogli. E' stato molto importante, in questa presa di coscienza, avere persone del settore che ci hanno accompagnato in questa crescita. Con Marco Canu collaboriamo a tempo pieno. La scusa di scattare foto è solo una delle affinità che ci tiene uniti. Marco ci conosce da quando eravamo bambini e la sua crescita come fotografo ha accompagnato la nostra di surfisti. In questi ultimi anni abbiamo maturato una confidenza tale che ci permette di tirare fuori da ogni session le foto migliori. Certo non sempre è facile metterci tutti d'accordo, bisogna sempre scegliere lo spot da surfare, quale sezione dell'onda utilizzare e considerare tante altre variabili. Quando finioscono le discussioni ed entriamo in acqua però, riusciamo a comunicare e a capirci anche solo con un'occhiata. E' importante per noi giovani atleti avere un riscontro fotografico delle nostre manovre e Marco, conoscendoci a fondo, riesce a farci vedere chi siamo e cosa facciamo attraverso i suoi scatti. So che un bel po' di persone sono orgogliose di come ci stanno andando le cose, del fatto che nel campionato italiano siamo tutti ai massimi livelli e che stiamo facendo onore alla tradizione trentennale del surf ligure. Noi della new school siamo i primi ad esserne felici. In un clima di simile fermento può succedere di tutto, anche di prendere un'onda di set a Varazze e sentirti incitare proprio da chi, quando eri un ragazzino, ti aveva insultato!


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