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IL VIAGGIATORE IMMOBILE

a cura di Antony Colas e SurfNews Condividi SurfNews

Google Earth svela ai surfisti le coste di (quasi) tutto il mondo:
limiti e prospettive degli occhi virtuali più famosi di internet.

Il sogno di Viaggiare senza spostarsi è vecchio quanto l'uomo. Basta pensare alla letteratura di viaggio e alla saggistica da Omero ai giorni nostri per capire che proprio questa esigenza di 'conoscere a distanza' è una caratteristica importantissima del nostro essere nel mondo. Fino a pochi anni fa, vedere senza essere fisicamente presenti, era però possibile solo attraverso gli occhi dell'immaginazione. Chi non si è mai creato in mente gli scenari dei viaggi di Melville o di Salgari? Da Giugno 2005 pare che questo sforzo immaginativo sia divenuto quasi inutile.

Forse sono stato troppo drastico nella valutazione, di sicuro però, da quando Google Earth ha aperto la propria banca dati di immagini satellitari, spiare il mondo utilizzando il computer è di colpo divenuto il passatempo preferito da milioni di persone, non esclusi i surfisti. Il fascino è innegabile. E' un feeling incredibile quello di poter tornare in spot visitati nel passato, riconoscere le onde surfate e cercarne altre. Il prossimo point, la spiaggia più inaccessibile, la costa più lontana, ma anche il ristorante più vicino o l'albergo più economico, distano da te solo un paio di click... ovviamente se la risoluzione delle immagini è buona e la tua connessione sufficientemente veloce. A differenza di altre diavolerie partorite dalla rete, però, il successo di questa applicazione è andato ben oltre lo schermo del PC invadendo i media a tutti i livelli. Sia Rai che Fininvest, per non parlare delle emittenti satellitari e dell'editoria, fanno gran uso, dei voli pindarici tipici di Google Earth e delle sue vedute aeree mozzafiato. Anche nel mondo del surf riviste come Surf Session France e Surfing Mag Usa hanno dato spazio a questa nuova tecnologia dedicandovi articoli e persino concorsi fotografici a premi per le nuove onde scoperte tra i suoi oceani virtuali. Che sia la fine della surf exploration come l'abbiamo sempre conosciuta?!

LIMITI E NON-LUOGHI

Nonostante le migliorie apportate in due anni facciano sembrare tutto iper reale, bisogna capire che le immagini disponibili non sono 'live' come nelle web-cam. Si tratta invece di un mosaico enorme di foto satellitari, un non-luogo virtuale fatto di immagini vecchie fino a tre anni. E' possibile zoomare, muoversi in tutte le direzioni o inclinare l'orizzonte e creare angoli visuali e prospettive tridimensionali. Non è però possibile sapere data e ora in cui è stata presa l'immagine e questo limita la valenza scientifica (ad esempio meteorologica) del dato. Un'altro problema è quello della risoluzione dell'immagine. Nonostante la quarta versione del software sia costantemente aggiornata con nuove foto, non tutte le zone del globo sono state riprese al massimo della risoluzione. In alcune aree inoltre (sempre meno) due o più immagini si sovrappongono creando problemi di chiarezza. Un trucco per scoprire facilmente quali zone sono più definite è quello di sorvolare la terra a 1.000-1.500 km di altezza ed individuare i quadrati delle zone high-res. Fuori da queste zone, e stiamo parlandi di circa il 90% delle coste mondiali, la risoluzione lascia intuire la conformazione della costa ma non consente di scattare foto aeree o di vedere le onde in maniera dettagliata. Ovviamente dipende dall'area di interesse. L'Europa e l'Africa, così come gran parte dell'Asia non sono ancora sufficientemente coperte. Molte zone surf, come il Nord America, L'Australia e l'America del Sud sono però perfettamente visibili ed esplorabili ad alta risoluzione. E' in queste aree, il cui numero è in crescita ogni giorno, che puoi permetterti il lusso di sorvolare la costa a poche centinaia di metri da terra scrutando le possibili onde come a bordo di un elicottero. Una volta attivata la funzione di simulatore di volo, potrai letteralmente pilotare il tuo velivolo attraverso il mouse avvicinandovi alla costa, ispezionando le città ed i fiumi. Svariati sono gli strumenti di bordo: altimetro, bussola ed un comodo sistema di misurazione delle distanze ti consentono di tradurre subito in cifre quello che stai vedendo. Quanto larga è quella baia? Quanto alta questa duna? Quanto lungo è il molo? Quanto dista un'onda da un'altra? Una volta trovato lo spot dei tuoi sogni, hai imemdiatamente tutti i dati su come raggiungerlo, dove alloggiare, quale sia l'accesso migliore alla spiaggia. Per gustare al meglio questa esperienza come surfisti vi consiglio di trovare un tratto di costa in cui vi siano onde. Il colore bianco delle schiume è visibile fin da 10-15 km di altezza. Se non avete voglia di cercare, fatevi un giro lungo le coste della Nuova Zelanda (area Taranaki), nella penisola del Bukit a Bali o in California Meridionale dove molti degli spot famosi sono stati fotografati proprio durante belle mareggiate con vento da terra. Si vedono chiaramente le onde che piegano attorno alle punte, si contano i surfisti in acqua e si riconoscono persino le auto nel parcheggio! Una volta individuato un punto che vi interessa, è possibile registrare le coordinate gps (risoluzione di circa 5m) contrassegnarlo con una bandierina, salvarlo nei preferiti per tornarci a volo d'aquila da qualsiasi punto del globo senza lo sforzo di guidare o prendere aerei, atterrando come un marziano proprio sulla spiaggia. Ogni giorno sono migliaia le informazioni aggiunte che vanno dai ristoranti, alle scuole, fino ai negozi, gli hotel e a tutti gli esercizi che hanno scelto Google per farsi trovare. Se una volta vissuto virtualmente il vostro trip ideale, vorrete 'veramente' spostare il vostro corpo fino la, potrete caricare i segnalibri sul vostro navigatore satellitare (Google, nella sua versione 'Plus' è compatibile coi navigatori Garmin e Magellan) e semplicemente lasciarvi guidare magari prenotando direttamente in rete anche i trasporti. Tra i surfisti che ancora amano guardare di persona le onde sorgono alcune domande. Come potranno i secret spot rimanere segreti? Come potranno le nuove generazioni assaporare il piacere della scoperta e sopportare le traversie del viaggio se potranno vedere ogni angolo della terra senza neppure muoversi da casa?

Tutti converrete che Google è una rivoluzione di portata mondiale che soddisfa sia un sogno vecchio come l'uomo che le esigenze della modernità. Fortunatamente, specialmente in Mediterraneo, le condizioni meteoclimatiche concorrono a salvare un po' di mistero. Con mareggiate che durano spesso meno di una giornata e sono sovente accompagnate da tempo instabile, le probabilità che foto di onde finiscano nell'archivio di Google sono molto limitate, quindi per ora il 90% della costa italiana e gran parte di quella europea, necessita ancora di occhi umani per essere gustata!


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