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GIOVANNI PERINI

a cura di Nicola Zanella Condividi SurfNews

NOME: Giovanni Perini

NICKNAME: Perini

STANCE: Goofy

NATO A: Mantova

STUDI: Universita di Costa Rica, Economia e Comercio

ETA': 18

HOME SPOT: Playa Langosta

CIBO PREFERITO: Pasta!!

SPOT: Playa Grande, Langosta, Playa Hermosa, Roca Bruja

MUSICA: punk, electronica, hip hop, detesto la musica latina

PIAZZAMENTI: 5° nella categoria Boys nel 2003, 3° ai Nazionali Junior nel 2005, 3° ai Nazionali Junior nel 2006.

SPONSOR: High Tide Surf Shop

'Aqui Hai Talento' titola il quotidiano Tamarindo News aprendo la sezione sportiva con una foto a pagina intera di Giovanni, in floater durante i campionati Costaricensi. A metà tra orgoglio italiano e pura-vida centramericana, Giovanni appartiene a quella generazione di mediterranei cresciuti a suon di onde oceaniche e acqua calda che tanto bene possono fare al surf competitivo di casa nostra.

Prima domanda di rito, raccontaci la storia della famiglia Perini. Sei nato in Costarica o vi siete spostati laggiù solo recentemente?

I miei genitori hanno visto il Costa Rica su giornali e riviste, ne sono rimasti incuriositi. Sono venuti qui la prima volta nel '92 per una vacanza 'esplorativa' lungo tutto il paese, durata circa una ventina di giorni. Quando si sono stancati definitivamente della routine e della nebbia mantovana ci siamo temporaneamente trasferiti nella capitale San José nel novembre del '93.

Come ti sei avvicinato al surf? Raccontaci delle tue prime esperienze in acqua e cosa rappresenta per te il surf.

Ho scoperto la mia attrazione per l'oceano quando, dopo circa sei mesi, ci siamo trasferiti a Liberia, a un'ora e mezza di distanza da Playa Tamarindo. Andavamo al mare nei fine settimana, e io stavo tutto il giorno in acqua sul mio primo body board, che ovviamente conservo ancora oggi. Quando abbiamo costruito la casa a Villamargarita, a soli quattro chilometri da Playa Tamarindo, ho iniziato ad andare al mare sempre più spesso. Mi alzavo già in piedi sul body, e ricordo ancora bene il primo tubo e la sensazione incredibile di essere avvolto dall'acqua e continuare a respirare. Poco tempo dopo i miei genitori mi regalarono la mia prima tavola, una Al Merrick 6.3 viola con una gran croce disegnata lungo tutta la tavola. Il mio spot preferito da piccolo era Pico Pequeño, surfavo mentre i miei genitori mi tenevamo sott'occhio dalla spiaggia. Da quando sono riuscito a seguire per la prima volta la parete di un'onda sinistra non sono stato più capace di smettere! Non saprei cosa rappresenta il surf per me, certamente mi ha aiutato a crescere e a capire quanto sia importante proteggere l'ambiente e l'oceano.

I tuoi genitori assecondano il tuo impegno e la tua passione? Come concili la scuola con il surf?

Loro mi supportano, ricordandomi anche che dovrò lavorare e contano sulla mia laurea. La scuola si concilia con il surf grazie alle maree: quando c'è bassa o il mare è piatto mi dedico allo studio! Il surf comunque mi ha aiuta anche ad andare avanti con gli studi, funziona come 'antistress' e mi dà energia per impegnarmi nelle altre cose. Mi ha anche aiutato ad essere più organizzato, ho imparato a gestire il mio tempo per potermi permettere almeno una o due ore di surf. Quando gli impegni mi costringono a rinunciare, di solito non resisto e scappo comunque in acqua!

In che regione della Costarica vivete ora? Raccontaci dei tuoi spot preferiti e delle onde che hai attorno a casa.

Viviamo nella regione di Guanacaste, una zona molto conosciuta sia ai turisti che ai surfisti. Attualmente stiamo a Playa Langosta, una spiaggia adiacente a Tamarindo, dal 2001 è il mio home spot. Siamo fortunati perchè esistono molti spot che si attivano a seconda del tipo di swell. Solo nella baia di Tamarindo ci sono circa nove spot diversi, e anche se alcuni sono abbastanza inconsistenti ne funzionano regolarmente tre o quattro. Con tre ore di macchina circa posso raggiungere posti come Playa Negra, Avellanas, Playa Grande, Tamarindo, Marbella etc. Playa Negra è un reef break, mentre Avellanas, Grande e Marbella sono beach break potenti e tubanti. Langosta è un rivermouth con un picco su roccia che finisce nel beach break, come quasi tutte le onde a Tamarindo. Ovviamente non posso dirvi dove sono i secret!

Sappiamo che hai partecipato a tre mondiali ISA con la nazionale italiana. Che esperienza è stata surfare per l'Italia?

É stata una esperienza fantastica, e devo dire che sono stato sempre accolto molto bene da tutti e tre i team con cui ho surfato. Sono state le gare più belle e divertenti a cui ho partecipato, sia per l'esperienza surf che per le persone che ho conosciuto. Di certo mi piacerebbe molto continuare a fare parte della nazionale italiana!

Cosa ne pensi dei surfisti nati e cresciuti in Mediterraneo? Quali sono le loro possibilità nel mondo delle gare?

Ammiro molto i surfisti che surfano in Italia per l'enorme sforzo che devono fare per riuscire ad andare in acqua. Con il freddo e le poche swell che ci sono ci vuole un enorme entusiasmo, che sicuramente è d'esempio per le nuove generazioni e forse permetterà di migliorare i risultati a livello mondiale.

Come ti alleni per le gare? Hai un trainer personale?

Quasi tutte le mie gare 'grommet' e 'boys' le ho fatte senza avere alcun trainer. Oggi ho un allenatore che mi aiuta in tutti gli aspetti, segue la mia preparazione fisica e tecnica e mi consiglia anche nella scelta delle tavole. Gli allenamenti sono sempre diversi, cerchiamo di lavorare su tutto ciò che mi serve per diventare un surfista competitivo: sono sempre in spiaggia, corro, nuoto, faccio molti esercizi per le gambe, sia per avere più forza nei muscoli che per rinforzare i legamenti ed evitare lesioni, faccio molte heat di allenamento per migliorare la tecnica di gara. Inoltre cerchiamo di trovare qualche contatto per tavole e sponsor!

Hai mai surfato in Italia? Se si, cosa ne pensi delle onde mediterranee?

Non ho mai surfato in Italia, l'inverno scorso sono stato ospite da Filippo Orso sulla costa ligure, ma niente da fare, non c'erano onde. Mi piacerebbe riuscire a venire in Italia il prossimo Luglio e tentare di surfare gli spot più conosciuti.

Quali viaggi surf ricordi piu volentieri?

Certamente il viaggio a Huntington, in California (Junior ISA 2005), e quello a Maresias in Brasile (Junior ISA 2006), per il mondiale con la nazionale italiana.

Ringraziamenti?

Ringrazio per primi i miei genitori che mi sono stati sempre vicini e mi hanno supportato. Grazie anche ad High Tide Surf Shop, il mio primo sponsor ufficiale, che mi appoggia già da tre anni, alla Federazione Italiana (in particolare Spinas e il coach Barbuzza), e a tutti i ragazzi italiani che ho conosciuto durante i mondiali. Infine grazie a Surf News per questa intervista.


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