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SIPPING JETSTREAMS

a cura di Emiliano Cataldi Condividi SurfNews

'Twenty years from now you will be more disappointed by the things you didn't do than by the ones you did do. So throw off the Bowlines. Sail away from the safe Harbor. Catch the trade winds in your sails. Explore. Dream.Discover.' Mark Twain.

Finalmente in distribuzione il rivoluzionario progetto visivo (dvd + libro) di Tailor Steel e Dustin Humphrey
prodotto tra Cina, Cuba, Egitto, Marocco, Bali, Giappone ed Italia. Recensione e retroscena di Emiliano Cataldi.

'A journey in Life' è il motto che accompagna l'uscita dell'attesissimo progetto nato dalla collaborazione fra Taylor Steele ed il fotografo Dustin Humphrey, disponibile dal primo ottobre scorso sia in dvd (Sipping Jetstreams: the Movie) che su carta stampata sotto forma di un curatissimo libro in formato coffee table (Sipping Jetstreams: the Book). Prendendo le distanze dal trend a cui siamo stati abituati dall'editoria surf e l'industria dei video ad essa legata, Dustin e Taylor hanno dato vita ad un progetto di più ampio respiro in cui a recitare la parte da protagonista non sono più solo il surf o i surfisti, quanto piuttosto l'unicità dei luoghi visitati durante questo viaggio affascinante. Vista sotto quest'ottica la scelta dei paesi visitati da Sipping Jetstreams in oltre due anni di lavoro assume un significato particolare proprio in virtù delle spiccate connotazioni storiche e culturali che contraddistinguono luoghi ricchi di tradizione come la Cina, Cuba, l'Egitto, il Marocco, Bali, il Giappone e non ultima l'Italia. Esattamente agli antipodi dei podcast in diretta da Tahiti o dalla Gold Coast, Sipping Jetstreams si cala volutamente in realtà di paesi che molto spesso vengono ignorati dalla maggior parte dell'editoria di settore, riuscendo magistralmente nel duplice intento di documentarne la cultura e le tradizioni e di stupire anche il surfista più scettico con indimenticabili sessions di surf. Guardando le immagini del film e le splendide foto del libro si ha infatti l'impressione che la buona stella abbia accompagnato la troupe pressoché ovunque, materializzando puntualmente la swell dell'anno in occasione di ogni shooting. In realtà la chiave della riuscita di Sipping Jetstreams non sta nella semplice fortuna quanto piuttosto in una pianificazione meticolosa ed attenta di ogni trip, un'aspetto del lavoro in cui tanto Dustin quanto Taylor sono incredibilmente efficienti e che traspare fin dalle prime pagine del libro o dalle sequenze di apertura del film. Non è un caso quindi che abbiano scelto Shane Dorian e Dan Malloy, affiancati dal radicalissimo goofyfooter Mike Losness, per surfare i point destri attorno ad Agadir piuttosto che Kelly Slater per domare i mostruosi tubi di Soup Bowl a Barbados. Ad aprire Sipping Jetstreams è per l'appunto il capitolo sul Marocco, nel quale le suggestive immagini girate fra i vicoli del souk di Marrakesh e nel desertico altipiano dell'Atlante fanno da cornice alle splendide surfate sulle lunghe destre di Boilers ed ai profondissimi tubi sul reef di Grassy Knoll. Particolarmente ispirato dai toni caldi del deserto Dustin ha immortalato gran parte dell'action combinando la luce del tramonto con l'utilizzo di filtri dorati, riuscendo a cogliere tutta la carica poetica del Marocco in istantanee mozzafiato come quella di Shane Dorian usata anche per la copertina del libro. Altrettanto riuscita è la prima sezione del film (vale la pena ricordare che è stato girato interamente in pellicola 16mm), del quale colpiscono particolarmente i magnifici paesaggi ripresi con la tecnica del time laps e le scene di vita quotidiana nel mercato di Marrakesh. Molto suggestiva la scena di apertura con la voce fuori campo di Dan Malloy che legge un passo tratto da Jack Kerouac, in perfetta sintonia con la filosofia ispiratrice dell'intero progetto. Agli spazi aperti del Marocco fanno da contrasto le caotiche strade di una metropoli in piena espansione come Hong Kong con cui si apre il secondo capitolo di Sipping. Dustin e Taylor ci portano a spasso fra le vie congestionate della metropoli asiatica in compagnia di Kalani Robb e Rizal Tanjung, lì dove vecchio e nuovo convivono senza stridere. La musica ritmata si sposa perfettamente con la vita frenetica che scorre nelle immagini e con la raffica di primi piani di persone incontrate in strada: il ragazzo con i tradizionali dragoni delle Triadi tatuati sul petto e sulla schiena, il venditore di pesce al mercato, un bambino, ragazze in eleganti tailleur, l'anziano barcaiolo. Rizal e Kalani sembrano essere perfettamente a loro agio tanto fra i grattacieli di Hong Kong quanto sul lineup di Tai Long Wan (Big Wave Bay, ndr.) dove i due si scatenano su divertenti onde di beach break al centro di una pittoresca baia. Discorso a parte merita la sezione dedicata all'Italia (vedi anche SurfNews n°60): accanto ad icone classiche come i canali di Venezia, San Pietro o il Colosseo, vengono accostate le foto e le riprese delle stratosferiche surfate di Tim Curran in Calabria, mostrando al mondo intero l'altro volto del Bel Paese. In particolare, le fotografie in medio formato selezionate per il libro sono veri e propri capolavori e ricordano le cartoline di fine ottocento, mentre il sapiente montaggio dei filmati realizzati con le due macchine da presa non fa altro che raddoppiare il piacere che si prova nel vedere Tim uscire da tubi in piedi o atterrare degli air spettacolari. Una piacevole sorpresa è costituita dalla colonna sonora, il cui tema principale Slow è tratto direttamente da Citsuca, album pubblicato di recente dallo stesso Tim Curran. Di taglio decisamente diverso il capitolo dedicato all'isola Bali, dove sia Dustin che Taylor risiedono ormai a tempo pieno, che viene mostrata, è proprio il caso di dirlo, come non si era mai vista prima. La totalità delle riprese e delle fotografie sono state realizzate infatti da un elicottero che ha seguito ogni surfata sospeso a pochi metri dalla testa dei fratelli Irons e di Rizal Tanjung. Innovativa anche la location scelta: al posto delle ormai famose sinistre della costa ovest Dustin e Taylor hanno preferito le destre tubanti della costa est dell'isola, saltate alla ribalta dei media solo in un passato relativamente recente. Se l'intento dichiarato era quello di essere originali anche in una location così nota come Bali, bisogna riconoscere che con Sipping Jetsreams l'obiettivo è stato centrato in pieno. In Egitto la troupe di Sipping ci è arrivata quasi per caso, e a trip concluso il risultato è stato talmente entusiasmante da decretare la fine delle riprese per questa prima parte del progetto (il prossimo Febbraio inizieranno le riprese e gli shooting di Sipping Jetstreams 2). Scelti per la loro estrema versatilità nel surfare onde medio piccole, Yadin Nicol, Alex Gray e Mike Losness riducono letteralmente in brandelli le divertenti onde di Alessandria, mostrando anche ai più scettici il grande potenziale delle mareggiate mediterranee prima di immergersi nella storia fra le vie polverose de il Cairo. Nei vicoli della sconfinata metropoli egiziana Dustin e Taylor scovano autentici scorci di vita tipici della tradizione araba e mediorientale, trasferendoli con sapiente maestria sulle pagine del libro come nei fotogrammi del film. Molte delle foto scelte per il libro sono le stesse che i lettori di SurfNews ricorderanno pubblicate sul n°58, mentre le riprese di surf in Egitto costituiscono una novità assoluta presentata all'attenzione internazionale per la prima volta da Sipping Jetsreams. Un'altra piacevole sorpresa è costituita dall'isola di Amami, la piccola enclave Giapponese dove Sipping è sbarcato con Donavon Frankenreiter, Dave Rastovich e Masatoshi Ohno giusto in tempo per surfare una epica mareggiata durante la stagione dei tifoni nel 2005. Clima mite, paesaggi da cartolina, abitanti cordiali e tradizioni millenarie accolgono la troupe ed i surfisti in quest'isola che vanta il record mondiale di longevità. Se nel copione di Sipping Hong Kong rappresenta il boom economico che l'Asia sta vivendo ultimamente, Amami rappresenta invece il lato più tradizionale e a misura d'uomo dell'estremo oriente. Palazzi fatiscenti, strade polverose attraversate da vecchie Chevrolet degli anni '50 e l'immancabile musica del Buena Vista Social Club: Sipping sbarca a Cuba e si immerge fra i colori, gli odori e la musica de l'Avana offrendoci uno degli ultimi scorci della leggendaria isola caraibica dell'era di Fidel Castro. Le onde non raggiungono mai livelli di eccellenza ma un biondissimo Ozzie Wright non sembra curarsene troppo e fra un air e l'altro trova anche il tempo di skateare per le via dell'Avana attirando gli sguardi incuriositi dei passanti e suscitando l'entusiasmo fra bande di ragazzini cubani. Assolutamente eccezionali i ritratti realizzati da Dustin, che riempiono alcune fra le pagine più toccanti di tutto il libro. Il gran finale di Sipping è riservato alla mega swell surfata da Slater e compagni in quel di Barbados che rende piena giustizia al surf nei caraibi. Se le foto pubblicate da TransworldSurf ed i brevi spezzoni visti su Campaign 2 avevano lasciato intravedere qualcosa di unico, è in Sipping Jetstreams che quelle sessions vengono svelate in tutta la loro magnificenza. Kelly surfa alcune delle onde più spesse della sua vita ed esce da tubi a dir poco allucinanti: onde da fare invidia perfino al migliore Backdoor immortalate in tutta la loro drammaticità nella insuperabile qualità della pellicola 16 millimetri e proposte nel film con un piacevole sottofondo di beat reggae. Le riprese e le foto di questo capitolo varrebbero da soli l'acquisto o la semplice visione di Sipping Jetstreams. Molto curata anche la sezione dei bonus, in particolare la sezione Behind the Scenes. Sipping Jetstreams è disponibile (anche separatamente) nei migliori surf shops oppure online su www.sippingjetstreams.com e www.surfcorner.it .

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