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DIETRO LA LENTE

a cura di Nik Zanella Condividi SurfNews

Intervista a Carlo Sarnacchioli

Perché, secondo te, le onde hanno un'attrattiva così forte verso i fotografi?

Perchè sono semplicemente meravigliose. Le onde sono un'energia della natura cosi dolce e violenta, una parodia della vita stessa. Il mare è per me fonte di incredibile energia interiore, mi rigenera, in acqua sono cosi libero e sereno, auguro a tutti di provare la mia stessa emozione ogni volta entrando in acqua.

Raccontaci degli inizi, di cosa ti ha spinto a scattare foto di onde e di surfisti.

Per puro caso mi sono trovato in un estate del '99 in Sardegna, avevo smesso da circa sette anni di fare windsurf. Improvvisamente ho visto qualcosa di cosi bello, emozionante, fluido e armonioso come un'onda del Mini Capo. Da allora non ho smesso di prendere onde e di fotografare onde, ne sono rimasto stregato per sempre. Ringrazierò sempre Ale Staffa che mi ha portato li.

Sappiamo che sei sulla scena del surf italiano praticamente dall'anno zero e hai collaborato con i principali media del settore, soprattutto nella prolificissima area laziale e hai pubblicato come coautore il libro Mare Nostrum. Che cambiamento hai visto in quest'ambiente dagli inizi ad ora? Sei positivo o negativo verso il futuro?

Si in effetti se guardo indietro mi dico cavolo: ho un archivio di onde e surfisti italiani impressionante, avrò speso anni dietro l'obiettivo e chissà quanti milioni in rullini! Ho visto giovani e inesperti surfisti diventare bravissimi e raggiungere in pochi anni i vertici delle classifiche. Peccato che a tutti loro sia spesso mancato il supporto di una organizzazione vera che aiuti chi si impegna con tutto il cuore in questo settore. Fortunatamente ci sono persone che, e lo dico con orgoglio, hanno speso tempo, denaro, per pura passione per far crescere questa meravigliosa 'arte del surf', in Italia. E' grazie a loro se le cose stanno cambiando e se le nuove leve avranno appoggio per crescere nel mono del surf, nazionale ed estero.

Al di la dei campanilismi, quale pensi sia stato, finora, il contributo del Lazio a tutto questo? Come vedi l'alta concentrazione di surfisti nell'area di Ostia e di Santa Marinella?

Infatti, bisogna superare i campanilismi e i localismi. Credo che non si possa parlare di questa o quella regione ma di una comune e irrefrenabile passione che non ha confini geografici o regionali. Mi sono trovato a 'casa mia' in Toscana in Sardegna in Liguria, certo il Lazio con Roma a pochi chilometri dal mare offre ormai un grosso 'parco surfisti' o presunti tali ma per fortuna l'inverno arriva sempre e molti di questi stanno a casa a vedere Buona Domenica. Viaggiando in Italia ho visto zone meno popolose del Lazio che pur hanno una nutritissima comunità surfistica in proporzione assai più grande della nostra, basta pensare alla Toscana e alla Sardegna. In ogni caso ribadisco che non mi piace dare una geografia all'espansione del surf, le persone che fanno il surf puro hanno dato tutti il loro contributo in un modo o in un altro.

Quali sono gli spot che preferisci immortalare e perché?

In assoluto Samesa Longa, non ho mai pubblicato nulla volutamente, perché ancora non sono riuscito a fare una foto degna di un posto cosi bello. Ho visto molte foto di questa baia, quasi tutte non colgono lo spirito di Sa Mesa. Per Banzai invece c'è un discorso di affetto personale! Entrai in acqua per la prima volta nel 1980 con il mio primo windsurf, poi 20 anni dopo con il mio 9.4 e ho capito quanto è meravigliosa la sua sinistra. Un consiglio per fotografare Banzai? Bisogna guardare il sole e aggirarlo. C'è il modo per farlo, basta trovare la postazione giusta.

Curiosando sul tuo sito, ho visto che ami scattare anche molta natura, edifici, oggetti e ritratti. Parlaci della scelta dei soggetti e del taglio delle tue foto al di la del surf.

È una lunga storia, mi sono innammorato della fotografia quando avevo circa 13 anni, oggi ne ho 41 e quando guardo le mie scatole di foto che conterranno tra dipositive, foto B&N e cdrom oltre due milioni di scatti mi rendo conto che gran parte della mia vita è passata attraverso le mie lenti. Di sicuro una gran parte delle mie emozioni è racchiusa in quelle scatole! La scelta dei soggetti è quello che unisce ognuno di quegli scatti, questa è la ricerca fotografica. Non scatto mai a caso, so esattamente cosa voglio, la foto la vedo prima che lei mi appaia, soprattutto l'inquadratura e l'angolazione sono le cose che curo maggiormente. Non mi fermo mai davanti al mio soggetto, faccio un giro di 360° e vaglio prospettive diverse. Il digitale aiuta molto questa sperimentazione.

Che rapporto hai col materiale tecnico. Che obiettivi prediligi e perché? Come vedi gli scatti di surf in bianco/nero?

Dalla mia prima foto nel '79 ho cambiato una serie infinita di corpi-macchina e obiettivi. Sono passato da Yashica a Contax a Nikon per poi scoprire Canon, una macchina meraviglia, velocissima ma soprattutto molto cara! In assoluto l'obiettivo migliore per le foto di azione sarebbe il Canon EF 400mm f/2,8L IS USM. Per le foto di life-style adoro il Canon EF 15mm 1:2.8 Fisheye. Il 400 è un capolavoro soprattutto quando la luce non è l'ideale e questo lo può capire solo chi ha cominciato a fotografare quando le digitali non c'erano. I fotografi nati col digitale non sanno neppure cosa sia la luce! Nelle foto di surf uso raramente il B&N. Penso che l'attitudine essenziale del long old-school si combini perfettamente col bianco e nero ma per le manovre moderne ci vuole il colore.

Molti dei tuoi scatti sono stati utilizzati in esposizioni e gallerie. Hai voglia di raccontarci che soddisfazioni ti sta dando la fotografia e quali direzioni stai prendendo?

Ok! Ora divento rosso! Il surf mi ha regalato molte gioie e anche qualche inaspettato dolore, oggi sto vivendo una bella situazione, quest'anno sono tra i primi 50 fotografi nel concorso del Red Bull Illume 2006. Ho passato le selezioni con circa 7800 fotografi nel mondo di 80 paesi. Cosa aggiungere... Surfnews mi chiede un intervista, Panorama pubblica le mie foto, insomma sono contento! Che direzione sto prendendo? Semplicissimo: fotografo per pura passione, quello che arriva me lo godo fino in fondo, la fotografia e il surf mi rendono felice e mi danno l'energia per vivere il quotidiano. Pubblico poco selezionando molto le collaborazioni, vendo foto per un solo motivo, per poter migliorare l'attrezzatura, ma non regalo più niente a nessuno, sia chiaro per tutti!

Ringraziamenti?

A mio zio Franco per avermi introdotto all'arte della fotografia. Ad Alessandro Staffa per avermi aperto le porte nell'arte del surf e non solo. A Cristina (unica donna Giudice Federale in Italia ndr) per aver condiviso con me queste mie passioni, il freddo, il vento e i letti scomodi dei nostri viaggi, a voi per avermi intervistato.


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