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SIPPING JETSTREAMS: CALABRIA

a cura di Emiliano Cataldi Condividi SurfNews

'Siamo già arrivati?'. Tim Curran, ancora sdraiato sul sedile posteriore dell'auto, si sveglia da uno dei tanti pisolini provocati dal jet lag mentre con gli occhi ancora assonnati cerca di scorgere qualcosa di familiare all'interno dell'abitacolo. Il giacchetto arrotolato sotto il capo a mo' di cuscino e l'inseparabile chitarra sono le prime cose che vede attorno a se prima di udire una voce familiare proveniente dal sedile anteriore. 'Non ancora, Timmy. Mancano ancora sei ore' forse anche di più'. Con un tono quasi paterno Taylor Steele si rivolge al suo amico sorridendo in modo gentile, lasciando trapelare quanto profondo sia in realtà il rapporto che intercorre fra i due. Della nutrita produzione di video iniziata con la fortunata serie Momentum nel 1992 hanno sicuramente beneficiato tanto Taylor quanto i surfisti, ma con il passare degli anni fra loro si è instaurato un rapporto ben più profondo della semplice amicizia, tanto da valere a quel gruppo di ragazzi un nome che avrebbe caratterizzato un'epoca: la Momentum Generation per l'appunto. Da allora sono passati quindici anni ormai e Taylor, dopo la fortunata esperienza di Shelter, ha deciso di compiere un salto di qualità affiancando alla ormai consolidata produzione video un progetto più ambizioso e curato, un documentario sui viaggi e sul surf interamente girato in pellicola 16 millimetri ed intitolato Sipping Jetstreams. Suo partner in quest'avventura è Dustin Humphrey, il giovane californiano che in pochi anni si è guadagnato un posto nell'elite dei fotografi di surf più stimati sia attraverso collaborazioni con testate come Transworld Surf e The Surfer's Journal, ma anche e soprattutto grazie all'applicazione di tecniche innovative alla fotografia surf. Una volta uscito sul mercato infatti, l'elegante cofanetto di Sipping Jetstreams sarà composto sia dal film in dvd che da un libro fotografico in formato coffee table. Grazie alla fiducia che l'eclettico duo si è guadagnato nel corso degli anni, tutti i surfisti più noti della scena internazionale hanno risposto con entusiasmo agli inviti a collaborare a questo progetto anche quando, come in questo caso, ignoravano completamente il potenziale surf dei luoghi che stavano per visitare. Indipendentemente dalla destinazione però, una cosa è certa: quando Dustin e Taylor chiamano, il bottino di onde è assicurato. E questa volta non farà eccezione. L'autostrada Salerno-Reggio Calabria scorre pigramente sotto le ruote dell'automobile in questa calda domenica d'autunno mentre fuori lentamente si fa sera. A quest'ora saremmo già dovuti arrivare, ma il vecchio adagio che recita 'si sa quando si parte ma non quando si arriva' sembra essere stato inventato apposta per l'autostrada più discussa d'Italia. La presenza rassicurante dei fari del furgone di Roberto mi tiene compagnia attraverso lo specchietto retrovisore, di tanto in tanto mi lampeggia per sollecitare una sosta, altre volte parliamo al walkie talkie tanto per ingannare il tempo che sembra non passare mai. Oltre a Dustin, in auto con Roberto c'è anche il cameraman uruguayano Alex Berger, e stipate nel retro ci sono una moltitudine di tavole da surf, mute, macchine da presa, attrezzature fotografiche, computers, iPods e chissà quant'altro. Prima di partire mi sono chiesto molte volte quale impatto potesse avere avuto la nostra pacifica invasione surfistica e mediatica sulla piccola comunità locale, ma come mi sarei presto reso conto, l'ospitalità e l'entusiasmo con cui ci avrebbero accolto sarebbero state senza eguali. Da queste parti l'ospitalità è ancora considerata sacra, e ben presto anche i nostri amici venuti da lontano se ne sarebbero resi conto. Durante il viaggio si parla un po' di tutto, dal surf ovviamente alla vita lontano dal WCT (Timmy ha già previsto di 'ritirarsi' dal Tour per dedicare più tempo a progetti come Sipping Jetstreams ed alla realizzazione del suo primo album 'Citsuca'), dalla musica agli ultimi gossip dell'ambiente ASP, dalla vita di famiglia ai progetti per il futuro. Poi d'un tratto la musica dello stereo si interrompe per lasciar spazio ad un'edizione del giornale radio della sera, e la notizia di apertura mi lascia quasi sconcertato: un altro omicidio proprio nel cuore della Locride. Con il maggior tatto possibile cerco di comunicare la notizia agli altri tentando di non far nascere inutili timori, ma il fatto che un uomo politico in vista possa essere ucciso in pieno giorno da due individui a volto scoperto, proprio nel luogo dove stiamo dirigendo, non è certo rassicurante. Anche se prima di partire avevo accennato loro dei problemi che parte del sud Italia si trova ad affrontare ancora oggi, mai avrei immaginato che avessimo potuto viverli così da vicino. Quando arriviamo a Locri è ormai notte fonda, una lieve brezza da mare riscalda l'aria e sospinge alcune foglie ingiallite attraverso la piazza del paese completamente deserta, mentre la luna piena, appena sorta ad est, si specchia sulla superficie increspata del mare. La cittadina costiera, che di solito brulica di vita anche di sera, sembra essersi come svuotata, e le nostre due macchine sono le sole ad attraversare l'unica strada che si snoda attraverso il paese. Poi d'un tratto, subito dopo una curva, incontriamo un posto di blocco dove quattro poliziotti poco più che ragazzini, armati di mitra e giubbotti antiproiettili, ci intimano l'alt. 'Devono essere più spaventati di noi' penso fra me e me, e infatti dopo un controllo sommario ed un paio di occhiate interrogative rivolte alle tavole da surf ed ai passaporti dei nostri amici americani, veniamo mandati via in tutta fretta. Per quanto lo Stato si sforzi di reagire in seguito ad episodi del genere, il controllo del territorio è ancora un affare di famiglia da queste parti. La mattina seguente il sole che filtra dalle persiane ci sveglia all'alba, rivelando tutta la bellezza della campagna in cui è immersa la masseria della famiglia di Vincenzo e le prime onde che iniziano a frangere a pochi metri dalle finestre di casa. Sul balcone trovo Timmy e Dustin che, già svegli da alcuni minuti, sono intenti a contemplare il lineup attraverso le fronde di un alto agave mentre sorseggiano il primo espresso della giornata. 'Quelle onde laggiù sembrano proprio divertenti' osserva Tim 'è li che andiamo a surfare?'. 'No, andiamo in un altro posto che ti piacerà anche di più' gli rispondo prima di rientrare in casa per svegliare il resto del gruppo. La giornata è limpida e soleggiata, la swell sembra essere ben organizzata ed il leggero vento da mare che soffia su questo versante dovrebbe essere da terra nella baia dove siamo diretti. Roberto è sempre piuttosto pigro e di poche parole la mattina, ma quando si affaccia alla finestra per controllare il mare, un sorriso gli illumina il volto ed è il primo a mettere in moto il furgone per il breve tragitto verso il suo spot preferito. Quando ci fermiamo sulla piccola piazzola erbosa che sovrasta lo spot le condizioni sono ideali: il mare color turchese sembra immobile tranne che per le schiume bianche che vediamo rompere contro un molo frangiflutti in lontananza, poi dopo alcuni secondi e senza nessun preavviso, una risacca fragorosa si frange sulla battigia oltre la foce di un fiumiciattolo quasi in secca, rivelando tutta la profondità del fondale antistante. Se non fosse per i ciottoli depositati dal fiume nel corso dei secoli, la risacca avrebbe continuato ad abbattersi sulla battigia per tutta la lunghezza della spiaggia. Invece, come per magia, questa secca di roccia che si staglia di fronte ad uno dei tratti di mare più profondi del Mediterraneo crea una sinistra ripida e veloce che, in giornate come questa, accarezza il profilo della baia per oltre cento metri. Tim è quantomeno sorpreso di aver trovato nel profondo sud Italia un'onda così simile al suo homespot di Oxnard, ed in pochi minuti si prepara a sfoderare tutto il suo repertorio come se si trattasse di un'altra session sulle onde di casa. Per alcuni minuti rimane in spiaggia ad osservare le serie sul metro e mezzo che si gonfiano sul picco di fronte alla foce, seguendone con lo sguardo lo svolgimento fino nell'inside come se le stesse surfando mentalmente. Poi, come a volerle osservare più da vicino, decide di raggiungere la lineup entrando in acqua dal canale nell'inside piuttosto che usare la 'scorciatoia' che permette di raggiungere il picco in poche bracciate da dietro. Nel frattempo Taylor ed Alex piazzano le due macchine da presa ai lati opposti dello spot per poter filmare da angoli diversi le stesse surfate, mentre Dustin sistema l'attrezzatura fotografica su una delle sponde del fiume per scattare da un punto di vista più elevato ed avere la costa come sfondo dell'inquadratura. Prima che un fotogramma di pellicola venga impressionato o che l'otturatore della macchina fotografica si apra per la prima volta, questi ragazzi preparano ogni shooting come se stessero allestendo un set cinematografico, riponendo la massima cura anche nei minimi dettagli. Ed è proprio la cura dei dettagli il vero segreto di un progetto come Sipping Jetstreams, una cura dettata dalla volontà di trasmettere al lettore o allo spettatore tutta la poesia liberata in ogni session. Al resto, come è giusto che sia, ci pensa madre natura con i suoi continui cambi di luce, i capricci del vento, i movimenti delle maree e naturalmente con le magnifiche onde che ha deciso di regalarci. Ma al resto pensa anche Tim Curran che, una volta arrivato sul picco, lascia passare un paio di serie prima di dare vita ad uno show difficile da dimenticare per i pochi e fortunati presenti. Le ripide e veloci sinistre danno a Timmy tutta la velocità che gli serve per proiettarsi fuori dal lip in vertiginosi airs double grab reverse, o in carves potenti ed incisivi quando invece decide di rimanere sulla parete dell'onda. Per la piccola comunità di surfisti locali, schierata al gran completo con tanto di macchine fotografiche o telecamere, è un'occasione unica per poter assistere di persona ad una session di questo fenomeno venuto da così lontano fin nel loro homespot, e sarà sicuramente una giornata da ricordare. Prima d'ora nessun surfista straniero aveva mai assaggiato le onde della costa Jonica calabrese, e vedere un esponente della prestigiosa elite dei top 44 in azione nello spot di casa riempie i ragazzi locali di un orgoglio più che giustificato. Tim entra da subito in sintonia con i ritmi della swell e da' l'impressione di gradire particolarmente la sezione di mezzo, che si irripidisce prima di impattare l'inside creando una rampa che sembra essere stata messa lì apposta per lui. È su questa sezione che libera tutta la sua creatività, tanto che alla fine del primo giorno tutte e due le sue tavole ne usciranno letteralmente a pezzi'dopo neanche un'ora tronca a metà una delle sue Al Merrick preferite atterrando un air impossibile, e dopo neanche due ore distrugge l'unica tavola rimasta infilandosi in tubo praticamente all'asciutto. 'Pensavo che fossimo venuti fin qui per surfare onde ventose di mezzo metro', ammette sconsolato a fine giornata'e invece ho finito col rompere tutte le tavole che avevo il mio primo giorno di surf in Italia! I miei fratelli e gli amici a casa non ci crederanno mai quando glielo racconterò.' Ma i ragazzi locali sono più che determinati a godersi lo show per il resto della mareggiata, e per mano di Giuseppe offrono a Tim un nuovissimo Flyer ancora imballato, del tutto simile alle tavole spezzate ieri ed acquistato di recente durante un viaggio all'estero. 'Quale battesimo migliore!' esclama il giovanissimo local mentre la mattina seguente in spiaggia porge al suo nuovo idolo la tavola ancora immacolata. E come dargli torto? Tim è quasi imbarazzato dalla genuina spontaneità di quel gesto, ed intende ripagare Giuseppe facendo quello che gli viene meglio, soprattutto ora che le condizioni dello spot sono addirittura migliorate rispetto a ieri. Non passano neanche cinque minuti da quando raggiunge il picco e la prima serie già inizia a delinearsi appena più al largo. Come al solito, Tim lascia che siano gli altri ragazzi a prendere le prime onde optando per una delle ultime e più piccole per saggiare le doti della nuova tavola prima di aprire ufficialmente le danze. Nelle due ore che seguono sfodera tutto il meglio del suo repertorio come se avesse da sempre usato quella tavola e mandando letteralmente in visibilio la piccola folla assiepata in spiaggia tentando, e molto spesso chiudendo, manovre esagerate come un altissimo inverted flip (che non chiude di pochissimo ma che completerà con successo meno di un mese più tardi sulla North Shore) o uno dei suoi ormai celebri alley oops frontside. Le onde continuano a migliorare per tutto il giorno, e quando una delle serie più grosse della giornata si materializza sul picco Tim sembra essere troppo interno per poterne approfittare. Con un cenno del capo lascia che sia Roberto a partire sulla prima onda della serie rimanendo seduto ed accarezzando con il palmo della mano il bordo interno della tavola, poi con un paio di bracciate leggere si porta in posizione per partire sulla seconda onda appena dietro ad una sezione che sembra stia per chiudergli davanti. Con una agilità felina si posiziona sotto il lip subito dopo essersi alzato in piedi, ed acquistando velocità ad ogni minimo spostamento del peso sul rail mantiene una linea alta sulla parete mentre il tubo che gli si forma intorno si ingrandisce man mano che l'onda risente del reef sottostante. Quando raggiunge la sezione che precede l'inside Timmy è completamente disteso all'interno del tubo, e quando ne emerge i ragazzi a riva salutano con un coro da stadio il più bel tube ride che abbiano mai visto da queste parti. I ritmi della mareggiata scandiscono le nostre ore per i giorni a seguire, finché anche questa bassa pressione si estingue e la nostra piccola carovana si rimette in marcia a caccia di nuove avventure in giro per le coste del Mediterraneo. Nuovi volti, nuovi sapori e nuove onde attendono di essere scoperte lungo le coste del mare interno e di essere raccontate attraverso le pagine e le sequenze di Sipping Jetstreams.

Sipping Jetstreams sarà distribuito a partire dal 1 ottobre 2006 nei migliori surf shops e su www.sippingjetstreams.com


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