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QUIKTOUR 06

a cura di Alessandro Dini Condividi SurfNews

NON È SEMPRE SARDEGNA

Stare qui, davanti alle piscine affollate del B2K, ad un mare tanto azzurro quanto piatto, nel mezzo della più assurda, lunga piatta che ricordi da quando ho iniziato a fare surf. Aspettando che una mattina, finalmente, le previsioni diano speranze di un cambiamento. Beh, come non essere sfiorato dal terribile dubbio che il surf inizi ad essere uno sport fatto di ricordi e non più d'azione? Brrrr... pensiero che da i brividi anche a 32° all'ombra. Uno degli ultimi bei ricordi, una delle ultime belle uscite in surf risale al fine febbraio, in occasione della visita del team manager europeo Quiksilver, l'australiano Steve Bell, più noto nell'ambiente come Belly. Da un mese circa, mi chiamava dal suo ufficio di Saint Jean de Luz per sapere se il meteo dava in arrivo una solida maestralata, ingrediente base per il photo-shooting che volevamo fare coi ragazzi del team italiano Quiksilver. Proprio alla fine di febbraio, Belly decide di partire, nonostante la previsione non fosse perfetta: un maestrale veloce, poco intenso, seguito da una rotazione dei venti a sud-ovest. 'Dopo devo partire per l'Australia e non avrò più tempo fino a giugno o luglio', mi spiega. E così, il giorno dopo sono all'areoporto di Pisa ad accoglierlo. Steve è un quarantenne australiano, basso, la faccia caratterizzata da una bella pelatina e dall'espressione simpatica, sempre pronto a scolarsi una buona birra, a fare bisboccia, e a fare la corte ad una bella ragazza. Dagli inizi degli anni '90 dirige una delle più grandi surfboard factory europea, la Euroglass, che produce le tavole Quiksilver surfboards (fino a poco fa note come Q-Stix) e distribuisce le mitiche Al Merrick. I più famosi shapers del mondo, tra metà agosto e fine ottobre, passano dalla Euroglass: Darren Handley, Mark Richards, Simon Anderon, Mark Phipps, Phil Grace, Wayne Lynch sono solo alcuni di quelli che lavorano per alcune mesi all'anno nelle 'shaping bays' di Euroglass. Da buon australiano, Belly è anche un'ottimo surfista, che vive a Hossegor, in una villetta piccola ma strategicamente perfetta, alla base delle dune, a meno di 100 metri dal suo spot preferito: Le Bourdaine. Nel suo ufficio, campeggia alle spalle della sua scrivania una foto che lo raffigura in pieno bottom turn, alla base di un mostro di almeno 10 piedi a Hossegor, sulla quale Steve ha scritto: Who is the boss?. Due anni fa, la dirigenza di Quiksilver Europe gli ha proposto di diventare il team manager europeo, di seguire i ragazzi del team e di scoprire i nuovi talenti del nostro continente. Si è aperta così per Belly una nuova avventura, una nuova carriera. Oggi in spiaggia a due passi dal suo ufficio a Lafitenia, domani a J-Bay per una gara del WCT, la settimana dopo ad una garetta junior locale in Spagna... Fino ad oggi aveva avuto modo di veder surfare solo Nicola Bresciani, più volte invitato in Francia all'Airshow dove ha avuto modo di farsi un nome. Gli altri membri del team erano a lui noti solo attraverso le foto apparse sulle riviste italiane di settore ed i miei report sull'attività del team.

SESSION AL PONTILE

In meeting point col resto del team è Viareggio. Una swell solida, ma sporcata da vento onshore, sta producendo onde su tutta la costa Toscana. In attesa che arrivino Giovanni Colotto e Filippo Orso dalla Liguria, Alessandro Clinco, Francesco Caponi e Valentina Vitale dal Lazio, io e Belly andiamo al pontile di Forte dei Marmi, dove Nicolino è in acqua dal mattino. Le onde sono grandi, un bel 'pontile 3/4', e alcune formano dei grandi tubi dove il nostro atleta di punta non esita a buttarsi. Nonostante la pessima qualità della luce (a tratti piove) e il colore dell'acqua marrone scuro a causa dei vari rigagnoli e fiumiciattoli che sfociano nell'Alta Versilia, che versano in mare fogliame e fango, decido di scattare, consigliato anche da Belly, alcune foto a Nicola. In particolare una, (che spero SurfNews pubblichi) ha colpito il team manager europeo, sia per la dimensione del tubo, che per la performance di Nicola: non è facile vedere bombe di questo tipo in Versilia. Purtroppo, queste sarebbero state le uniche foto scattate a Nicola, perchè il giorno dopo, invece di partire con noi alla volta della Sardegna, egli avrebbe preso il volo per l'Australia, ospite di Quiksilver all'apertura del circuito 06 ASP/WCT a Snappers Rock, vinto poi da Slater.

MINI CAPO - BUGGERRU

La notte in traghetto passa veloce e tranquilla. Steve fa amicizia col resto del team e a tavola non si fa altro che parlare delle onde della Sardegna. Ognuno ha la sua indimenticabile esperienza in uno dei tanti spot della magica isola: Capo Mannu, Guruneddu, la Laguna, Chia, Mini Capo... Belly sbava e spera nel maestrale. Alle 09:00 stiamo già osservando le onde del Mini Capo. Solo i set più grandi permettono surfate serie, ma tra un set e l'altro c'è tanto da aspettare. Tutti i riders, tuttavia, si buttano in acqua, poi seguiti anche da Steve. Un'oretta di surf è sufficiente per fare alcuni scatti e per dire: 'Let's go south', in attesa che la swell cresca. Alle 11:00 precise del giorno dopo siamo nel parcheggio del ristorante San Nicolò, dove da quattro anni si svolge il Quiksilver Sardinia Surf Trophy. Le onde non sono epiche, ma decisamente surfabili. Il vento aumenta, ma stranamente non la swell. Le speranze di trovare le condizioni che fanno lavorare al loro massimo gli spot più noti delll'isola, iniziano a scemare, come confermatoci dalla nostra solita guida, l'infallibile Graziano Lai.

SECRET

Il mattino seguente, la swell è rimasta la stessa. Il vento è attivo, ma il moto ondoso è invariato. Graziano ci suggerisce uno spot coperto, che produce una lunga destra. Non si tratta di un vero e proprio secret spot, ma preferiamo conservarne la calma e segretezza. Dopo un'oretta di guida, a tratti su strade sterrate piene di buche e fango, arriviamo un questa tranquilla baietta. I ragazzi storgono il naso. Dall'alto della scogliera le onde sembrano piccole e piatte, ma l'occhio lungo e l'esperienza di Steve motivano i ragazzi. 'That's a good wave... let's go', esclama Belly, schizzando nel viottolo che porta in spiaggia, tavola sottobraccio. Alla sua prima surfata, anche i più restii decidono di entrare. L'onda è lunghissima e attraversa sezioni piatte per poi irripidirsi di nuovo, oltre 200 metri di surfata nei set migliori. Uno dei più felici per questa session è Simone Simi, che aveva la tavola perfetta per questa condizione: un fishione generoso che gli permetteva di volare attraverso le sezioni lente. E' stato lui the best in the water, in questa ultima session sarda.

VARAZZE

Tornati a terra e riattivati i cellulari, troviamo alcuni sms: sta per arrivare una bella swell a Varazze. Booom! Ci precipitiamo ad Olbia. Il mattino dopo siamo sulla Livorno-Genova, pedal to the metal. Un assordante 'woooaaaoooh' di Steve saluta l'arrivo nel parcheggio di Varazze. Sole, offshore e 5/6 solid feet! Ancora una volta, il più rapido ad entrare in acqua è il nostro simpatico team manager e questa volta il migliore in acqua sarà lui. Sembra un ragazzino: dentro, fuori, dentro, fuori. Onda dopo onda, gridando ad ogni fine surfata, scherzando e chiacchierando coi locals. Nel team solo Filippo Orso (Giovanni Colotto, l'altro ligure, aveva un'importante interrogazione a scuola roba da mangiarsi le mani) gli tiene testa. Nonostante la presenza di tanti bravi surfisti locali (Fabio Giusto credo in questo spot avrebbe pochi avversari in una gara nazionale) Steve fa una vera scorpacciata di onde. A cena, Belly non fa altro che dire come sono belle, facili, fotogeniche le onde di Varazze e devo impiegare un pò di tempo a convincerlo che non è così ogni giorno, dato che vorrebbe stare lì anche i due seguenti giorni, a dispetto delle previ che danno un calo deciso della swell nella nottata. Il tour finisce con questo regalo Ligure: Non è sempre Sardegna, si diceva all'inizio!

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