Home Page
BEAUTIFUL LOSERS

a cura di SurfNews Condividi SurfNews

Beautiful Losers sbarca in Europa con una mostra che apre un’importante finestra su un pezzo assolutamente imprescindibile della scena culturale dell’arte comtemporanea. Negli anni 90 una generazione di artisti, alcuni dei quali poco più che teen-ager, ha avviato un percorso creativo che rifletteva il proprio stile di vita. Influenzati dalle sottoculture giovanili underground - skate, surf, graffiti, streetwear e musica indipendente - hanno iniziato lavorando su una grande varietà di supporti di comunicazione, che però nel tempo si sono armonizzati in un’unica estetica. I tratti unificanti: la condivisione di un approfondito lessico di iconografia e cultura pop, senso dell’assurdo e una solida etica del fai-da-te. Fin dall’inizio quasi tutti hanno sviluppato uno stile in controtendenza rispetto ai trend accademici. Per questa ragione era necessario sviluppare percorsi alternativi di comunicazione e distribuzione del proprio lavoro. E’ nato così un network di gallerie d’arte, pubblicazioni, etichette di abbigliamento e di musica dedicati a questo tipo di arte, e nel corso degli anni questo network ha guadagnato un folto pubblico. Le istituzioni dell’arte ufficiale hanno cominciato solo adesso a considerare questo mondo, quando la sua influenza è stata già acutamente recepita dal mondo della moda, della letteratura, del cinema, grazie alla popolarità dello skate, del surf dello street-style. Esaminiamo la truttura interna della mostra.

Ephemera

Molto prima che fossero accettati nelle gallerie e nei musei, gli artisti raccolti in Beautiful Losers mostravano il proprio lavoro al pubblico attraverso pubblicazioni autoprodotte, fanzine e una varietà di prodotti commerciali. L’industria dei boardriding sports ha bisogno di un flusso costante di nuovo immaginario visivo da veicolare su tavole, T-shirt, sticker, eccetera e molti degli artisti presentati in questa rassegna sono ben noti nell’ambito delle sottoculture giovanili proprio per questo tipo di prodotti. Verso la metà degli anni 90, lo streetwear è diventato una parte importantissima dell’industria della moda. Vestiti, scarpe, libri, toys, copertine di dischi e di CD e tutta una varietà di prodotti decorati da artisti, ha conquistato una parte importante dei rispettivi mercati. Questi oggetti, normalmente venduti in edizioni limitate, hanno trovato mercato presso il pubblico dei collezionisti e oggetti come le sneaker “personalizzate” da alcuni di questi artisti hanno raggiunto quotazioni di migliaia di dollari nelle aste.

Roots & Influences

Questa sezione esamina il lavoro dei precursori: artisti che hanno in fluenzato direttamente la generazione rappresentata in Beautiful Losers. Così come i loro contemporanei più giovani, questi artisti hanno avuto un percorso creativo che rifletteva il loro stile di vita. E sebbene la maggior parte di loro sia ormai correntemente riconosciuta come arte ‘ufficiale’, questo non è vero di tutti. Retrospettivamente è possibile tracciare lo sviluppo di un’arte ispirata alla street culture, a partire dalle origini, databili a fine anni 70 - inizio 80. Influenzati dalla musica hip-hop, dalla break-dance e dai graffiti, artisti come Michel Basquiat e Futura hanno affinato la propria arte per le strade di New York. Allo stesso tempo, nel Sud California, artisti come Raymond Pettibon, Craig Stecyk e Glen Friedman erano ispirati dal surf, dallo skate, dalla musica punk e hardcore. I fotografi Larry Clark e Ari Marcopoulos diventavano famosi per i loro ruvidi reportage sulle controculture, mentre Robert Crumb faceva da levatrice alla rivoluzione del fumetto underground attraverso le proprie fanzine e gli albi autoprodotti.

Film & Video

Molta parte delle opere qui esposte è di natura effimera. Sia i writer che gli skater sanno che quel che hanno appena fatto o stanno per fare può sopravvivere solo nella memoria dei pochi fortunati che erano presenti. Documentare è perciò diventato una parte importante del lavoro. Questa sezione evidenzia quasi 20 anni di film e video creati da artisti organici o comunque legati a queste culture. Alcune delle selezioni si riferiscono specificamente a particolari sottoculture, mentre altre sono più astratte e più consapevolmente artistiche. È presente anche una selezione di lavori commerciali, come video musicali e spot pubblicitari, testimonianza della crescente popolarità e della visibilità commerciale della street culture.
Quella di Milano, (voluta da Nike, Slam Jam, Sinv, Stussy, Carhartt e Sartoria Comunicazione), ha costituito la tappa italiana di questo vero e proprio tour mondiale di Beautiful Losers, inaugurato a Cincinnati nel Marzo 04 per proseguire con le successive tappe di San Francisco, allo Yerba Buena Center nel Luglio 04 e di Newport beach, all’ Orange County Museum nel Febbraio 05. Dopo quella di Milano, altre tappe si aggiungeranno in Euoropa, prima che la mostra si sposti in Asia e Australia nel 2007.

Per ulteriori info vedi: beautifullosers.it


Biografie

Craig R. Stecyk III (1950- , USA)

Probabilmente nessun ha avuto tanta influenza come Craig Stecyk su così tanti degli artisti presenti in questa mostra. Stecyk è stato volta a volta precursore, mentore, collaboratore e documentarista di una gran parte di questi artisti. Membro originale della compagnia californiana di skaters “Dogtown”, i suoi articoli e reportage fotografici di metà anni 70 sulla scena di Dogtown hanno cambiato la vita di una generazione, ispirandole fiducia in se stessa e stimolando il suo istinto ribelle. L’idealtipo dello skater di oggi ha visto la luce grazie alle sue foto. Nel 1993 Stecyk ha curato Kustom Kulture, una mostra di grande successo al museo di Laguna Art e in seguito ha organizzato Surf Culture: The Art History of Surfing. È stato anche scenografo e sceneggiatore del premiatissimo film documentario Dogtown and Z-Boys.

Ed Templeton (1972- , USA)

Ha iniziato a fare skate da bambino, il suo interesse per l’arte invece è iniziato quando era adolescente, con la lettura di libri di storia dell’arte comprati al supermercato. In seguito è diventato uno skater professionista, cosa che gli ha dato l’opportunità di fare dei tour in Europa. In queste occasioni, Templeton passava tutto il proprio tempo libero assorto in gallerie e musei. Poco dopo ha realizzato la sua prima mostra, un’esposizione d’arte “skate” a Chicago. Templeton è ora proprietario e direttore creativo della sua azienda, Toy Machine Bloodsucking Skateboard Company. Si è occupato di grafica anche per Spin, Grand Royal, Geffen e Factory Records. Templeton ha esposto in tutto il mondo, tra cui presso le gallerie: Alleged, New York, Roberts and Tilton, Los Angeles, Modern Art, Londra, Aki-X Gallery, Tokio; oltre al Museum Het Domein in Olanda e al Palais de Tokio a Parigi.


Raymond Pettibon (1957- , USA)

I disegni decisamente peculiari di Pettibon lo hanno fatto diventare, prima, un eroe dell’underground losangelino, poi lo hanno portato al vertice del mondo dell’arte. I suoi disegni a penna e china, con eccentrici frammenti di testo scritto a mano e immagini che sembrano tratte da fumetti, fanno riferimento a fonti molto eterogenee, dal personaggio dei fumetti Gumby alla letteratura ottocentesca. Pettibon è legato alla scena punk della West Coast, in particolare ai Black Flag, per cui ha disegnato il logo, molte copertine e infiniti volantini. I suoi film, deliberatamente crudi e ‘low-tech’ raccontano storie irriverenti sulle sottoculture radicali della West Coast degli anni 60 e 70. A questi drammi impassibili e follemente ironici hanno partecipato un po’ tutti i ‘notabili’ dell’underground post-punk losangelino. Il lavoro di Pettibon è stato esposto al Kunstverein di Dusseldorf, al Louisiana Museum of Modern Art, al MoMA di New York e in mostre personali a Berna, Glasgow, Los Angeles e Philadelphia.

Thomas Campbell (1969- , USA)

Campbell è un pittore, fotografo, cineasta e scrittore autodidatta che passa la maggior parte del suo tempo girando il mondo in viaggi da surfista, facendo riprese e reportage fotografici. Il suo lavoro artistico combina segni grafici incisivi, intricate rappresentazioni di personaggi e testo, prendendo slogan e aneddoti dal suo lessico unico e accostandoli sulla base della sua profonda percezione della natura umana. Le sue fotografie mimano l’intensità dei suoi dipinti, anche se in modo più astratto. Campbell ha allestito personali a New York, Parigi, San Francisco, Los Angeles e in Marocco. Nel 1999 ha completato il suo primo lungometraggio sul surf, The Seedling e nel 2004 ha pubblicato il secondo, Sprout. Campbell è anche il direttore artistico di una piccola etichetta indipendente, Galaxia che pubblica diversi musicisti contemporanei, tra cui Tommy Guerrero.


Ricerca SurfNews
Articoli
PHOTO SPECIAL 2006

24 INNOCENTI SCATTI

Nell’economia dell’attenzione ...
VERSO NORD

In Perù lungo la Panamericana

La visuale ...
BEAUTIFUL LOSERS

Beautiful Losers sbarca in Europa con una mostra che apre un’importante ...
GESTIRE IL CAOS

Anche nel mezzo della più caotica attività esiste un ...
Archivio magazine »
Scarica gratis Surfnews Magazine