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KERNOW SURF

a cura di Tim Nunn Condividi SurfNews

Quando il disco del sole si avvicina alla linea dell'orizzonte, le scure ombre degli stabilimenti estrattivi si stendono placide sulle rocce color porpora. Sono questi austeri monumenti ad un'industria ormai defunta a salutare per primi le grandi mareggiate atlantiche quando, attraversato l'oceano, impattano la punta più occidentale della Cornovaglia. La vista da questo 'finis terrae' è unica nel mondo del surf e non è un caso se la scena del Regno Unito si è sviluppata proprio qui, sull'ultimo fazzoletto di terra disponibile prima del grande blu. All'ombra di queste colline incantate sono custoditi i più preziosi gioielli della corona-surf del Regno Unito.

SURF ED ISOLAMENTO

Grazie alle sue origini celtiche ed alla posizione quasi insulare, la Cornovaglia o Kernow, come la chiamano i locali, è da sempre l'angolo più isolato e particolare d'Inghilterra. I suoi ricchi depositi di piombo, rame ed oro sono stati sfruttati, però, fin dall'alba dei tempi. Dal secondo millennio prima di Cristo in poi, le stesse rotte commerciali che hanno attraversato il Mediterraneo ed i paesi atlantici, hanno toccato anche queste scoscese ed ondose baie creando solidi legami culturali col mondo celtico e con l'Europa meridionale. L'integrazione col resto del paese fu invece lenta. Le differenze culturali e le peculiarità geologiche dell'area mantennero la Cornovaglia isolata dal resto del paese fino al XI secolo e, se non fosse stato per i giacimenti minerari, riscoperti dal governo inglese, questa penisola sarebbe rimasta estranea all'unità nazionale chissà per quanto tempo ancora. Dopo il boom del XVII e XIX secolo, legato principalmente all'industria estrattiva, l'economia della zona entrò in un periodo di lento declino. Il rame ed il piombo importati a pochi soldi da paesi d'oltreoceano e la crisi della pesca, resero, nel XIX secolo la Cornovaglia la regione più povera del Regno Unito, una condizione da cui solo il turismo è riuscito, in tempi recenti, a smuoverla. Dal punto di vista geografico invece, la Cornovaglia è un vero surf-park! Le coste settentrionali e meridionali sono separtate da meno di un'ora di auto ed offrono buone possibilità con ogni condizione di vento e mare. La penisola infatti guarda dritto verso il cuore cupo dell'Atlantico ed offre quattro aree surf diverse e complementari per condizioni. D'inverno, quando l'Atlantico è al massimo della sua turbolenza, non passa giorno senza che un'onda surfabile rompa in una delle sue tante baie e spiagge.

GEOGRAFIA SURF

La costa nord è di gran lunga la più magica. Tintagel, luogo di origine di Re Artù e dei cavallieri della tavola rotonda, offre un paesaggio fatto di rupi scoscese e baie protette. La costa che va dal confine di Devon al fiume Camel, nasconde alcuni degli spot migliori della regione. Le onde qui sono 'epiche' quanto le storie dei cavallieri medievali ma, come loro, difficilmente prevedibili ed estremamente difficili da domare! Le spiaggie riparate di Lundy e Maze Valley racchiudono alcuni dei migliori tubi della zona. Sono spot strettamente invernali in quanto servono grosse mareggiate dai quadranti sudoccidentali per attivarne le secche. Quando questo succede però, i risultati sono tubi aperti e lunghe pareti scavate dal vento da terra. Le baie più esposte, a causa del basso fondale, non reggono le grosse mareggiate e riecono a produrre solo onde lente e franose. Il vero chiodo fisso dei surfisti della costa settentrionale sono invece i point sinistri a sud di Bude. Il più famoso e facile da raggiungere è Milook. Quest'onda rompe alla base di una collina e si attiva quasi con ogni condizione di mare. Serve però una mareggiata di grosse dimensioni e con un lungo periodo perchè le sezioni interne si congiungano. Quando questo succede l'inside diventa un lungo muro tubante che rompe su poca acqua. Fino a qualche tempo fa quest'onda era considerata un secret-spot, oggi però, grazie all'esposizione sui giornali ed in internet, l'affollamento e la frenesia hanno raggiunto anche quest'angolo nascosto. Poco ad ovest si trova Newquay, il vero epicentro della scena surf inglese. Per un raggio di venti chilometri attorno alla cittadina costiera la costa diviene più accessibile ed i dirupi laciano il posto ad ampie spiagge dorate. Tutte le baie hanno i loro giorni di gloria ma le condizioni per il surf, anche qui, mutano di ora in ora. L'escursione di marea è enorme e le secche cambiano di posizione ad ogni mareggiata. I locali sanno bene che essere al posto giusto al momento giusto è di vitale importanza. Anche se onde come Cribbar Reef riescono a reggere grosse mareggiate invernali, la geologia dell'area di Newquay, coi suoi fondali lentamente degradanti, non favorisce certo la qualità delle onde. La cittadina, in sè, è però un vero crocevia di culture. Il vecchio borgo marinaro si è trasformato, negli ultimi trent'anni, in una vera e propria surf-mecca con laboratori di shaper e negozi surf ad ogni angolo. La concentrazione di pub, club ed infrastrutture per vacanzieri è ugualmente sorprendente ed ha rovinato un pò lo charm marinaro del vecchio borgo. D'estate infatti Newquay si trasforma in una bolgia continua di turisti in cerca di svago. Fortunatamente, per chi non ama surfare tra la ressa delle spiagge cittadine, basta spostarsi di poco a nord o sud per trovare luoghi incantevoli e decisamente più rilassanti. Baie come Porthtowan e Perranporth a sud e Watergate Bay a nord, offrono un placido rifugio durante le affollate giornate estive. Le onde qui sono veloci a media-bassa marea ma restano surfabili anche con marea molto alta, quando, diventando lente e lunghe, fanno la gioia dei long-boarders. La parte occidentale della Cornovaglia con le sue miniere di piombo e le montagne di granito è uno dei luoghi più suggestivi dell'intera Inghilterra. Dal punto di vista del surf questo angolino è particolarmente fortunato. La sua posizione gli permette infatti di ricevere non solo le onde da sudovest ma anche le mareggiate nordoccidentali, le stesse che interessano l'Irlanda senza poter raggiungere il resto delle coste inglesi. L'aspetto negativo di questa configurazione costiera è che anche qui la ripidità dei pendii rende difficile l'accesso alla costa. I pochi reef surfabili sono difficili da raggiungere ed estremamente sensibili a vento e marea. Le spiagge invece sono numerose e molto affidabili. Sennen Cove e Gwenver, appena a nord del Finis Terrae, sono i due spot più consistenti di tutta l'Inghilterra. Grazie alla loro perfetta esposizione raccolgono ed amplificano ogni singulto dell'Atlantico. Con piccole mareggiate è la destra di Gwenver ad offrire i muri più lavorabili in uno scenario incantato. Con mare più formato, invece, Sennen Cove, sul lato opposto della baia, produce onde scavate e veloci per la gioia della folta comunità di affezionati.

'LEVEN'

E' la costa meridionale della Cornovaglia però a nascondere il vero gioiello della corona surf! Il piccolo villaggio di Porthleven ebbe una tale espansione nel XIX secolo da richiedere lavori di approfondimento alla bocca del porto. Il reef venne scavato artificialmente creando involontariamente la miglior onda del regno unito. Porthleven, o 'Leven' come la chiamano gli affezionati, è quanto di più vicino ad un'onda world-class si possa trovare da queste parti. Quest'onda fantastica si sveglia quando il mare è da ovest ed il vento sferza da nord o nordest. La partenza è verticale e ti proietta direttamente in un tubo circolare che srotola verso il canale di acqua fonda. Non è facile surfare questo spot al meglio delle condizioni visto che il vento dominante (che proviene da sud sudovest) è direttamente dal mare. Appena il vento gira dai quadanti settentrionali però il tubo di 'Leven' coincia a prender forma e l'intera popolazione surf della Cornovaglia si riversa qui. Ci sono altre onde surfabili in città che fungono da valvola di sfogo nei giorni affollati. Sono tutte onde di buona qualità ma sono ancora più imprevedibili dell'onda principale. Le spiagge della costa meridionale hanno una buona conformazione. Praa Sands, ad alta marea produce buone onde ed è surfabile anche con vento da mare. Anche 'the lizard', l'ultimo lembo meridionale dell'Inghilterra, offre buone possibilità surf. Le onde, qui non sono mai affollate come nel resto della regione anche perchè non è facile trovare gli spot districandosi tra mille stradine di campagna. E' indispensabile una buona guida locale ed un pizzico di fortuna per ottenere il meglio da questa costa.

UNA MECCA MANCATA

Vista la ricchezza di onde, il clima relativamente mite e la favorevole posizione geografica, viene da chiedersi perchè la Cornovaglia non sia una destinazione surf famosa come le isole Canarie, il Marocco o la costa Basca. Ci sono almeno tre ragioni che impediscono a questa regione di godere appieno del suo potenziale surf. La prima è costituita dalla geologia stessa dell'area. Le rocce granitiche non sono l'ideale per la formazione di reef surfabili. In tutta la regione i reef ed i point si contano sulle dita di una mano. Questo significa che la maggior parte dell'energia del mare viene sprecata in spiagge che non reggono grosse mareggiate e si trasformano in un enorme calderone insurfabile di acqua ribollente. Un'altro motivo che preclude alla Cornovaglia di avere onde di altissima qualità è dato dalla sua piattaforma continentale, una delle più lunghe al mondo. Il fondo dell'oceano di fronte alle sue coste è poco profondo, e rimane poco profondo anche per molte miglia al largo. Questa anomalia geologica frena letteralmente le onde trasformandole in frangenti lenti e poco potenti. Per avere onde di buona qualità sui pochi point e reef serve che la mareggiata abbia un periodo particolarmente lungo e questo succede raramente a queste latitudini. Il terzo fattore negativo è costituito dal clima. Se l'Inghilterra è famosa all'estero per il suo clima umido e variabile, la Cornovaglia è famosa in Inghilterra per avere il clima più umido ed imprevedile del Regno Unito! Questo significa che una mattina di sole, buone onde e vento da terra può trasformarsi nel giro di poche ore in una giornata cupa, piovosa e con vento sfavorevole. Come definire allora questa terra di contrasti? Nonostante l'abbondanza di onde, 'snervante' forse è l'aggettivo che meglio riassume l'esperienza surf qui. Come lungo tutte le coste che guardano verso l'irruente Atlantico, serve avere molta pazienza e fortuna per trovare buone condizioni. Quando tutti i fattori coincidono però, la bellezza paesaggistica ed il retaggio storico creano un ambiente surf unico ed assolutamente indimenticabile.

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