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ALESSANDRO PONZANELLI

a cura di Cristian Corradin Condividi SurfNews

NOME: Alessandro Ponzanelli

NICKNAME: Ponza

NATO A: Pietrasanta

ETA':22

HOME SPOT: Pontile di Forte dei Marmi.

CIBO PREFERITO: Polenta e gobbi fritti

SPOT ITALIANI: Pontile, Cinquale, Varazze

SPOT ESTERI: Malibu, Hollister Ranch

MUSICA: Clash, Richard Hell, Miles Davis, John Zorn, Jacob Miller

SPONSOR: Sundek

Prima domanda, come sempre in questa rubrica: come ti sei avvicinato al surf?

Come tanti dalle nostre parti, vedendo i più grandi di me. Sin da piccolo in estate andavo al bagno Wanda e vedevo Ario Bertacca entrare in acqua con la tavola. Un giorno ho provato quella di un amico e ho preso la mia prima onda, ho dovuto aspettare l'estate successiva prima di possedere la mia prima tavola: una vecchia 6'2'' Costa Ovest.

Quindi hai iniziato come 'tavolettaro' e solo in un secondo tempo sei passato al longboard!

Si, molto spesso prendevo in prestito al bagno un longboard e, con onde quasi inesistenti, rimanevo ore in mare provando a camminare sulla tavola, a posizionarmi perfettamente su quelle microcreste. Da subito mi piacque il glide che hanno le tavola lunghe e con il tempo sono riuscito ad averne una.

Short contro Long, se ne parla molto oggi specie nei line-up intasati del nord. Cosa ne pensi?

Io apprezzo chi utilizza qualsiasi tipo di tavola e la sceglie in base alle condizioni. Mi capita sempre di vedere in mare, con trenta centimetri, surfisti con facce incazzate perchè non prendono un'onda. Dovrebbero rendersi conto che è un'attitudine sbagliata e che ci sono tavole per ogni situazione. All'estero sono tanti gli short-boarders che usano anche ibridi o longboards classici in giornate di onde piccole. E' semplicemente più divertente. Recentemente ho partecipato ad una gara a Malibu, ed in finale ho visto arrivare Jason 'Rat Boy' Collins surfando un pesante longboard monopinna.

Quindi il tuo queever è molto eterogeneo...

Si, ho diverse tavole corte e mid-lenghth come fish, egg e singlefin influenzate dagli anni '70 e dalla shortboard revolution. Perchè surfare soltanto un tipo di tavola quando abbiamo a disposizione cinquant'anni di storia a cui ispirarci? La varietà di forme è incredibile oggi! Sono però i longboard classici quelli che uso più frequentemente perchè, quando sono a casa, le onde sono piccole il più delle volte. Il mio preferito é il Nuuhiwa noserider che si adatta perfettamente al mio stile.

A proposito di stile, sei considerato uno dei più maturi nel panorama nazionale. Chi sono i tuoi maestri ispiratori?

Tanti surfisti più o meno famosi, mi hanno ispirato durante questi anni. Uno tra questi è stato Oliver Parker con cui ho surfato molto in California. E' probabilmente il miglior longboarder a Rincon, ha un grande stile e riesce a surfare regular o goofy senza che tu possa riconoscere quale è realmente la sua guardia. Tra i miei preferiti ci sono sicuramente Joel Tudor, Jimmy Gamboa, Rob Machado e Tom Curren.

Che rapporto hai con il tuo home-spot? Ti sposti molto in Italia per surfare o resti vicino a casa?

Mi capita ogni volta di controllare mille secche lungo la costa alla ricerca di qualche picco da dividere solo con pochi amici, ma molto spesso l'unico picco buono rimane il Pontile. Cerco di spostarmi il più possibile quando arriva qualche grossa mareggiata ed il mare in Versilia diventa impraticabile.

Cosa mi dici del tuo settimo posto nel ranking europeo dopo il Biarritz Surf Festival?

Considero molto importante questo risultato. Lo stupore del pubblico e degli avversari nel vedere un Italiano giungere in semifinale è stata l'emozione più grande! Purtroppo competere rimane uno dei pochi modi per farti conoscere all'estero, sopratutto se vieni dalla periferia del mondo surf, come noi italiani. Anche se ho avuto buone soddisfazioni nelle competizioni, non amo molto le gare in Europa. Mi piace confrontarmi con gli altri ma la maggior parte delle volte mi trovo in situazioni dove non posso esprimermi. A me piace surfare 'classico' ma nelle gare, gli avversari usano tavole performanti e la giuria è spesso composta da shortboarders che tralasciano lo stile e danno punti più alti a manovre moderne, e questo mi penalizza.


Ringraziamenti?

Prima di tutto la mia famiglia che mi ha sempre sostenuto negli studi e nel surf anzichè mandarmi a lavorare in miniera. Lorenzo Pacini di Sundek per tutte le opportunità che mi sta dando e tutte le persone che mi sono vicine.


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