SurfNews 42
contatti / contacts home | adv | abbonati
Clicca per navigare nel nostro archivio Tutti i link con i migliori siti meteo italiani La message board di SurfNews La nostra ricerca di mercato La galleria fotografica Gli spot italiani
SURF NEWS 43
UNDEANEMA
TECNICA
CUMARO SURF
FILIPPINE
PUGLIA
MEXICAN TRIP
ALESSANDRO SERVADEI
OWEN CAVANAGH
ROBERTO ROMANCINO
 
 
 

mag | CONTATTACI / CONTACT US | DOVE TROVI SURFNEWS |

UNDEANEMA

DESTRUCTION A TODA COSTA
Di Tony Butt
Foto di Marc Fenies


Quest’anno Greenpeace ha presentato in Spagna una ricerca sull’ambiente dal sinistro titolo “Destruction a Toda Costa”. In questo report vengono illustrati tutti i disastri ambientali verificatisi sulla costa spagnola durante l’anno passato e, in particolare, sono state identificate 1.684 aree critiche chiamate “black spots”. Il titolo del report si presta ad un ironico gioco di parole: “toda costa” significa in spagnolo sia “l’intera costa”, sia “ad ogni costo”. La ricerca è stata realizzata proprio in concomitanza con la tragedia ecologica dello scorso inverno, quando 40.000 tonnellate di greggio altamente inquinante si sono riversate nell’oceano Atlantico in prossimità della Galizia, e l’attenzione dei media era focalizzata sulle problematiche ambientali. Il report però non si esaurisce sull’analisi dei danni dell’episodio dalla Prestige ma presenta una ricerca dettagliata su tutti gli abusi ambientali perpetrati lungo le coste e tutte le loro conseguenze, sia dirette che indirette. Tra i tanti, per esempio, l’urbanizzazione selvaggia delle zone costiere, l’espansione e la costruzione di porti, la rimozione dell’arena da alcune spiagge in favore di altre per la realizzazione di progetti edilizi. Il report vorrebbe far riflettere gli autori di tali scempi ambientali su come questi in realtà siano dei clamorosi autogol per le loro attività economiche. L’erosione dei litorali e l’inquinamento dovuto ad anni di continui abusi stanno iniziando a danneggiare il turismo: l’industria più remunerativa delle zone marine. Solo se queste persone si convinceranno che sono vittime delle loro stesse sciagurate azioni, avremo la possibilità di salvare l’ambiente. Sebbene la Spagna sia uno dei principali colpevoli, in ogni parte del mondo avvengono abusi ambientali di questo tipo e noi surfisti che, più di molte altre specie animali passiamo tempo sulle coste ed in acqua, ne subiamo i disastrosi effetti.

PRESTIGE
Il peggior disastro ecologico che la Spagna abbia mai conosciuto. La sua marea nera si estende per oltre 2.000 km tra le coste della Galizia e dei Paesi Baschi. Tonnellate di greggio si riversano ogni giorno sulle spiagge, dove gli inutili provvedimenti che il governo spagnolo ha adottato per far fronte all’emergenza evidenziano inoltre lo scarso interesse di Madrid per l’ambiente. In una nota diffusa dal governo spagnolo, il 31 Maggio 2003, si afferma che delle 1.064 spiagge contaminate dalla Prestige, 974 sono state completamente bonificate (92%). Solo chi vive in Galizia, nelle Asturie, in Cantabria o nei Paesi Baschi può rendersi conto di quale incredibile barzelletta sia questa frase! Il tentativo disperato di rimuovere il greggio dalle rocce, con l’ausilio di getti d’acqua ad alta pressione, ha avuto come tragica conseguenza la liquefazione di questo ed un ulteriore inquinamento del mare. Secondo Greenpeace, tra le 3.000 e le 6.000 tonnellate di questa macchia appiccicosa stanno ancora galleggiando nel Golfo di Biscaglia.

URBANIZZAZIONE
Recentemente il governo spagnolo ha deciso di apportare alcune modifiche alla legislazione che si propone di salvaguardare l’habitat delle zone costiere. Attualmente, nella Ley de Costas, sono presenti delle clausole che autorizzano le compagnie private ad edificare fino ad una distanza di 20 metri dalla riva. Maria Jose Caballero, la portavoce di Greenpeace Spagna, afferma che il Dipartimento dell’Ambiente sta commettendo i peggiori errori per quel che riguarda la salvaguardia della costa, tornando indietro di 30 anni dal punto di vista legislativo. Il piano di sviluppo futuro della costa spagnola è incredibile: 25.000 case e 14 campi da golf lungo la zona costiera di Murcia, 21 nuovi complessi turistici e 42 campi da golf nella zona di Valencia e la costruzione di 16 passeggiate lungomare nella Galizia, per un totale di 100 km che comporteranno la distruzione di spiagge ed oasi. E’ giusto però far notare che alcuni progetti di urbanizzazione presso Cotillo, nel nord di Fuerteventura, sono stati recentemente cancellati. La costa mediterranea della Spagna è tristemente famosa per il suo eccessivo sviluppo urbano che si è protratto per diversi anni. Il Mediterraneo con il suo moto ondoso quasi costante e di modesta entità, l’assenza di maree consistenti e la relativa mancanza di protezioni naturali, non può “difendersi” con le proprie armi come fa l’Atlantico. Appare così chiaro, come il territorio costiero diventi facile preda di speculazioni edilizie. Il problema si verifica in occasione delle tempeste che colpiscono quest’area specialmente in autunno-inverno. Le improvvise inondazioni sommergono le passeggiate, gli hotel e le case costruite a pochi metri dal mare con conseguenze anche tragiche.

AREE PORTUALI
In Spagna si sta assistendo alla progressiva espansione di circa 20 porti, mentre è stata approvata la costruzione di una nuova area portuale a Granadilla, sull’isola di Tenerife. Negli ultimi sette anni si è registrato un incremento di oltre il 500% degli investimenti legati alle strutture portuali. Greenpeace ha denunciato il fatto che questi investimenti non contemplano una spesa per sistemi e strutture volti a combattere l’inquinamento, cosa ormai del tutto evidente dopo il disastro della Prestige. Anche i porti turistici hanno conosciuto una crescita esponenziale: solo quest’anno sono stati approvati 31 progetti di ampliamento e costruzione di porti di cui 10 alle Isole Canarie.

RICOSTRUZIONE DEGLI ARENILI
Lo studio della morfologia della costa e delle sue dinamiche (come la forma della costa cambia nel corso del tempo) è molto complesso e l’intera comunità scientifica si sta impegnando in questo campo. La naturale erosione delle coste ed il variare del loro livello si misura in uno spettro di tempo di millenni. Tuttavia le coste possono essere modificate artificialmente e in questo caso può accadere che l’erosione venga accelerata a causa dell’intervento dell’uomo. La progressiva erosione degli arenili in futuro finirà poi per danneggiare inevitabilmente l’industria del turismo. Per rimediare a questa situazione e rigenerare gli arenili impoveriti si è fatto largamente uso di sabbia proveniente da altri tratti della costa, senza però effettuare studi sulle dinamiche di erosione dei litorali. E’ quindi probabile che queste azioni di ricostruzione degli arenili possano causare in futuro più danni che benefici.

LA DISTRUZIONE DI “TODA COSTA” IN NUMERI
1.371 spiagge colpite dalla marea nera di petrolio dovuta all’incidente della Prestige.
205 punti dove petroliere lavano le stive riversando liquidi inquinanti nel mare.
173 spiagge con una qualità dell’acqua pessima (dato fornito dall’Unione Europea).
93 spiagge ricostruite artificialmente.
51 nuove macro urbanizzazioni spesso dotate di campi da golf.
35 nuove passeggiate lungomare.
31 nuovi porticcioli turistici.
20 potenziamenti di porti commerciali preesistenti.
13 progetti di oleodotti marini.
1 nuovo porto industriale.

home | archivio | meteo | forum | quest | foto | spots | contatti / contacts
SurfNews Magazine tel +39 (0)54 434 444 / +39 (0)54 4248 267 fax +39 (0)54 4248 269