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SURF ART
OWEN
CAVANAGH
Testo:
Nicola Zanella
Foto: Emiliano Mazzoni
Da
quando è approdato ad Ancona, Owen si è letteralmente
innamorato di quest’area fino a sciegliere di vivere stabilmente
qui con la moglie Claudia e la figlia Renee. Da sempre è
impegnato in prima persona con l’associazione Surf Rider
Foundation per la salvaguardia dell’ambiente marino. Pur
essendo originario della Sunshine Coast australiana ha surfato
tutta la vita spostandosi tra Hawaii, Indonesia ed Europa. Quando
lo Scirocco spazza il Conero però, è molto facile
trovarlo sul picco esterno della Nave a Portonovo assieme ai
tanti amici locali. Il suo stile in surf è semplice e
sicuro come il tratto dei suoi quadri. Sulle pareti delle onde
ama disegnare curve precise: i suoi cut-back sono privi di sbavature
come i suoi tratti di aerografo. Ogni curva è disegnata
per esaltare al meglio la forma dell’onda. Sul line-up
Owen è riservato ma sempre sorridente. La sua presenza
in acqua si nota immediatamente: surfa con una naturalezza che
di per sé è arte.
Trovare
la sede di Solearte nel centro di Ancona è stata di per
sé un’esperienza formativa. Questa città
nonostante gli impietosi bombardamenti della seconda guerra
mondiale, ha mantenuto una intricata planimetria da borgo marinaro.
La piazza grande con la statua di Clemente XII, la fontana delle
cannelle ed i lussuosi palazzi del centro sono disposti con
asimmetrica sapienza per sfuggire alle intemperie del clima.
Ancona è costruita attorno al mare e non è un
caso che prima di giungere a Palazzo Camerata, sede della mostra,
finiamo svariate volte in prossimità del porto. I destini
di tutti ad Ancona si incrociano col porto e col mare ed è
proprio dal contatto con l’oceano che viene l’amore
di Owen per le onde, le barche, l’arte e la riviera del
Conero. Mentre
ci illustra le tecniche di lavorazione ed i materiali usati
mi accorgo che i veri protagonisti delle opere sono i surf-spot
attorno al Conero. Sulla parete del frigorifero smaltato, le
onde frangono in lunghe linee attorno alla Torre medievale di
Portonovo. La secca di Jachetti (l’onda preferita da Owen),
il Molo e le onde della Nave si stagliano tridimensionali sulle
pareti di lamiera ondulata. La scelta dei materiali è
di per sé indicativa. Resina industriale, radici lavorate
dal mare, tavole di legno, detriti, la sua creatività
costruisce continue analogie tra il surf e gli oggetti della
vita quotidiana. Una direzione particolare della sua ricerca
è quella legata al restauro e decoro di tavole d’epoca.
Recentemente Owen, di ritorno da una visita in Australia, ha
portato ad Ancona una selezione di tavole tra gli anni sessanta
e settanta. Grazie alla sua esperienza nell’utilizzo delle
resine ha riparato questi pezzi da museo utilizzandoli come
tela per le sue opere. Fish
twin-fin dei tardi anni sessanta, i primi truster di Mark Richard,
la storia del surf mondiale fa da sfondo ai suoi airbrush lucidati.
La esposizione di Ancona ha attratto migliaia di visitatori
e Owen è stato sorpreso e felice del risultato. “E’
stato un successo!” Commenta lui stesso, “La mostra
di Ancona è stato il punto di partenza per la Ocean Art
Expo, una esposizione itinerante che toccherà Francia
Spagna ed Inghilterra coinvolgendo artisti da tutta Europa.
Sono venute tante persone che neppure sapevano del surf in Italia
ed hanno apprezzato questo tipo di arte e si sono avvicinati
allo sport. Il punto di vista dei surfisti interessa tutti.
Siamo noi i primi a soffrire per i problemi del mare ed i primi
a gioire per i suoi regali!”.
www.solearte.com.au
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