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Testo: Nilde Tresca
Photo: Marco Contati e Federico Traverso

 

VARAZZE — 21/22 Luglio 2001

E’ sicuramente un caso, ma da quel week-end del 21/22 Luglio qualcosa è cambiato: è cambiato nel mondo. Era una lunga traccia di malessere che in quei giorni strisciava lungo le vie di Genova. Il malessere di chi da anni cerca di attirare l’attenzione su conflitti dimenticati, fame, commercio di armi, soprusi di eserciti sulle forme di vita più indifese. Giochi sporchi di grandi multinazionali. Non possiamo più nascondere che il piatto della bilancia sul quale poggiamo schiaccia l’altro, con sopra l’80% della popolazione mondiale.

Io parto per Genova e il pensiero dei grandi otto riuniti sulla grande nave mi intristisce. Loro stanno lì a decidere per milioni di persone (incluso la sottoscritta) ed io me ne vado verso Genova ed oltre verso il contest di Varazze. Guido con la radio accesa, con le orecchie ben attente a ciò che succede lungo le strade, in silenzio penso alla mia vita, la mia normalità, il mio divertimento. Quello che sta per accadere a Genova avrà ripercussioni che ancora non immagino ma uno strano feeling di insicurezza mi prende lo stomaco.

Da quei giorni come una voragine che non può che allargarsi, gli Stati Uniti hanno subìto il primo attacco della storia sul proprio territorio, le Twin Towers di New York sono state letteralmente rase al suolo e il Pentagono colpito a sua volta. Ed ora una nuova guerra porta profitto a produttori di armi e conquistatori invisibili.

Ho scelto di raccontare qualcosa perché tramite la mia rubrica posso farlo, perché tante volte nei viaggi di skate e surf si incontrano realtà diverse da quella che vivi ogni giorno e a volte accadono cose che ci portano a pensare in modo sbagliato. Voglio ricordare la storia di Volpe e Dimitri picchiati brutalmente da agenti di Polizia a Padova perché skateavano in strada… retorica? Poteva succedere anche a te!

Sabato parto da Bologna con Lulia e Barbara con il dubbio nella testa se fermarmi alla manifestazione del Genova Social Forum contro la globalizzazione. Nei giorni precedenti avevo avuto notizie dai miei amici che si trovavano a Genova: inizialmente pareva una manifestazione pacifica. Il venerdì le cose erano però precipitate con cariche indiscriminate da parte delle forze dell’ordine su quasi tutti i gruppi di manifestanti anche quelli più pacifici come le associazioni cattoliche. Il risultato era stato molti feriti ed un ragazzo di 23 anni ucciso da un carabiniere ausiliario, che gli spara alla testa perché spaventato da un assalto alla camionetta. La cosa più incredibile era stata la notizia data proprio dalle forze dell’ordine secondo la quale Carlo era stato ucciso da un estintore piombatogli in testa e lanciato da un altro manifestante.

Verso le tre mi trovo a Genova e la sorte decide per me, sbaglio uscita e invece di proseguire per Varazze mi ritrovo al casello per il porto, proprio la zona degli scontri. Davanti a noi tante camionette e tanti agenti. Pago il casello e subito ci bloccano. Ci perquisiscono e chiedono dove andiamo, gli spieghiamo che abbiamo sbagliato strada e loro ci dicono che era meglio starsene a casa, che lì giù sta succedendo un casino e che dobbiamo tornare indietro perché Genova é chiusa e blindata. Per fare inversione però non c’era spazio e ci lasciano addentrare verso la città per girarci. La sorte ci aveva lasciato passare e così decidiamo di arrivare al porto, la nostra é l’unica auto in circolazione e le strade sono di un vuoto spettrale. Arrivate in zona porto accostiamo per scrutare e davanti a noi c’é una grossa nuvola di fumo, suoni di sirene e camion dei vigili del fuoco a palla lungo il vialone. Decidiamo di tornare indietro (anche sotto suggerimento dei nostri amici) è troppo pericoloso entrare nel mezzo degli scontri.

Poco dopo arriviamo a Varazze ma io non riesco a vedere lo skatepark, solitamente sul marciapiedi del lungomare. Incontro Basilico che mi dice dov’è, non é poi molto lontano, semplicemente lo skatepark é stato montato proprio sul moletto del più famoso surfbreak italiano. Bello, uno skatepark direttamente sull’acqua, con il flat tutto in legno, Leoncini e il suo staff hanno lavorato tantissimo ed il risultato è proprio eccellente. Di gente ce n’é abbastanza anche se molti sono rimasti a casa pensando che le vicende di Genova avrebbero causato qualche problema anche sulle strade. In realtà le strade fuori Genova sono più scorrevoli che mai. Saluto tutti e mi gusto la musica del sound sistem di Cannata, la spiaggia e le prove di gara. Si parla un po’ di ciò che sta accadendo e i bar sono pieni di gente che guarda in diretta la distruzione di una città, le botte e i lacrimogeni. Alcuni vecchi borbottano e incitano le forze dell’ordine a picchiare tutti. Intanto la situazione continua a degenerare, molte banche e concessionarie di auto sono state prese d’assedio e bruciate. Mentre piccoli gruppi di ragazzi vestiti di nero distruggono e picchiano altri manifestanti la polizia da sfogo alla repressione su gente inerme: ragazze pestate per lungo tempo, pacifisti con le mani alzate in segno di pace bombardati da manganelli e lacrimogeni sparati ad altezza uomo, scorre sangue e molti genovesi aprono le proprie case ai manifestanti, difendendoli e soccorrendoli come possono. Molti lanciano bottiglie d’acqua dalle finestre per pulire gli occhi dai gas lacrimogeni.

Nonostante tutto la festa continua e la sera comincia il contest di ollie più alto. Mi fa sempre piacere assistere a questa gara che mi ricorda i contest di Lignano di un po’ di anni fa. L’ollie più alto, sotto l’incitamento della folla, se lo sono fatti Mariani e Palombino che hanno saltato 86 cm di tavole una sull’altra in flat; il primo a passarlo é stato Mariani ma ha deciso di dividere il milione di montepremi con Palombino.

Dormiamo in macchina accampate davanti allo skatepark e la mattina il sole ci sveglia di buon ora, già da prestissimo c’è gente che skatea e quando il caldo si fa insopportabile ci si butta in acqua. Sulla spiaggia si stava un po’ stretti così ascoltando la radiolina inizia una specie di dibattito con gente del luogo.Una donna di Genova mi dice che lei lavora in questura e che nei giorni prima della manifestazione ha visto tanti agenti arrivati da tutta Italia sbattuti a dormire in terra, tutti erano sovraeccitati e si dicevano frasi del tipo "li facciamo fuori" e "vedranno ora che il comunismo è finito", mi dice che lei ha paura perché immagina che ci sarebbero state cariche violente. E’ venuta via dalla città, ma dice che si vergogna per quello che stanno facendo attorno la zona rossa. Dice anche che i Genovesi sono solidali con i manifestanti pacifici e che non trova giusto il fatto di dover vivere in una città messa sotto assedio come in una guerra civile.

Il pomeriggio inizia il contest, c’è molta gente a guardare e il Cannata ad incitare il pubblico. In gara ci sono molti skaters locali e una buona rappresentanza del resto d’Italia. La gara è entusiasmante, le strutture sono ben predisposte per transfer e mega grind. Edo ci regala, come al solito, dei bei tricks sul murettone e lo Gnomo stupisce con flip impossibili. Ogni tanto guardo il mare fare da sfondo ai super transfer di Matteo e la faccia di Leoncini tutto soddisfatto. Arriviamo a sera e ci gustiamo una bella finale contesa tra Adi Castegna, Basilico, lo Gnomo, Palomino ed altri. Tutti danno il meglio e la giuria decide così: primo lo Gnomo, secondo Basilico che nonostante la sua età (apparente) spacca sempre, terzo Matteo Storelli reduce da due giorni di surfate ma sempre potentissimo, quarto e quinto Adi Castagna e Edo Paris. Ai primi tre sono andati i tre milioni di montepremio ed una targa in vetro davvero bella che Matte ha rotto accidentalmente dopo due secondi, devo dire che l’ho visto anche un po’ dispiaciuto. La serata finisce con Gianlu, Matte, Mattia ed altri che danno spettacolo con trick old school su un lato del fun box. Salutiamo tutti e partiamo, sulla strada del ritorno non resistiamo alla curiosità e voltiamo verso Genova centro. Parcheggiamo e subito ci assale l’odore acre del fuoco spento, ci sono pile di macchine bruciate e vetrine infrante, molti genovesi si aggirano increduli lungo le strade, sento che ci sono stati centinaia di feriti e miliardi di danni, il tutto per una manifestazione che doveva contrastare otto grandi capi facendo festa in strada. Non è stato così, non è finita bene, chi doveva proteggere la città ha fatto altre cose e di quello che si è detto su quella grande nave si è saputo ben poco, visto che i media erano impegnati a dare immagini di sangue. Molte nazioni hanno accusato l’Italia di avere esercitato una repressione vista solo nei momenti di dittatura di paesi come l’Argentina. Nei giorni seguenti poi si è saputo di gente picchiata per giorni nella caserma di Bolsaneto, per non parlare dell’incursione alle scuole Diaz durante la quale sono stati massacrati di botte ragazzi e ragazze mentre dormivano nei sacchi a pelo.

Varazze-Genova 21-22 Luglio 2001 qualcosa che non dimenticherò.

 

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