L'ULTIMA CARTA
Foto e testo
di Marco Canu
Nel
pomeriggio, dopo un rapido giro di telefonate (tutte come
al solito molto discordanti) si decide di far lalba
a Varazze.
Aspetto Fabio che dopo due ore di viaggio sotto un temporale
da paura si presenta a casa mia, il tempo di caricare la macchina
e si parte in direzione Varazze.
A Genova cé circa 1.50 m con Libeccio tirato
e il tutto fa pensare ad un bel Classic day Varazzino.
Più ci avviciniamo a Varazze e più ci rendiamo
conto che il moto ondoso é in diminuzione, alla fine
arriviamo a Varazze alle 23:00 con la triste sorpresa di 20
cm donda e un inizio di tramontana che non promette
nulla di buono.
Sul molo sincontrano le solite facce che guarda caso
iniziano col dire sembrava che dovesse aumentare, oggi
era stupendo e cera poca gente . A Varazze ormai
é diventata solo unillusione surfare tranquilli,
insomma si divertono a rigirare il coltello nella piaga! Decidiamo
di dormire a casa a Varazze sperando nel miracolo. Sveglia
alle cinque subito sul molo dove oltre al mare, tristemente
quasi piatto, incontriamo il camion della spazzatura e una
macchina con dentro padre e figlio. Il padre impreca per lora
in cui si é dovuto svegliare e ripete al figlio tu
e sto cazzo di surf!. Il povero diavolo che simmaginava
come noi una bella giornata, guarda sconsolato il mare aspettando
che arrivi un po più di luce e con la speranza
che arrivi pure qualche onda...
Lasciamo il padre sempre più incazzato e il figlio
sempre più triste e ci dirigiamo verso Pegli, anche
lì il mare sembra essersi trasformato in un lago.
Ci giochiamo lultima carta, sperando che sta volta vada
bene e ci dirigiamo verso Chiavari.
Dallautostrada
sintravedono le righe delle onde e subito il nostro
morale torna alle stelle, per fortuna qualcuno ogni tanto
ci assiste, infatti, alla foce dellEntella rompono delle
belle onde sul 1.50 m con qualche settone che rasenta i due!
In mare cé già un po di gente suddivisa
tra i due picchi principali, quello davanti al fiume dove
rompono onde sinistre e destre e dove con un po di fortuna
ti può capitare un branzino o un bel topo a portata
di mano e il picco davanti agli stabilimenti balneari dove
devi fare lo slalom tra le boe, che guarda caso sono sempre
messe nei punti dove devi fare il bottom turn o rientrare
una manovra. Credo che la capitaneria organizzi corsi appositi
al posizionamento di queste boe, perché te le trovi
quasi sempre davanti! 
In particolare una boetta di ferro rossa di dimensioni
pari ad una 500, sempre in mezzo.
Oltre ai soliti manici che sfoderano manovre su manovre compaiono
anche delle facce a me nuove che vanno veramente bene.
é bello vedere che nel proprio paese, il surf stà
crescendo e che il livello in acqua è quello di molti
altri posti sulloceano.
A causa del mio ginocchio infortunato, ho il triste compito
di star fuori a scattare foto, ma per fortuna lincazzatura
mi passa dopo un paio di scatti.
Nel giro dun paio dore ho già quattro rullini
in tasca, i ragazzi, oltre fare lo slalom tra le boe, sparano
manovre su manovre, Ettore surfa sfruttando al massimo londa
intubandosi un bel po di volte, Marcello sfodera qualche
bellaerial, Fabio col suo longboard si difende bene
ma cinque mesi fuori dallacqua sono duri da smaltire.
LEntella
é un beach break molto potente e cé qualcuno
che non fa neanche in tempo a raggiungere la line up, che
se ne deve già tornare a casa con mezza tavola
Verso mezzogiorno salza un po di Scirocco che
inizia a rovinare le onde e in me si risveglia un certo languorino.
Giusto il tempo di finire lultimo rullino caricare la
tavola in macchina e ci dirigiamo verso casa dove ci aspetta
un bel piattone di troffie al pesto fatte in casa.
Aspetto positivissimo della giornata, che in tutto il tempo
nel quale sono stato fuori a far foto, non ho sentito le urla
e i soliti insulti a chi si prepara ad entrare in mare e neppure
le solite liti per la precedenza.
Che la gente abbia finalmente capito come ci si comporta?
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