SurfNews 42
contatti / contacts home | adv | abbonati
Clicca per navigare nel nostro archivio Tutti i link con i migliori siti meteo italiani La message board di SurfNews La nostra ricerca di mercato La galleria fotografica Gli spot italiani
SURF NEWS 30
DUTY IS FUN
PRIMORDIA
L'ULTIMA CARTA
CANTO BROS
4 AUSTRALIANI E
UNO YANKEE
JP STARK
CAMPIONATI AMATORI
VRZZ SLAMMA
 

mag | CONTATTACI / CONTACT US | DOVE TROVI SURFNEWS |

PRIMORDIA

Testo: Emiliano Cataldi
Photo: Antonio Ronchini

 

Una donna e la sua esperienza con il mondo di Banzai: è una donna molto speciale la Signora Ida, che da sedici anni gestisce il "Chiosco-Cucina Banzai Beach".

Dalla cucina osserva il variopinto microcosmo che popola la spiaggia nei giorni di onde e con il tempo ha imparato a conoscere i surfisti e le loro abitudini. Dal suo privilegiato punto di osservazione, ha vissuto tutta la storia del surf romano dalle origini ai giorni nostri e racconta aneddoti di quando, a Banzai, c’era solo lei.

O quasi.

Da quando esiste Banzai, esiste anche Lei.
Sempre uguale, con il grembiule bianco e gli zoccoli ai piedi, ti parla con la voce arrochita da chissà quante sigarette mentre ti squadra da dietro le lenti scure dei grossi occhiali da vista. La signora Ida ha vissuto Banzai più di chiunque altro, addirittura prima che si chiamasse così: nessuno ha visto più mareggiate, scadute, e giorni di onde perfette di quanti ne abbia visti lei, che, da sedici anni, gestisce il chiosco bar che si affaccia direttamente sul picco più frequentato del Lazio. Un giorno di sedici anni fa, la signora Ida ha deciso di basare la sua vita ed il lavoro sulla spiaggia di Banzai, trasformando un chiosco di legno fatiscente in quello che oggi è il punto di riferimento per decine, se non centinaia, di persone. Quando ha ereditato dal padre quella baracca, la spiaggia era molto diversa da come la conosciamo oggi; non c’erano tutte le case che ci sono ora e l’arenile era lasciato all’incuria e all’abbandono.
"Banzai" racconta "era una discarica". Sedici anni possono non sembrare molti, ma rispetto alla breve storia del surf nostrano, parlare del 1985 è come riferirsi al neolitico del surf in Italia. Da allora la signora Ida ha visto susseguirsi generazioni di surfisti, ha visto i bambini diventare ragazzi e i ragazzi diventare padri di famiglia. Quando lei si stabilì qui, un gruppetto di tre amici di Roma iniziava a frequentare quella spiaggia per fare il surf: Andy D’Anselmo, Maurizio Marchisio e Giorgio Pietrangeli avevano scoperto Banzai da poco. La signora Ida ha mantenuto un rapporto speciale con loro e ricorda quei giorni sempre con piacere.
"Mi ricordo che all’inizio non avevo niente… i gelati, qualche bibita… quindi per passare il tempo preparavo marmellate e ‘sti ragazzi venivano e mi chiedevano <...che mi può fare un panino con la marmellata che ha preparato lei?>, e io gli preparavo i panini con burro e marmellata."
Lo vedi da come ne parla che il ricordo di quei tempi le è rimasto nel cuore; all’inizio scambiamo due chiacchiere mentre lei prepara piatti di pesce per i clienti affezionati in un caldo pomeriggio autunnale, poi si lascia prendere dai ricordi, viene a sedersi accanto a me, si accende una sigaretta ed inizia a parlare, con lo sguardo teso verso l’orizzonte come per ricordare meglio. Le parole escono da sole, ed hanno il fascino delle storie di tempi lontani che una nonna racconta ai suoi nipoti:"...sono passati sedici anni ma loro mi chiamano ancora, Andy e Maurizio vengono qualche volta, invece Giorgio non lo vedo più da tanto tempo perché adesso lavora nei villaggi turistici… erano dei ragazzini!".
Con il passare degli anni la signora Ida ha imparato a conoscere le abitudini dei surfisti; per anni è stata il punto di riferimento di tutti coloro che volevano sapere le condizioni del mare e tutt’ora, nei giorni di onde, il suo telefono squilla di continuo. A proposito mi dice: "Certi mi dicono < Signora vengo da Roma... volevo sapere com’è il mare…> e allora glielo dico che non vale la pena se ci sono solo due persone e gli altri passano, stanno un po’ a guardare e se ne vanno… poi ci vuole un’onda più liscia, meno schiumosa...". "La Signora", come è affettuosamente soprannominata da tutti, sa dirti sempre se le onde sono belle oppure se il mare è ancora troppo piccolo: "...se le onde sono una appresso all’altra schiumose glielo dico che non sono buone, poi basta che mi affaccio perché se in acqua sono solo uno o due non è buono… non so come fanno, quando ci sono le onde in un attimo sono tutti qua dentro l’acqua". Nonostante le decine di telefonate che riceve, la signora Ida è sempre molto disponibile con i ragazzi: "No, non me scocciano… lo capisco, loro vogliono venì qua a fare surf… adesso da quando c’è la telecamera chiamano un po’ meno, ma prima era una cosa continua…".
Della sua infinita pazienza, comunque, da prova anche pochi minuti dopo: mentre chiacchieriamo, dopo che ha chiuso la cucina, arrivano due ragazzi chiedendo se è troppo tardi per mangiare. Sono le quattro passate e mi aspetto che, con la gentilezza di sempre, dica loro che non è più possibile pranzare. Al contrario la sento dire "Se volete vi preparo un primo, ma dovete aspettare un po’ che metto su l’acqua a bollire...". E’ sempre stata così, la signora Ida, disponibile al punto che pensi che non abbia mai detto di no in vita sua: quando l’ho conosciuta, avevo sedici anni e le chiesi se poteva cuocere per me ed i miei amici un petto di pollo che avevamo comprato in un negozio di alimentari. Lei, alle prese con una piastra piena di triglie e gamberoni, fece spazio per il nostro petto di pollo e, dopo un quarto d’ora ce lo servì. Il tutto, ovviamente, senza farci pagare nulla.
Questo episodio mi rimase impresso e fin da allora mi resi conto che la signora Ida era una persona davvero speciale. Negli anni, a forza di sentire i racconti dei surfisti, "La Signora" ha ascoltato storie di viaggi e di onde lontane, e quando parli di qualche spot che ha già sentito nominare, non è raro che ti dica: "…ma dove in Indonesia? Mi pare che Andy e Maurizio ci andavano spesso…". Ricorrono spesso questi nomi nei discorsi della "sora" Ida, e non è difficile capire come sia legata ai primi ragazzi che ha conosciuto a Banzai; col passare degli anni, la spiaggia è diventata un punto di riferimento per centinaia di surfisti e per lei ricordarli tutti è impossibile. Riguardo all’affollamento crescente ha sentito talmente tante persone lamentarsi nel corso degli anni, che ad un certo punto aggiunge semplicemente: "Adesso siete diventati troppi", e se c’è una persona che può testimoniare in prima persona il boom che il surf ha vissuto negli ultimi anni, questa persona è sicuramente lei.

Ripenso alle parole che mi ha detto fino ad ora, cerco di immaginarmela intenta a far bollire della marmellata mentre dalla finestra osserva tre o quattro ragazzi che si godono i primordi di Banzai in perfetta solitudine. In fin dei conti, penso, la storia della signora Ida non è diversa da quella di una Nyoman e del suo warung ad Uluwatu, o da quella di una Maria e della sua cabana da qualche parte in Costa Rica. In qualche modo, questo pensiero mi affascina.

Verso metà pomeriggio si alza uno scirocchetto debole, il cielo si annuvola e qualche piccola schiuma inizia a formarsi a riva; non passa mezz’ora che squilla il telefono. La sora Ida si alza e va a rispondere; quando torna la vedo sorridere: un’espressione quasi compassionevole appare sul suo viso mentre dice: "...a volte mi chiedono < Signora, ci stanno le onde? > e io rispondo < Si, ci stanno le onde, so’ belle >, e allora mi dicono < Ma quanto sono alte? > e io gli vorrei rispondere < Se aspetti mi metto il costume e te le vado a misura’! >".

home | archivio | meteo | forum | quest | foto | spots | contatti / contacts
SurfNews Magazine tel +39 (0)54 434 444 / +39 (0)54 4248 267 fax +39 (0)54 4248 269