DUTY IS FUN
Euskadi globe tour 2001
Testo: Emi Mazzoni
Photo: Emi, Nicola Carignani, Simona Poli
128
ore lungo la costa basca
Amo
guidare nella notte, specialmente se gli altri dormono, mi
rilassa particolarmente, mi concede il tempo per pensare,
per immaginare quello che succederà. E quasi
mezzanotte ed il minibus grigio-metal griffato globe sta attraversando
il confine che divide lItalia dalla Francia. Ventimiglia
e tutti già dormono reduci da una giornata di sbattimenti
finalizzati alla partenza. Sono alla sesta ora di guida, calcolo
mentalmente quante ne passerò al volante in una settimana
di foto-tour: In una settimana ce ne sono 128, meno
le ore di sonno, meno quelle a tavola, meno quelle in acqua..
mi passo il tempo con questi caloli inutili senza arrivare
a capire quanto guiderò. Destinazione S. Sebastian
(Guipuzkoa in Euskara) capitale del territorio basco. Nei
sedili posteriori Francesco Palatella e Nicola Carignani (fotografo)
se la dormono beatamente, la famiglia Sacchetti composta da
Sacco, Silvia ed il piccolo Tommy è incastrata fra
i sedili intermedi e la Simo appoggiata al mio gomito destro
finge di essere sveglia.
Territorio
Il
Paese Basco ha una superficie di 20.000 km2 sulla quale vivono
poco meno di 3 milioni di persone, il tasso di disoccupazione
è uno dei più alti di tutta Europa, circa il
21%.
Storicamente
formato da 6 territori: Araba (con capoluogo Vitoria
Gasteiz), Bizkaia (Bilbao) e Guipuzkoa (San Sebastian) che
appartengono allo Stato Spagnolo. Lupurdi (Baiona) e Zuberoa
(Mauleon), allo stato francese. La Navarra è divisa
tra i due Stati con Pamplona capoluogo della provincia sotto
lamministrazione spagnola, e in Saint Jean Pied de Port
per quella dominata dalla Francia.
Nonostante
la sua antichissima unità culturale e linguistica,
i Paesi Baschi non hanno istituzioni unitarie. Il nord è
inserito, insieme al Berneo, nel dipartimento dei Pirenei
Atlantici, il cui capoluogo Pau non appartiene al territorio
basco. Privo di qualsiasi tipo di autonomia, una delle rivendicazioni
centrali del nord dellEuskadi è proprio lesigenza
di un dipartimento con istituzioni proprie. Il sud è
diviso in due comunità autonome allinterno dello
stato spagnolo: la Navarra e la Comunità Autonoma Basca
(CAV), con capoluogo Vitoria-Gasteiz.
Lingua
LEuskara,
la lingua basca, è lidioma parlato più
antico dEuropa e la sua origine continua ad essere un
enigma. Più antica del finlandese e dellungherese,
sono le uniche tre lingue ancora vive tra tutte quelle che
si parlavano nel continente allarrivo degli indoeuropei,
più o meno 4.000 anni fa. E una lingua fossile
dai suoni impronunciabili che ha creato una coesione ed unautocoscienza
difficilmente riscontrabili in altre regioni europee. Attualmente
lEuskara viene parlato da circa il 25% degli abitanti
del Paese Basco con grandi differenze dialettali tra una zona
laltra. Le cause di questa bassa percentuale di vascoparlanti
sono più duna: nel nord, amministrato dalla Francia,
non è riconosciuta come lingua ufficiale; in Navarra
una assurda legge in materia ha diviso il territorio in due
parti, dove in una risulta lingua co-ufficiale insieme allo
spagnolo, mentre nellaltra non viene riconosciuta. Infine,
nella Comunità Autonoma Basca è riconosciuta
come lingua ufficiale (assieme allo spagnolo) anche se in
realtà non è assolutamente "ufficiale"
in molti ambiti della società.
Autodeterminazione
Basca
Quando
nel 1978 lo stato spagnolo, per governare il proprio futuro,
si è dotato di una Costituzione, questa è stata
respinta dalla maggioranza dei baschi in un referendum. La
ragione di questa scelta è molto semplice: Madrid si
rifiutava di riconoscere i diritti più elementari del
Popolo Basco, quegli stessi diritti che sono considerati legittimi
dalle stesse Nazioni Unite: il diritto allautodeterminazione
e allunità territoriale. Il diritto allautodeterminazione
continua ancora oggi ad essere una questione pendente nei
Paesi Baschi. In Euskal Herria la richiesta dellautodeterminazione
è andata aumentando in seguito alle distinte domande
provenienti dalla maggioranza sindacale, istituzionale e sociale
della realtà basca. Ora è il momento del dialogo
e della negoziazione, così si risolvono i conflitti
in tutto il mondo. Perché questo non accade in Euskal
Herria?
TRIP
Dopo
15 ore di guida arriviamo nel centro della città precisamente
davanti alla spiaggia La Zurriola dove un enorme cubo di plexiglass
il Kursal (o cubo di Moneo) contrasta con un background intriso
di storia e di storie atlantico-metropolitane. Il piazzale
di fronte alla spiaggia è luogo di ritrovo per surfisti,
skaters, giocolieri e pusher, un colorato gruppo sociale che
sembra convivere bene un po ovunque. Il clima che si respira
è caldo, salato e duro. Lorgoglio ed il vento
che spira dalloceano aspriscono lo sguardo dei Baschi
senza limitarne la comunicabilità. Dopo qualche secondo
di comune contemplazione Francesco mi chiede le chiavi del
furgone riportandoci tutti alla realtà: onde di due
metri, sole, vento da terra e tanta fotta repressa da un estate
di piatta mediterranea. Lo spot considerato abbastanza consistente
(più per quantità che per qualità) sta
lavorando piuttosto bene, le onde sono aperte con sezioni
divertenti che si irripidiscono man mano che entrano nellinside.
La destra rompe in prossimità del promontorio a nord-est
e tende a tubare in partenza, purtroppo si stà svolgendo
un contest di canoa e a nessuno è permesso intralciare
il campo di gara. I partecipanti prendono le onde ma non sanno
cosa farsene. Scivolano invece di carvare e fanno inutili
360 immersi fino alle spalle nel biancone. Sacco al contrario
si spara un paio di off the lip sulle destre, Francesco slasha
le sinistre fino a ridurle in piccoli cumuli di acqua nebulizzata
e Silvietta cerca di prendere onde grosse per tenersi in allenamento
per la gara dellEPSA che si svolgerà ad Hossegor
la settimana seguente. Tramontato il sole usciamo e ci dirigiamo
verso lhotel situato di fronte alla spiaggia. Lorganizzazione
di Martina e Giovanni di Slam Jam è impeccabile, le
camere che ci hanno prenotato sono decisamente confortevoli
e i gestori dellhotel di una gentilezza unica. I due
giorni seguenti sono giorni di "lavoro".
I
love this job: dobbiamo produrre un po di materiale
fotografico che documenti il nostro surf trip. La swell è
calata e decidiamo così di spostarci verso Le Cavaliers
dove le onde sono sicuramente più grosse. Io, Nicola
e la Simo ci alterniamo a fare foto ed il piccolo Tommy ha
trovato la bazza sua: inserire coin da dieci franchi nel mangianastri
sperando di mettere in moto il furgone. Usciti tutti dallacqua
per via del cambio marea ritorniamo verso S. Sebastian alla
ricerca di pinchos e di "papel a ruler". I pinchos
sono appetitosi stuzzichini confezionati con i cibi più
disparati. Spiedini di acciughe avvolte attorno a peperoni
verdi piccanti, tartine con baccalà, polpa di granchi,
micropanini col salame locale, è la festa nazionale
della "papilla gustativa"! Mangiamo e beviamo in
almeno dieci locali diversi. E incredibile la similitudine
tra questi gusti e la cucina mediterranea, mi domando se si
possa parlare di influenze da sud o se sia il mare ad uniformarci
tutti sotto il suo abbraccio salato.
E
Sabato sera e la parte vecchia della città brulica
di vita fino a notte inoltrata. Per le strade non si cammina,
le luci al tugsteno dipingono tutto di rosso scaldando ulteriormente
il clima. La Basilica di Santa Maria è semplicemente
meravigliosa a questora, lilluminazione ne risalta
il barocco spagnolo, carico ed opulento come una messa durante
linquisizione. La Chiesa di San Vicente é in
stile gotico, la pavimentazione non è male e due ollie
giù dalla scalinata non me li toglie nessuno. Il quarto
giorno lo passiamo alla Zuriola, le onde sono aumentate e
nonostante il clima di festa dovuto al 49° Festival Internacional
de Cine de Donostia S. Sebastian lo spot è meno affollato
del solito.
Nella
tarda notte io, Francesco, Nicola e la Simo andiamo a skateare
nel piazzale del Kursal, lo stile avant-guard di Rafael Moneo
comincia a piacermi e nella notte il plexiglass illuminato
dallinterno come per magia si trasforma in carta di
riso giapponese. E uno skate-spot da paura, con gap,
curboni di ogni misura, un paio di passamani, pavimentazione
liscissima e lodore del mare. Pare che si possa skateare
fino allalba senza disturbare nessuno. Il quinto e sesto
giorno surfiamo ad Hossegor e a Biarritz, la swell è
aumentata di nuovo e sia Sacco che Francesco si beccano un
paio di cover up che non fanno mai male. Nicola fotografa
un fs air a Francesco ed io una sequenza di Sacco intubato
a la Graviere. La Silvietta sempre più sicura comincia
ad entrare in confidenza con Hossegor. Ci spostiamo a Seignosse
e poi a Le Moliet ma per via della marea troviamo ondine sconnesse
e choppose, torniamo a Biarritz per farci lultimo tramonto
nei Paesi Baschi. Entriamo in acqua tutti quanti. La mattina
seguente ci facciamo una mini session alla Zuriola prima di
partire per Hossegor dove lasciamo giù Francesco e
Silvia impegnati nelle gare EPSA. Il
viaggio di ritorno sarà lungo e intenso, ho 14 ore
per portare il furgone al rent a car ed è di nuovo
un drittone alla guida. Ci concediamo una pausa in autogrill,
siamo affamati, appena arriva il cibo ci ingozziamo senza
ritegno fino a quando Nicola non si alza in piedi al centro
della sala completamente paonazzo con gli occhi fuori dalla
testa. Diventa sempre più viola al passare dei secondi.
Lo prendo a scopaccioni nella schiena di fronte ai clienti
del ristorante esterefatti dalla scena. Nicola inizia a tossire
poi come dincanto sbocca una palla di bolo alimentare
sul pavimento. E salvo! Ci rimettiamo a mangiare come
niente fosse successo. I tavoli circostanti si liberano. We
are very sorry.
Un
massaggino sulla poltrona tecno-massage e on the road again
verso Ferrara in un clima disteso di dovere compiuto. Duty
is fun!
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